Cina- Santa Sede, confermata la ordinazione del vescovo Tommaso CHEN Tianhao

A presiedere la celebrazione Fan Xingyao di Linyi, presidente dell’Associazione patriottica cinese nazionale

La ordinazione episcopale
Foto: chinacatholic.cn
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“Circa la notizia della recente ordinazione episcopale a Qingdao (provincia di Shandong, R.P.C.), posso confermare che il Rev. Tommaso CHEN Tianhao è il terzo Vescovo nominato e ordinato nel quadro normativo dell’Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi.

Posso aggiungere anche che certamente in futuro si prevedono altre consacrazioni episcopali perché diversi processi per le nuove nomine episcopali sono in corso.”

Così Matteo Bruni direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha commentato la notizia diffusa anche dal Global Times della ordinazione del vescovo.

La notizia era stata diffusa tra i cattolici cinesi ieri  Tommaso Chen Tianhao, 58 anni è stato ordinato nella cattedrale della città, dedicata a S. Michele. Il presidente della celebrazione è stato mons. Fan Xingyao di Linyi, presidente dell’Associazione patriottica cinese nazionale. Gli altri vescovi concelebranti sono stati: mons. Yang Yongqiang di Zhoucun, vice presidente del Consiglio dei vescovi cinesi, e mons. Zhang Xianwang di Jinan, vice-presidente delle “liang hui”, la “doppia organizzazione”, che comprende il Consiglio dei vescovi e l’Associazione patriottica.

Il neo-ordinato è stato presidente dell’Associazione patriottica di Qingdao, e dal 2010 è membro del Comitato permanente dell’Associazione patriottica nazionale.

Il nuovo vescovo è conosciuto come un ligio funzionario dello Stato per quanto riguarda la politica religiosa, succede a mons. Giuseppe Li Mingshu, morto nel giugno del 2018.

Poco più di 200 i fedeli presenti. Monsignor  Chen Tianhao è nato a Pingdu (Shandong) nel 1962. Ha studiato nel seminario dello Spirito Santo nello Shandong e nel dicembre 1989 è stato ordinato sacerdote. Secondo i dati ufficiali, egli è stato eletto e nominato vescovo di Qingdao il 19 novembre 2019.

Oggi il Global Times, quotidiano cinese in lingua inglese, ha anche pubblicato il disappunto delle autorità cinesi per le parole del Papa in una intervista sulle sofferenze patite dagli uiguri nello Xinjiang. Zhao Lijian, portavoce del ministero cinese degli Esteri, ha affermato oggi che le osservazioni del pontefice “non hanno alcuna base fattuale”. Egli ha ribattuto che “tutti i gruppi etnici nel Paese godono del pieno diritto alla sopravvivenza, allo sviluppo e alla libertà religiosa”.

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