Il Cardinale Bassetti a Pompei: “Non comportiamoci come se Dio non ci fosse”

Il Cardinale Bassetti presiede la supplica alla Madonna di Pompei. Al suo fianco, l'arcivescovo prelato di Pompei Tommaso Caputo, Pompei, 1 ottobre 2017
Foto: Santuario della Madonna di Pompei
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“Non possiamo presentarci al Signore con belle intenzioni e poi comportarci nella vita di tutti i giorni come se Dio non ci fosse”. Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha presieduto nella prima domenica di ottobre la Messa e la recita della Supplica sul Sagrato della Basilica di Pompei.

La supplica alla Madonna di Pompei fu scritta da Bartolo Longo nel 1883, con il titolo di “Atto d’amore alla Vergine” e venne recitata solennemente due volte l’anno, alle ore 12 dell’8 maggio e della prima domenica di ottobre.

Quest’anno, a presiedere la celebrazione è stato chiamato il Cardinale Bassetti, eletto a maggio presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Nell’omelia, il Cardinale Bassetti ha sottolineato che “preghiera e carità sono il messaggio della Pompei di oggi. Mentre dalla cenere antica ritornano lentamente in superficie i monumenti della città romana, che fanno di questo luogo un centro culturale ormai noto in tutto il mondo, per altro verso, da sotto la coltre del peccato e delle miserie umane, per la grazia di Dio e l’intercessione della Beata Vergine, tantissime anime tornano alla luce e alla bellezza della vita della grazia”.

L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve ha poi ammonito: “Non possiamo presentarci al Signore con belle intenzioni e poi comportarci nella vita di tutti i giorni come se Dio non ci fosse”.

Il porporato ha messo in guardia dalle tentazioni della “doppiezza” e della “simulazione”, e sottolineato che la fedeltà al Vangelo deve essere mostrata nell’aiuto dei fratelli che vivono nel bisogno, perché “poveri, malati, bimbi che non hanno famiglia sono la carne straziata di Gesù”.

Questa fedeltà al Vangelo è sostenuta – ha detto il Cardinale Bassetti - dalla preghiera, con un particolare riferimento alla recita del Rosario. “La pietà popolare – ha aggiunto – lungi dal banalizzare la vita di fede, ne rafforza invece le fibre e ne irrora le radici, lasciando alla maturità del cristiano di educarsi sempre più alla scuola del Vangelo della misericordia che, come ci ricorda spesso Papa Francesco, distoglie lo sguardo dal nostro tornaconto e ci invita ad aprirci ai fratelli, con la consapevolezza di essere uomini e donne salvati dall’Amore Misericordioso del Signore, anche se sempre bisognosi di perdono”

La Pompei di oggi – ha notato il porporato - “è un affascinante e concreto racconto dal vivo di come l’amore per Dio non può essere che amore per il prossimo. Questa è una terra che parla di Vangelo e nel linguaggio che il Vangelo predilige: quello delle opere”.

Sì, ci sono problemi, come “il lavoro che manca”, la disoccupazione giovanile, le tensioni sociali, eppure “questa terra – ha detto il Cardinale – più di ogni altra, è terra di speranza, perché è la casa di Maria, e il santuario a lei dedicato è ritrovo amato di un popolo che ha la preghiera e la fiducia in Dio ben radicate nel cuore”. 

 

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