C’è un "Ponte di solidarietà" per i migranti venezuelani in Sud America

Alcuni profughi
Foto: Patriarcato di Venezia
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La Santa Sede lancia il progetto “Ponti di solidarietà – Piano pastorale integrato per assistere i migranti venezuelani in Sud America”, un’iniziativa per dare risposte concrete alle sfide poste dalla migrazione di massa che sta coinvolgendo i venezuelani.

Assistite dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio per lo Sviluppo Umano Integrale, e in risposta all’appello del Papa, otto Conferenze Episcopali dell’America del Sud, Colombia, Ecuador, Cile, Perù, Bolivia, Paraguay e Argentina, hanno elaborato un piano pastorale per “accogliere, proteggere, promuovere e integrare i venezuelani costretti a migrare, in ogni fase del loro spostamento, dalla partenza al transito, fino all’arrivo e all’eventuale ritorno in patria”.

E’ previsto anche un corso su “Advocacy in ambito migratorio” per agenti pastorali in Sud America, promosso dalla Pontificia Università Cattolica Argentina e patrocinato dalla stessa Sezione Migranti e Rifugiati.

Le iniziative sono state presentate alla stampa oggi in Vaticano dal Superiore generale dei Gesuiti, che è di origine venezuelana, padre Arturo Sosa, ex rettore dell’Università Cattolica del Táchira ed ex Direttore della rivista SIC con padre Fabio Baggio e padre Michael Czerny, sotto-Segretari della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Padre Baggio, intervenuto presso la Sala Stampa della Santa Sede, commenta: ”Molte sono state le domande di cosa stiamo facendo noi come Sezione Migranti e Rifugiati. Questo progetto ne è un tipico esempio. Il progetto è di queste otto conferenze episcopali, noi abbiamo semplicemente offerto uno spazio per trovare quelle sinergie che ci occorrono per attuare queste iniziative. Abbiamo una preoccupazione insieme e noi stiamo svolgendo del lavoro coordinato per aiutare tutti”.

Attraverso un’azione coordinata, questo piano integrato contempla un’ampia gamma de attività e servizi a favore dei migranti venezuelani, altri migranti vulnerabili e le comunità locali che li accolgono. Ecco alcuni esempi di tali attività: centri di servizi e rifugi per migranti vulnerabili; assistenza su temi di alloggio, lavoro e inclusione sociale; ampliamento dell’acceso all’educazione e alla salute; advocacy e assistenza legale, formazione professionale di agenti pastorali; campagne di sensibilizzazione delle comunità locali. Il progetto ha la durata di due anni. Per l’iniziativa sono state raccolte donazioni private di circa 400.000 euro l’anno.

Padre Arturo Sosa nel meeting point di presentazione sottolinea: “ Nell’America Latina abbiamo da 30 anni una rete per accompagnare migranti e rifugiati, abbiamo grandi strutture di accompagnamento migranti, per caso questa volta io sono qui come Superiore della Compagnia di Gesù e sono molto lieto di essere nato in Venezuela, sono due peculiarità che coincidono”.

 

 

 

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