Carlo Acutis, la storia di un ragazzo come tanti che amava il pc e l'Eucaristia

L'intervista di ACI Stampa al postulatore della causa di beatificazione di Carlo Acutis

Carlo Acutis
Foto: carloacutis.com
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Carlo Acutis era un ragazzo normalissimo che viveva le passioni e i sogni di qualsiasi adolescente. Quale era la sua forza? Gesù. Carlo Acutis viveva semplicemente amando il Signore. Il giovane ragazzo, morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, è stato dichiarato venerabile da Papa Francesco lo scorso luglio 2018. Ora si stanno studiando le carte per la sua causa di beatificazione. ACI Stampa ha raccolto la testimonianza del postulatore della causa, Nicola Gori, intervenuto presso la Chiesa di San Luca Evangelista a Roma, per una testimonianza dal tema "Originali, non fotocopie".

Come procede la causa di beatificazione di Carlo Acutis?

E' stato portato allo studio della Congregazione delle Cause dei Santi un presunto miracolo avvenuto in Brasile di un bambino. E' tutto allo studio, stanno esaminando le carte.

Cosa contraddistingueva Carlo dagli altri suoi coetanei? Cosa aveva di speciale?
Lui aveva scoperto un grande amico in Gesù. Questa è stata la sua caratteristica peculiare rispetto a tutti gli altri. Lui lo sentiva come una persona viva accanto a sè. Lui ha vissuto con una marcia in più, si sentiva protetto amato e rassicurato in tutto. Questo era il suo segreto.

Carlo Acutis diceva sempre che "l'Eucaristia è l'autostrada verso il cielo". Come si può attuare oggi il suo messaggio?

Carlo ha fatto riscoprire il valore dell'Eucaristia a persone che magari non andavano nemmeno più in Chiesa. E' lui che ha convertito i genitori e li ha trascinati alla fede, in generale succede il contrario. La riscoperta dell'Eucaristia è la riscoperta di una persona viva che lui sentiva presente e accanto. Carlo diceva abbiamo questo tesoro a due passi e nessuno ne approfitta. Questo è il messaggio che voleva far arrivare a tutti soprattutto con la mostra organizzata da lui sui miracoli eucaristici.

Può spiegare il senso di questa mostra?

Questa mostra è stata ideata e organizzata da Carlo. Lui ha fatto tutto da solo durante un'estate in cui si trovava ad Assisi, in vacanza. Ha cercato foto, documentazione al computer. Ci  ha speso molto tempo e ha fatto una ricerca approfondita, ha cercato in tutto il mondo dove fossero avvenuti miracoli eucaristici riconosciuti dalla Chiesa. Carlo ha organizzato questa mostra e i genitori hanno concluso il suo sogno. Questa mostra ha girato il mondo, milioni di parrocchie l'hanno richiesta. Lui poi ha fatto altre mostre, come quella su "angeli e demoni", una sui santi e un'altra sulle apparizioni mariane. Poi è avvenuta la sua morte. Cercava materiale iconografico, la storia.

Carlo come tutti i ragazzi della sua età era appassionato di tecnologia. Come si può oggi unire questo sapere tecnologico a Dio?

Carlo era riconosciuto come un genio informatico. Aveva uno zio matematico, un cervellone. Sicuramente aveva preso da lui. Gli veniva spontaneo usare i testi universitari, ma lui era semplicemente uno studente di scuola media. Carlo ha saputo usarli a fin di bene, nonostante il rischio di essere deviato da questo, ha usato tutto ciò a buon fine. Hanno fatto anche l'esame del suo pc e non hanno trovato nulla, Carlo usava il pc solo per evangelizzare. E soprattutto usava il computer per aiutare gli altri, tutti si rivolgevano a lui.

Carlo può essere considerato "una figura di santità" dei nostri giorni?

Si perchè Carlo è attualissimo. Ha usato il pc, i social network, lo smartphone. Ha usato tutto quello che usano i ragazzi fin da piccoli. Arrivano davvero da tutto il mondo i gruppi a nome di Carlo, io resto sbalordito da tutto questo. Carlo ha fatto tutto da solo.

 

 

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