Cina, Nobel, viaggi, concistoro, divorzio, elezioni Usa: il Papa risponde ai giornalisti

La conferenza stampa del Papa in volo
Foto: Alan Holdren/CNA
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Il patriarca Ilia? Davvero un uomo di Dio, e non discutiamo le cose di dottrina, se hanno buona volontà. Il Papa in volo con i giornalisti parla di matrimonio, politica, concistoro, viaggi,  tanto altro.

Parte dall' ecumenisimo. Noi popolo, dice,  dobbiamo pregare gli uni per gli altri e fare cose insieme, lavoriamo insieme con i poveri. Facciamo del bene per gli altri insieme e questo è il cammino dell’ecumenismo. Quello della dottrina è l’ultima cosa, ma camminiamo insieme.

Oggi l’ecumenismo si deve fare camminando insieme e che i teologi continuino a parlare tra loro.

Sul problema politico in Caucaso il Papa parla di un negoziato sincero o andare ad un tribunale internazionale come l’Aja, e non vedo altro se non la guerra con la quale si perde tutto.

I tre paesi caucasici hanno problemi dice il Papa, la soluzione è il dialogo. E la preghiera per la pace.

Papa Francesco torna al problema del divorzio “che sporca l’immagine di Dio” e dice che tutto è contenuto nella Amoris laetitia, l’immagine di di Dio è uomo e donna, è vero che in questa cultura problemi non ben gestiti e filosofie relativiste creano questa guerra contro il matrimonio.

E nell’ Amoris laetitia parla di come trattare questi casi e riguarda la misericordia. I peccati esistono, ma l’ultima parola ce l’ha la misericordia.

E nel capitolo VIII della Amoris laetitia si parla di come si risolvono i problemi con 4 azioni: accogliere, accompagnare, discernere ogni caso e integrare, rifare, questo sarebbe collaborare in questa ricreazione meravigliosa che ha fatto il Signore con la redenzione.

Altro tema caldo la teoria del gender. Il Papa racconta di aver accompagnato persone con tendenze omosessuali, perché “le persone si devono accompagnare come le accompagna Gesù”.

E conclude: “La vita è la vita e le cose si devono prendere come vengono, ma il peccato, è peccato. Le tendenze e gli squilibri ormonali… danno tanti problemi, ma dobbiamo essere attenti a non dire mai questo è lo stesso”.

Un accenno anche al concistoro dice “mi piace che si veda, nel collegio cardinalizio l’universalità della chiesa e non soltanto il centro, diciamo per dire europeo, no da per tutto, 5 continenti”  e per la visita ai terremotati spiega che si sta studiando una data e lo “farò privatamente da solo come sacerdote, come vescovo e come Papa, ma da solo così voglio fare e vorrei sentirmi vicino alla gente”.

Qualche notizia anche sui prossimi viaggi. Certo sono Fatima, India e Bangladesh, e Africa. Per l’America il Papa attende che il processo di pace in Colombia sia confermato anche dal popolo.

Ma i viaggi saranno pochi perché si devono fare le visite ad limina che sono state sospese.

Sull’annuncio della dispensa dei 5 anni per iniziare il processo di beatificazione di padre Hamel il Papa chiarisce  che non si apre per ora ma si devono raccogliere le testimonianze: non si possono perdere le testimonianze, questo è importante, perché le testimonianze fresche, si possono perdere, se passa troppo tempo qualcuno muore, qualcuno dimentica e questo è quello che in latino si dice ne perdea provatione.

Sulla probablità di un viaggio in Cina il Papa si dice ottimista, parla dei rapporti culturali ”e ci sono buone relazioni. E mi piacerebbe, ma io non credo ancora”.

A chi darebbe il Papa il Nobel per la pace? “Mi auguro che a livello internazionale, lasciando da parte il premio Nobel per la pace, ci sia un ricordo, una riconoscenza, una dichiarazione sui bambini, più fragili, sui minorenni, sui civili morti sotto le bombe”.

E poi ovviamente arrivano le elezioni USA. “ Il popolo è sovrano - dice- e soltanto dirò: studia bene le proposte, prega e scegli in coscienza”.  Poi parla della politica che non forma veri politici. “Ci sono paesi, io penso, anche all’America latina, troppo politicizzati, ma non hanno cultura politica, sono per questo partito elettorale o quell’altro ma approssimativamente, senza un pensiero chiaro sulle basi, le proposte”. E dice che la Chiesa deve insegnare ad avere cultura politica.

E il Papa conclude spiegando che la sua scelta di andare nelle periferie: “l’ho detto la realtà si capisce meglio, si vede meglio dalle periferie che dal centro. Ma questo non toglie la possibilità di andare in un grande paese, come il Portogallo, la Francia”.

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