Cina: morto il vescovo di Qingdao, dove aveva chiamato le suore di Madre Teresa

Giuseppe Li Mingshu, vescovo di Qingdao
Foto: Fides
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Aveva 93 anni, e aveva chiamato nella sua diocesi le suore di Madre Teresa: il vescovo Giuseppe Li Mingshu, Qingdao, in Cina è morto lo scorso 15 giugno a 93 anni.

Come di consueto, la Sala Stampa vaticana ne ha dato notizia dopo circa un mese, dopo aver fatto tutte le conferme del caso in una situazione delicata come quella cinese.

Classe 1924, proveniente dallo Shandong, ha iniziato il seminario nel 1937, prima a Shoucun e poi a Wendu. Sacerdote dal 1949, è stato parroco di Shaoguan fino al 1953, insegnando anche nella scuola primaria e secondaria di Liqun.

La biografia del presule ha poi un buco, fino al 1978, quando si sa che ha insegnato a Boxing. Quello dal 1953 al 1978 era il periodo del maoismo e della Rivoluzione, e si pensa sia molto probabile che in quel periodo sia stato mandato ai lavori forzati.

Nel 1986 è stato nominato vicerettore del seminario dello Spirito Santo di Shandong, e nel 1994 è diventato amministratore diocesano della diocesi di Qindao, fino all’ordinazione avvenuta con mandato del Papa il 13 agosto del 2000.

“Durante il rito di ordinazione episcopale – si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - Mons. Li Mingshu ha annunciato di voler incrementare i nuovi mezzi di evangelizzazione, di formare laici responsabili della catechesi e di mantenere rapporti di comunione con la Chiesa universale”.

Nel 2005, il vescovo Li aveva invitato suor Nirmala Joshi nel 2005, superiora generale delle Missionarie della Carità, a visitare Qingdao per verificare se fosse possibile aprire una casa per i poveri. Questa eventualità non era allora accettata dalle autorità civili, e la richiesta di Suor Nirmala non ebbe mai riposta.

La nota della Santa Sede ribadisce che il vescovo aveva ribadito fedeltà al Papa e alla Chiesa universale nell’agosto 2011. Non è un dettaglio di poco conto. Alla notizia della morte, è stato infatti fatto notare che i fedeli lo consideravano “timoroso” e ubbidiente verso l’Associazione Patriottica.

I funerali sono stati celebrati nel pomeriggio del 18 giugno nella chiesa di Zhejianglu, nella città di Qingdao. Oggi la diocesi di Qingdao conta circa 45.000 fedeli, una decina di sacerdoti e altrettante suore.

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