Caso Pell, i vescovi australiani difendono il Cardinale

Incontro di Vescovi di Australia
Foto: dal Blog della Conferenza Episcopale Australiana mediablog.catholic.org.au
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Il Cardinal Pell è “un uomo di integrità” caratterizzato dall’impegno alla verità e all’aiuto degli altri, “particolarmente quelli che sono stati feriti e stanno combattendo.” Il caso del Cardinal George Pell, che dopo un lungo servizio di arcivescovo in Australia è stato chiamato al servizio della Curia romana, si arricchisce di un nuovo capitolo: alle accuse mosse al Cardinale da un membro della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori  di aver coperto gli abusi quando era in Australia; alla presa di posizione della Commissione stessa che ha sottolineato che suo compito non è prendere posizioni precise; ora si  aggiunge la posizione dei vescovi dell’Australia. Che difendono a spada tratta il Cardinal Pell.

I presuli australiani prendono le mosse da una dichiarazione dell’arcivescovo Hart, il successore del Cardinal Pell alla guida dell’arcidiocesi di Sydney, che difendeva l’operato del Cardinal Pell. A questa voce si associano gli altri vescovi australiani.

“Conosciamo il Cardinal Pell, perché abbiamo lavorato con lui in differenti posizioni nel corso di questi anni – dicono i vescovi – E’ un uomo di integrità impegnato nella verità e nel servizio agli altri, in particolare a quelli che sono stati feriti o stanno soffrendo.”

Concedono i presuli che “lo stile del Cardinal Pell può essere robusto e diretto,” ma dentro di sé ha “un grande cuore per le persone.” Poi sottolineano che “il Cardinal Pell è stato uno dei primi vescovi nel mondo a mettere in campo una risposta comprensiva della Chiesa alle indagini sulle accuse di abusi sessuali perpetuati da clero cattolico, e a dare alle vittime consiglio e riparo.”

Aggiungono i vescovi che il Cardinale ha “risposto alle critiche che gli sono state fatte riguardo il modo in cui ha gestito questi problemi nel corso degli anni, ha riconosciuto  con franchezza gli errori e si è scusato per gli errori commessi.”

Concludono che apprezzano “il supporto forte, che non è mai caduto, per l’importante lavoro della Royal Commission e la sua costante prontezza nell’assistere la Royal Commission ogni volta gli sia stato richiesto.”

La dichiarazione porta le firme degli arcivescovi Mark Coleridge di Brisbane; Timothy Costelloe di Perth; Anthony Fisher di Sydney; Julian Porteous, di Hobart; Christopher Prowse, di Canberra-Goulbourn; e dei vescovi Peter Comensoli, di Broken Bay ad Terence Brady, Ausiliare di Sydney.

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