Circoli minori anglofoni: preparazione al matrimonio, e un sinodo sulla sessualità

Una riunione dei Circoli Minori al Sinodo 2015
Foto: © L'Osservatore Romano Photo
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La necessità di maggiore preparazione al matrimonio è il filo rosso che percorre i rapporti sulla terza parte dell’Instrumentum Laboris di tutti i quattro circoli minori anglofoni. Su temi come l’accesso alla comunione per i divorziati risposati e la pastorale per le persone omosessuali si nota invece una discussione viva. Tanto che un gruppo propone persino una assemblea sinodale sulla sessualità umana. E due dei gruppi chiedono al Papa una commissione per studiare la questione dei divorziati risposati.

Anglicus A

Come da prassi consolidata in questi quasi venti giorni di sinodo, il circolo guidato dal Cardinal George Pell, con relatore l’arcivescovo di Louisville Kurtz, comincia con una invocazione della parola di Dio, e sottolinea la missione della famiglia. Un tema presente è quello della libertà religiosa, un altro è quello della potenza della liturgia. Molto spazio è dedicato alla preparazione delle coppie per il matrimonio, così come al supporto continuo da destinare a queste coppie. “Questa formazione deve essere fondata sulla teologia biblica,” afferma il gruppo. Una formazione che prevede anche una “educazione sessuale appropriata,” che dovrebbero enfatizzare “la formazione della coscienza, il valore dell’autocontrollo, della modestia e il valore della castità,” e dovrebbe coinvolgere i genitori.”

Ad ogni modo, l’insegnamento della Chiesa deve essere detto “in maniera chiara,” ma anche “attrattivo,” in modo che l’insegnamento della Chiesa venga meglio compreso e accettato.

Crea divisione il tema dell’accompagnamento per i divorziati risposati. I vescovi del gruppo apprezzano la riforma del processo per le dichiarazioni di nullità. Ma “una maggioranza senza consenso unanime ha riaffermato l’attuale insegnamento e pratica della Chiesa” per l’accesso della comunione.” E sempre “una maggioranza senza consenso unanime” ha detto che la decisione sull’accesso al sacramento non debba essere lasciata alle Conferenze episcopali.

Sul tema degli omosessuali, si dice che la Chiesa “è chiamata ad offrire il suo abbraccio a tute le persone senza eccezione,” e incoraggiano genitori e famigliari di persone con tendenze omosessuali ad amare e accettare i membri della loro famiglia.

Il gruppo ha anche riaffermato l’insegnamento dell’Humanae Vitae.

Anglicus B

La prima proposta del circolo Anglicus B (relatore Cardinal Vincent Nichols; moderatore arcivescovo Diarmuid Martin) è quella di dare un nuovo titolo alla relatio. Ovvero di chiamarla “relatio finalis del Sinodo dei Vescovi sulla vocazione e missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo consegnata a Papa Francesco.” È anche un modo per chiedere al Papa di dire una parola finale sul tema, magari con una esortazione post-sinodale.

Il gruppo sottolinea che l’attuale vita della comunione famigliare è “una proclamazione missionaria”, il ruolo delle famiglie in gruppi, movimenti, associazioni viene enfatizzato.

Poi, c’è il tema della sessualità. Alcuni hanno proposto l’aggiunta di un nuovo paragrafo intitolato “Matrimonio, una espressione della bontà del dono della Sessualità.” Ma prima di tutto è importante la preparazione al matrimonio, da fare “non solo nel periodo antecedente alla celebrazione del matrimonio,” ma anche durante il matrimonio stesso. Per quanto riguarda l’immediata preparazione delle coppie al matrimonio si deve includere “la catechesi sul matrimonio come sacramento e vocazione, sulla preghiera, e un invito a quanti sono stati molli nella fede a tornare alla pratica.”

