Cardinale Parolin: “Dal viaggio del Papa in Egitto, un impegno per la pace”

Il Cardinale Pietro Parolin durante l'intervista con il CTV sul viaggio in Egitto
Foto: CTV
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Durante il viaggio del Papa in Egitto, si “esprimerà un impegno comune dei cristiani e dei musulmani in favore della pace”. Lo dice il Segretario di Stato vaticano, Cardinale Pietro Parolin, nella consueta intervista che concede al CTV prima dei viaggi internazionali del Santo Padre.

“Io credo – dice il Cardinale Parolin, parlando della partecipazione di Papa Francesco alla conferenza per la pace organizzata da al Azhar – che ci sarà un appello, si esprimerà un impegno comune dei cristiani e dei musulmani in favore della pace”.

Aggiunge il Segretario di Stato che proprio l’incontro con l’università di al Azhar sarà “un modello di pace e di dialogo”, e rimarca le tappe dell’impegno di al Azhar: dalla visita dal Grande Imam al Tayeb a Papa Francesco nel maggio 2016 alla conferenza dello scorso febbraio sulla cittadinanza sempre sponsorizzata da al Azhar, durante la quale “è stata firmata una dichiarazione di evitare la violenza del nome di Dio e una convivenza pacifica sulla base dello stato di diritto, e sulla base del concetto di cittadinanza. Questo incontro si colloca in questa scia”.

Il Papa arriva in un Paese scosso da sanguinosi e brutali attentati. Ma mai – sottolinea il capo della diplomazia vaticana – il Papa ha pensato di annullare il viaggio, perché “vuole rendersi presente, vuole essere lì dove ci sono situazioni di violenza, ci sono situazioni di conflitto, e in questo caso proprio in Egitto, e vuol essere messaggero di pace dove c’è più bisogno di pace, dove c’è più bisogno di annunciare e operare per la pace”.

Questo messaggio di pace, il Papa lo testimonierà “con la sua parola, ma soprattutto con la sua presenza: il Papa va perché l’Egitto ha bisogno di qualcuno che annunci la pace”.

Il Cardinale Parolin fa un appello al governo egiziano perché faccia “tutto il possibile per proteggere i suoi cittadini, a qualunque gruppo sociale e religioso appartengano, attraverso l’opera di tutti i suoi apparati, di tutte le forze dell’ordine”, ma sottolinea anche che “quella del terrorismo è una sfida molto più ampia che non si risolve a livello di sicurezza, impegna a rimuovere tutte le cause dell’alimentarsi del terrorismo”.

L’antidoto all’estremismo, per il Cardinale, viene dall’educazione, e questo coinvolge “la famiglia, la scuola, le chiese, i mass media: tutti hanno una responsabilità per educare alla pace e togliere le cause di questo fenomeno, soprattutto nei confronti dei giovani per non perderci in questo vortice di violenza e distruzione che è insensato”.

Bisogna – aggiunge il Cardinale – “educare gli appartenenti alle varie religioni, soprattutto bambini e giovani a un atteggiamento di grande rispetto nei confronti delle altre fedi. La questione del linguaggio è fondamentale. Un linguaggio di pace, di rispetto e di riconciliazione: questo produrrà i suoi frutti positivi. Il proselitismo si combatte con l’educazione al rispetto alla tolleranza”.

Ricorda il Segretario di Stato vaticano che il Papa ha sempre sottolineato che “il dialogo è indispensabile per la pace del mondo”, e che “questo dialogo deve diventare un incontro e una collaborazione per il bene comune”.

Non solo il dialogo interreligioso, in Egitto. Il Papa si incontrerà con la Chiesa copta ortodossa, martire, la più grande denominazione cattolica del Medio Oriente. Secondo il Segretario di Stato, l’appoggio mostrato loro dai “fratelli che vengono dall’Occidente” potrebbe fermare l’Esodo. “Io credo – dice - che l’apporto dei cristiani è veramente importante e decisivo, possono dare un contributo in tutti i sensi, per la costruzione della società e una convivenza più serena e pacifica nella società”. E sottolinea la profonda comunione che c’è tra mondo copto cattolico e copto ortodosso, “cementata dall’ecumenismo del sangue”, ma già presente. La presenza del Papa darà loro maggiore coraggio a non sentirsi abbandonati.

Così come lo farà alla piccola comunità cattolica. “Il Papa – afferma Parolin - va ad aiutare, a confermare nella fede, perché questa fiammella dei cattolici non illanguidisca e non si spenga, ma continui ad ardere in quella società e continui a portare il suo contributo, sarà un incontro con la famiglia dei cattolici, per incoraggiarli ad andare avanti nella loro testimonianza di ogni giorno.”. 

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