Cantalamessa, prima predica di Avvento. “Dio c’è e tanto basta!”

Predica di Avvento
Foto: Vatican Media / ACI Group
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“L’anima mia ha sete del Dio vivente”. Il secondo versetto del salmo 42 è al centro delle meditazioni che il predicatore della Casa Pontificia, Raniero Cantalamessa, terrà alla presenza di Papa Francesco nei venerdì delle settimane di Avvento. Oggi, il predicatore, ha dato il via alla prima predica di Avvento.

Nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico. sono invitati i cardinali, gli arcivescovi e i vescovi, i segretari delle congregazioni, i prelati della Curia romana e del Vicariato di Roma, i superiori generali e i procuratori degli ordini religiosi facenti parte della Cappella pontificia.

Per Cantalamessa le riflessioni che scandiscono il cammino verso il Natale si propongono di essere come “un bagno mattutino di fede, prima di iniziare la giornata di lavoro”.

“Gli uomini del nostro tempo – sottolinea Padre Raniero Cantalamessa – si appassionano a cercare segnali dell’esistenza di esseri viventi e intelligenti su altri pianeti. Una ricerca legittima, pur se se tanto incerta; pochi, tuttavia, cercano e studiano segnali dell’Essere vivente che ha creato l’universo, che è entrato in esso, nella sua storia, e vive in esso”.

Abbiamo il Vivente reale in mezzo a noi – precisa padre Raniero Cantalamessa – e lo trascuriamo per cercare esseri viventi ipotetici che, nel migliore dei casi, potrebbero fare ben poco per noi, certo non salvarci dalla morte”.

Il cappuccino mette in guardia dalla tentazione di imbrigliare il divino in una definizione, pur fondandosi sulla Bibbia: “Quello che possiamo fare è oltrepassare i tenui segni di riconoscimento che gli uomini hanno tracciato sulla sua superficie, rompere i piccoli gusci delle nostre idee di Dio, o i vasetti di alabastro in cui lo teniamo racchiuso, in modo che il suo profumo si espanda e riempia la casa. Il divino è una categoria assolutamente diversa da ogni altra, che non può essere definita, ma solo accennata; se ne può parlare solo per analogie e per contrapposti”.

Il predicatore della Casa Pontificia conclude la predica di Avvento ricordando uno dei momenti di buio della vita di san Francesco d’Assisi, “a causa delle deviazioni che vedeva intorno a sé dal primitivo stile di vita dei suoi frati”, e di come venne rianimato dalla certezza che “Dio c’è e tanto basta”. “Impariamo a ripetere anche noi queste semplici parole quando, nella Chiesa o nella nostra vita, ci troviamo in situazioni simili a quelle di Francesco. Dio c’è e tanto basta”, conclude il Predicatore.

 

 

 

 

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