Chiese in Europa, un evento online per i 20 anni della Charta Oecumenica

Il Consiglio delle Conferenze Episcopali di Europa e la Conferenza delle Chiese Europee celebra l’anniversario con un evento ecumenico online il prossimo 22 aprile

Il logo dell'incontro per i venti anni della Charta Oecumenica
Foto: CCEE
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Sarà con un momento ecumenico online che il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee e la Conferenza delle Chiese Europee celebreranno i venti anni della Charta Oecumenica, parte di un percorso di dialogo portato avanti dalle confessioni cristiane di Europa negli ultimi anni. Lo annunciano il Cardinale Angelo Bagnasco e il rev. Christian Krieger, presidenti delle due organizzazioni, in una dichiarazione congiunta.

Furono proprio i presidenti di CCEE e CEC a firmare nel 2001 la “Charta Œcumenica - Linee guida per la crescente cooperazione tra le Chiese in Europa. Si trattava del culmine di un lavoro ecumenico, che si era espressione nelle assemblee ecumeniche europee di Basilea 1989 e Graz 1997 e di Sibiu 2007 dopo.

L’evento ecumenico online si terrà il prossimo 22 aprile, dalle 19 alle 22.30, e avrà un titolo ispirato alla lettera di San Paolo ai Romani: “Siate allegri nella speranza, pazienti nella sofferenza, perseveranti nella preghiera”.

In una dichiarazione congiunta, il Cardinale Bagnasco e il reverendo Krieger riaffermano, “mentre le Chiese ridefiniscono il loro ministero nel mezzo della pandemia da Covid-19”, il loro “impegno a testimoniare Cristo come nostro Salvatore e la sua promessa di una vita trasformata nella potenza dello Spirito Santo”, consapevoli che “vecchie e nuove divisioni nella Chiesa hanno bisogno di guarigione, le disuguaglianze sociali ed economiche richiedono la trasformazione dei nostri atteggiamenti e delle nostre strutture. Le continue minacce alla democrazia e all'ambiente naturale richiedono una rinnovata attenzione alla totalità della vita. La ricomparsa di conflitti armati e attacchi terroristici in alcune parti del continente negli ultimi anni richiede pentimento, perdono e giustizia”.

Per questo, i due presidenti hanno invitato alla preghiera “perché tutti siano una cosa sola”, desiderando “essere strumenti per questa unità e impegnarci nuovamente per rafforzare la comunione ecclesiale attraverso la preghiera e l’azione comuni, offrendo al contempo il nostro servizio al mondo per la promozione della giustizia e della pace”.

CCEE e CEC lavorano insieme in un comitato congiunto costituito nel 1972, l’anno successivo alla nascita del CCEE.

Il CCEE è il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, ed è composto dai presidenti delle Conferenze Episcopali di 33 Paesi nel continente.

La CEC è conosciuta anche come KEK, dalla denominazione tedesca Konferenz Europaeische Kirchen, ed è una associazione ecumenica tra le Chiese cristiane d’Europa. Fondata dal 1959, da non confondere con il Consiglio Ecumenico delle Chiese (cui è comunque affiliata), nella KEK sono rappresentate 125 chiese. Non è membro la Chiesa Cattolica, per lo stesso motivo per cui non è membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese: il nome Chiesa, infatti, è solo della Chiesa di Pietro.

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