Chi ha paura di Giovanni Paolo II? Chi non lo conosce

Un libro di due vaticanisti che hanno vissuto il pontificato in epoche diverse

Un dettaglio della copertina del libro
Foto: Rubettino
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Giovanni Paolo II, primo Papa non italiano dopo 456 anni, polacco, e che veniva perciò da oltre la cortina di ferro, quando l’Europa era ancora divisa, e due potenze geopolitiche e militari si contendevano il controllo sul mondo.

Un Papa che, nel primo viaggio in Messico, cambiò completamente l’immagine tradizionale di una Chiesa, di volta in volta, legata al potere temporale o in contrasto con questo potere. “La Chiesa vuole mantenersi libera di fronte agli opposti sistemi, così da optare solo per l’uomo”.

Nel 2020 si celebrano i cento anni della sua nascita. Ma oggi “Chi ha paura di Giovanni Paolo II?.

É questo il titolo provocatorio che Gianfranco Svidercoschi e Giacomo Galeazzi hanno dato al loro libro che ha un sottotitolo che scemata banale ma non lo è: il Papa che ha cambiato la storia del mondo.

Il libro, edito da Rubettino, ha il pregio di ripercorrere alcune tappe che oggi in molti hanno dimenticato.

Nella prefazione il cardinale Dziwisz, per 40 anni segretario di Karol Wojtyła, scrive: “Nessuno potrà negare che la Chiesa lasciata da Giovanni Paolo II fosse profondamente cambiata rispetto a quella che lui aveva preso nelle sue mani il 16 ottobre del 1978. Nessuno potrà negare la vasta trasformazione messa in opera da Papa Wojtyla all’interno (una Chiesa che fosse meno gerarchica, meno istituzionale, meno cleri- cale, e sempre seguendo la via tracciata dal Vaticano II) e all’esterno (qui specialmente con il sostegno dei viaggi, un Papa comunicatore del Vangelo nel mondo, e con un nuovo atteggiamento nei riguardi della modernità, senza paura, senza complessi)”.

Queste sono le basi che accompagnano il lettore nelle pagine del libro. I ricordi diversi dei due autori si intuiscono, se non altro per motivi cronologici, ma in entrambi si vede una grande voglia di trovare la politica di Giovanni Paolo II nella cuore della storia.

E non solo. I punti di forza del pontificato sono presenti come i punti critici. E questo è un pregio in un libro che vuole mettere in evidenza quante risposte non sono ancora state date alle questioni sollevate da Giovanni Paolo II.

Ci sono le polemiche di chi, sopratutto nella Curia Romana, non lo ha amato. Ci sono i liti di un pontificato per qualcuno troppo “ad extra”, ci solo le polemiche su chi lo vedeva troppo “trionfalista” e viaggiatore.

Questioni aperte come dicono gli storici che forse fanno ancora paura. Fino alla questione del ruolo femminile nelle Chiesa.

Il senso del libro, di piacevole lettura, è tutto qui. C’è ancora chi ha paura di Giovanni Paolo II? Forse solo chi non lo conosce.

 

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