Benedetto XVI, un dottorato nel ricordo di San Giovanni Paolo II

Il Papa emerito Benedetto XVI saluta il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, 4 luglio 2015
Foto: © L'Osservatore Romano Photo
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La regola era che non avrebbe accettato onori, una volta Papa emerito. Ma per Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha fatto una eccezione, ed ha accettato i dottorati honoris causa della Pontificia Università Giovanni Paolo II e dell’Accademia di Musica di Cracovia. Una cerimonia breve ma intensa, tutta segnata dall’amore per Giovanni Paolo II. Ma soprattutto caratterizzata dall’enorme stima che le due accademie polacche hanno per Benedetto XVI.

C’è una orchestra, ovviamente, e si eseguono brani di Mozart, per cui Benedetto XVI ha una predilezione, ma anche del compositore Henryk Gorecki, scomparso nel 2010, che nel 2008 aveva avuto anche lui un dottorato honoris causa dall’Accademia della Musica e che alcuni critici avevano definito il nuovo Palestrina. Tutto comincia con il Gaudet Mater Polonia, che – spiega il presentatore – dà sempre inizio alle “cerimonie più solenni nella nostra patria, sia quelle ecclesiali che statali. Anche in questa occasione non poteva essere diversamente.”

La cerimonia, tenuta praticamente tutta in lingua italiana (un solo discorso in tedesco) va avanti sobriamente, con punte di commozione. Come quelle del Cardinal Stanislao Dziwisz, Gran Cancelliere dell’Università dedicata a Giovanni Paolo II.

“Amatissimo Santo Padre – afferma il Cardinal Dziwisz - come prima cosa desidero esprimere la nostra grande gioia per questo odierno e insolito incontro. Porto i saluti della Chiesa di Cracovia, che grata a vostra Santità per il servizio pontificio, per la grande eredità di dottrina e per la benevolenza che ci ha sempre manifestato. Non dimentichiamo le parole che lei Santo Padre disse da noi il 28 maggio 2006: Cracovia, la città di Karol Wojtyła e di Giovanni Paolo II, è anche la mia Cracovia!”

Aggiunge il Cardinale, che di Giovanni Paolo II fu segretario fedelissimo fino alla morte: “Non dimentichiamo mai questa espressione.” E poi sottolinea di considerare l’accettazione dei dottorati honoris causa come “segno della stima che Vostra Santità ha sempre nutrito nei confronti di Giovanni Paolo II.” Il quale, a sua volta, “fu sempre pieno di gratitudine per il suo più vicino collaboratore, il Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Siamo certi che ora egli ci guardi dall’altro e si rallegri del nostro incontro.”

Conclude l'attuale arcivescovo di Cracovia: “Il nome del Santo Padre Benedetto XVI rimarrà fissato per sempre nella storia della Pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia e anche Accademia della Musica. Santo Padre, le vogliamo tanto bene e le assicuriamo la nostra preghiera.”

Un affetto ricambiato, suggellato da un abbraccio tra il Papa emerito e il Cardinal Dziwisz e reso evidente dalla scelta di Benedetto XVI di accettare i dottorati. Tutto è cominciato l’1 gennaio del 2015, quando il professor Wojciech Zyzak, rettore dell’Univesità Giovanni Paolo II , e il professor Zdzislaw Lapinski, rettore dell’Accademia di Musica, hanno inviato una lettera a Benedetto XVI per chiedere l’onore di accettare il dottorato honoris causa da entrambe le università. Il Cardinal Dziwisz ha sostenuto l’idea.

Benedetto XVI ha risposto ai primi di febbraio, sottolineando che lui aveva preso come regola quella di non accettare onori da quando era entrato in un clima di silenzio dopo la rinuncia, ma che “tuttavia, la proposta presentata a me da l'Accademia di Musica di Cracovia e Pontificia Università di Giovanni Paolo II è una vero e proprio eccezione. Sono consapevole che i miei piccoli testi relativi alla musica sacra non meritano una tale distinzione. Tuttavia, la gioia che posso in questo modo ancora una volta di stare vicino alla gente venerabile e amato Papa Giovanni Paolo II è così grande che non riesco a dire NO a questo premio. Pertanto, accetto con gratitudine e gioia dottorato onorario dall'istituto stimato.” 

La ragione per cui vengono conferiti i dottorati sono scritti sui diplomi che vengono consegnati a Benedetto XVI prima che questi svolga la sua 'lectio magistralis'.

L’Accademia di Musica di Cracovia conferisce l’onorificenza al Papa emerito per “aver mostrato con il suo esempio i modelli di comportamento sociale e civico in una dimensione profondamente religiosa e umanistica. Il suo insegnamento, il quale fa riferimento ai valori più nobili immutabilmente presenti nella vita e nell’opera dell’uomo; l’amore per la musica e per aver indicato il ruolo particolare che essa ha come parte integrante della solenne liturgia della Chiesa cattolica che accompagna l’uomo nell’atto di perfezione della fede.”

Il dottorato dell’Università Giovanni Paolo II di Cracovia va invece a Benedetto XVI per “un grande rispetto per la tradizione musicale della Chiesa nonché per una sensibilità straordinaria al dialogo della musica con la fede. Per aver mostrato nell’arco di molti anni   qualunque carica ricoprisse una cura speciale per la nobile bellezza della musica sacra e per il posto adeguato che essa riveste nei sacri riti liturgici della Chiesa. Per aver sottolineato nel suo insegnamento il significato della via pulchritudinis, che per l’uomo d’oggi può diventare una via di conoscenza e di lode a Dio. Per aver testimoniato la verità in maniera coraggiosa con la sua vita, con il servizio con l’insegnamento e con il lavoro scientifico. Verità che rafforza la vita cristiana in tempi di confusione spirituale, causata dal liberalismo, dal post modernismo e dal relativismo. Nonché per una aspirazione instancabile a ridonare all’Europa la propria dimensione spirituale. Per un grande sostegno delle azioni accademiche miranti a trasformare la Pontifica Accademia di Teologia nella Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia.”

Benedetto XVI riceve i diplomi dalle mani dei due rettori, e poi comincia la sua lectio, con voce ferma, forse un po’ invecchiata, ma sempre lucida. Nel discorso c’è anche l’accenno al fatto che con le due lauree honoris causa “è divenuto ancor più profondo il mio legame con la Polonia, con Cracovia, con la patria del nostro grande santo Giovanni Paolo II. Perché senza di lui il mio cammino spirituale e teologico non è neanche immaginabile.”

Un legame con la Polonia reso ancor più speciale dal giorno scelto per la celebrazione, il 4 luglio, il giorno del Sacrifico della Cattedrale di Wawel, il santuario nazionale della Polonia, dove venivano incoronati i re. In quella Cattedrale, Giovanni Paolo II celebrò la sua prima messa da arcivescovo di Cracovia, scegliendo gli ornamenti più preziosi e antichi, per testimoniare, in tempo di regime comunista, che la Chiesa era viva e presente in Polonia, e che la sua tradizione non poteva essere messa da parte.

E a Giovanni Paolo II professori e studenti hanno reso omaggio il 3 luglio, andando in pellegrinaggio presso la tomba di San Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro.

 

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