Caritas Internationalis avrà un nuovo patrono: Oscar Romero

Un momento dell'Assemblea Generale di Caritas Internationalis, Roma, 12-17 maggio 2015
Foto: www.caritas.org
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Sarà beatificato il prossimo sabato a San Salvador, e subito avrà il titolo di co-patrono di Caritas Internationalis, un ‘ombrello’ sotto il quale operano in 165 tra Caritas territoriali e organizzazioni caritatevoli. L’annuncio dell’adozione dell’arcivescovo Romero a co-patrono è stato dato dal presidente uscente di Caritas Internationalis, il Cardinal Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, che aveva già citato l’arcivescovo di Salvador ucciso dalle squadre della morte mentre celebrava Messa come uno dei pilastri su cui si reggeva Caritas Internationalis.

La scelta del vescovo martire Oscar Romero come co-patrono giunge alla fine di una assemblea generale che ha portato all’elezione del nuovo presidente, il Cardinal Luis Antonio Tagle, e del nuovo esecutivo (confermato Michel Roy come segretario generale, nominato Alexander Bodmann come tesoriere). In cinque giorni di discussione, Caritas Internationalis ha posto decisamente la barra sulle periferie e sui poveri, non trascurando la questione ambientale, che era poi il tema centrale dell’assemblea.

Il Cardinal Tagle, neo presidente dell’organizzazione, ha detto che Papa Francesco ha dato “parole di ispirazione per espandere il nostro lavoro. Con il lancio degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, l’enciclica di Papa Francesco sull’ecologia e l’incontro sul cambiamento climatico a Parigi quest’anno, Caritas lavorerà per mettere la famiglia umana e la dignità umana al cuore dello sviluppo.”

Una dichiarazione sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è stata diffusa da Caritas Internationalis, chiedendo ai governi di guardare oltre i propri confini e di riconoscere l’imperativo morale inerente alla cura del creato, e sottolineando che “nessun obiettivo deve essere considerato raggiunto se non è stato raggiunto per i tutti i gruppi sociali, qualunque sia il loro reddito: questa strategia fondamentale basata sulla persona deve essere centrale.”

Espandendo gli obiettivi, Caritas sembra puntare ad essere un attore forte nello scenario internazionale. Durante uno dei ‘break’ dei lavori, il Cardinal Maradiaga ha detto in una intervista che anche la Banca Mondiale ha chiesto una affiliazione a Caritas Internationalis. Se la richiesta è parte della strategia del presidente Kim per rafforzare la sua posizione - è un medico che deve anche affrontare molte critiche interne – di certo il possibile ingresso della World Bank rischia di spostare gli equilibri di Caritas da organismo della carità al servizio della Santa Sede ad avamposto diplomatico della Santa Sede. Era questo lo spirito della riforma degli statuti Caritas avviata nel 2012?

Tra gli altri temi di cui hanno parlato i delegati di Caritas (provenienti da oltre 300 nazioni), la difficile situazione dei cristiani, specialmente per le persecuzioni in Siria e in Iraq, e quella dei migranti e rifugiati in tutto il mondo. “Chiediamo ai governi di costruire porti sicuri e corridoi umanitari, piuttosto che steccati, muri, o programmi di interdizione al mare,” hanno dichiarato i delegati Caritas.

Domenica 18 maggio, il Cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha presieduto una Messa per i partecipanti nella quale ha sottolineato che la Caritas deve sempre avere “ansia per il bene della persona”, specie per chi soffre. Il segretario di Stato vaticano ha poi sottolineato che non può esistere una Caritas “senza una relazione vitale con la Chiesa” evidenziando che “nessuna strategia o accordo con finanziatori nazionali e internazionali” può far deviare la Caritas dalla sua “dimensione ecclesiale”, perché ne va della propria identità.

Parlando a Radio Vaticana, il Cardinal Rodriguez Maradiaga, presidente uscente, ha delineato così le prossime sfide di Caritas Internationalis: "Ci troviamo davanti ad una guerra in atto in diversi posti. Siamo quasi in una Terza guerra mondiale dispersa in diversi continenti, in diversi Paesi. La guerra in Siria, ad esempio, ci dà tanto dolore per l’indifferenza di quasi tutto il modo. Sono già quasi cinque anni di guerra, questo perché continua la vendita di armi che è un scandalo nel mondo! Un’altra sfida: quella dei migranti e delle reazioni a volte razziste nel trattare queste persone come se fossero delinquenti, nemici. Penso che il mondo debba convertirsi. Questo non è un atteggiamento cristiano! Certamente ogni Paese ha il diritto di organizzare l’accoglienza dei migranti secondo le proprie possibilità. Però non bisogna reagire come se la migrazione fosse una malattia".

Ora, i delegati di Caritas Internationalis si sono trasferiti all'Expo di Milano, dove Caritas Internationalis è presente con un padiglione, accompagnata dallo slogan "Dividere per moltiplicare" perché - dice il sito Caritas - "attraverso il cibo infatti, che l’umanità produce, trasforma e assimila, si esprimono le diverse identità e culture in tutte le loro dimensioni." 

Domani, 19 maggio, è il giorno del Caritas Day, un’intera giornata dedicata al diritto al cibo, alla lotta alla fame nel mondo, alle buone pratiche che vedrà la partecipazione dei delegati all'assemblea generale, che rappresentano i migliaia di volontari e operatori impegnati quotidianamente nella lotta alla fame, anche nelle aree del pianeta più povere che non sono rappresentate da Expo. Ma già stasera, 18 maggio, in piazza Duomo, ci sarà una serata di musica, preghiera e riflessione. Presenti il Cardinal Scola, arcivescovo di Milano, e i Cardinali Maradiaga e Tagle, presidente uscente ed entrante di Caritas Internationalis. 

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