Il gruppo ha anche discusso dell’accompagnamento famigliare delle famiglie in difficoltà, che deve essere marcato dalla “Pedagogia Divina” (è il tema di una introduzione interamente nuova alla seconda parte, proposta nel precedente rapporto dallo stesso gruppo). Si propone di dare attenzione a quelle forme di “pre-matrimonio” (anche le convivenze) che possono portare alla celebrazione di un matrimonio sacramentale.

Per quanto riguarda i divorziati risposati, il gruppo “Anglicus B” ha fatto una proposta di discernimento in quattro tappe: prima guardare alla storia del primo matrimonio, e della sua possibile dichiarazione di nullità; quindi l’ascolto delle ferite del divorzio; quindi la valutazione del secondo matrimonio, della sua stabilità e dei frutti che porta; e infine una focalizzazione sulla formazione e crescita spirituale.

Ma sull’accesso al Sacramento per divorziati e, la proposta è quella di una commissione speciale che valuti l’attuale disciplina durante l’Anno Santo della Misercordia.

Anglicus C

L’Anglicus C (Moderatore: Arcivescovo Eamon Martin; relatore: arcivescovo Mark Benedict Coleridge) chiede innanzitutto di dare più attenzione agli esempi luminosi di famiglia che alle famiglie in difficoltà, che è invece l’approccio dell’Instrumentum Laboris. I vescovi del gruppo hanno parlato molto delle loro esperienze, di un possibile nuovo corso pastorale, di un nuovo linguaggio che passi da “un linguaggio statico a uno dinamico”.

Ci deve essere “una meglio concertata e comprensiva preparazione al matrimonio, specialmente in alcuni contesti in cui c’è una sorta di contropreparazione al matrimonio cristiano”.

Cosa fare con le famiglie in situazioni irregolari? Il gruppo afferma che le coppie che convivono hanno comunque una situazione diversa dai divorziati e risposati, e per quest’ultima categoria il gruppo fa ulteriore distinzione, sottolineando la necessità “di dare maggior accompagnamento pastorale per queste coppie, specialmente per quei bambini che hanno i loro diritti.” In pochi comunque apprezzano l’idea di un cammino penitenziale per le coppie.

E c’è divisine nel gruppo anche sul supporto alle famiglie con membri omosessuali. Addirittura, alcuni volevano togliere dall’Instrumentum Laboris ogni riferimento all’omosessualità, e poi si è deciso di dare al tema meno spazio, con l’idea che “il documento include una definizione chiara dell’insegnamento della Chiesa sul tema.

Il gruppo ha parlato anche del problema dei matrimonio con disparità di culto, e dell’assenza dei poveri dalla terza parte.

Anglicus D

Il gruppo guidato dal Cardinal Christopher Collins (Arcivescovo Charles Chaput relatore) fa una lista di 13 temi che mancano dall’Instrumentum Laboris, che va dalle scuole cattoliche all’assenza di riferimento a Maria e alla gratitudine per la vita consacrata, fino alla scarsa attenzione al ruolo dei genitori single e della positività della vita. Tra i temi mancanti, anche quello della preghiera e quello degli abusi familiari, così come quello dei migranti. Altro aspetto che il gruppo enfatizza è quello della castità nella formazione delle coppie.

I vescovi hanno parlato anche della pastorale per i divorziati che non si sono risposati, e tutti sono d’accordo che qualunque decisione possa creare una certa confusione. Si è posta attenzione sul linguaggio, si è sottolineato che è meglio dire che i divorziati risposati si “astengono” dall’eucarestia piuttosto che sono esclusi.

Si è chiesto anche di inserire parti consistenti della “Familiaris Consortio” (l’Esortazione Post sinodale di Giovanni Paolo II) e un ulteriore studio della nozione di comunione spirituale.

Capitolo pastorale per gli omosessuali: alcuni volevano anche togliere il tema, proponendo un sinodo specifico sul tema. Si è chiesto comunque di inserire nel testo i punti del Catechismo della Chiesa cattolica che parla del tema, in modo da riaffermare l’insegnamento della Chiesa. Il gruppo ha parlato anche del crollo delle nascite e di adozioni.

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