Bernini e i suoi disegni nella Biblioteca Apostolica vaticana

I disegni del Bernini alla Biblioteca Vaticana
Foto: BAV
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A Roma quando si pensa a Gian Lorenzo Bernini si pensa al colonnato di San Pietro. Ma il grande scultore, architetto del 600 italiano e soprattutto romano ha nel suo curriculum una lista infinita di opere. E le opere in marmo, o ancora di più le opere architettoniche, vedono la luce prima su carta. Per questo tra i molti capolavori berniniani ci sono i disegni. E molti di quei disegni sono conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana.

Da qui nasce il lavoro “I disegni di Bernini e della sua scuola nella Biblioteca Apostolica Vaticana” un volume che li raccoglie tutti curato da  Manuela Gobbi e Barbara Jatta ed edito nella collana Documenti e Riproduzioni. Un vero compendio di una ricerca iniziata anni fa con il proposito di raccogliere tutti i disegni del maestro del Barocco in possesso della Biblioteca Apostolica Vaticana per la prima volta in un unico volume.

Il catalogo dei disegni si compone di quattro nuclei principali, Disegni di architettura; Disegni di figura; Disegni di composizioni sacre e devozionali; Studi vari, sviluppati in ventisei sezioni per un totale di trecentonovantotto disegni. I fogli sono elencati singolarmente o per cantiere e presentati sotto tutti gli aspetti, sia artistici che documentari, con didascalie, dati tecnici, stato di conservazione e provenienza. Si è scelto di inserire tutti i disegni autografi o attribuiti, di bottega, di scuola e ambito oltre a quelli di artisti coevi o di mano di Alessandro VII, che, pontefice amante delle arti e competente disegnatore en amateur, tanta parte ebbe nella ideazione e nelle successive elaborazioni di molti progetti berniniani.

Si possono ben apprezzare le ormai note qualità grafiche di Bernini, dagli schizzi a penna e matita, in cui rappresenta un concetto, un’idea con poche ma essenziali e vibranti linee, agli energici disegni ad acquerello di vario soggetto, fino all’uso combinato della matita nera e della sanguigna nei celebri ritratti. Giovan Lorenzo non fu solo l’architetto papale più stimato dell’epoca, talentuoso scultore e anche pittore, ma più in generale un grande ideatore ed inventore dall’acuto ingegno, che seppe applicare in diverse arti, come la commedia, l’allestimento di apparati effimeri, la decorazione di stoffe e paramenti liturgici, l’illustrazione di testi e la creazione di oggetti d’arredo e ornamento. Chiude il volume il saggio di Ángela Núñez Gaitán sui recenti interventi di restauro di alcuni disegni. Ogni disegno è stato nuovamente fotografato in formato digitale ad alta risoluzione e a colori per la presente pubblicazione.

Un saggio di Paolo Portoghesi introduce il volume, seguito dalla biografia dell’artista quale risulta dalle ricerche specifiche di Manuela Gobbi. Seguono due saggi di Barbara Jatta che illustrano le vicende di Bernini disegnatore e la storia delle collezioni vaticane.

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