Circoli minori, gli italiani e il mondo giovanile come realtà variegata e disomogenea

Sinodo 2018
Foto: Daniel Ibanez, ACI group
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L’emergenza di mettere maggiormente in luce la diversità dei vari contesti geografici e socio culturali nel documento finale del Sinodo ha rappresentato il leit motiv delle relazioni dei Circoli minori di lingua italiana.

Le relazioni al termine della prima parte di discussione sinodale sono state diffuse dalla Sala Stampa Vaticana. 

Per quel che concerne il contenuto dalle relazioni sono emersi quattro punti focali dal primo circolo, coordinato dal Cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma.

Il primo riguarda la necessità di riferirsi alla Parola di Dio per esplicitare la prospettiva evangelica che caratterizza tutto il percorso del Sinodo. Il gruppo propone “l’icona biblica di Emmaus come incipit dell’intero Documento”.

Il secondo punto focale sottolinea la necessità di considerare i giovani parte della Chiesa, evitando di indurre la sensazione che ne siano fuori. 

Tra i fenomeni che vanno riconosciuti nella fase di lettura della realtà è stata menzionata la difficoltà della Chiesa "di mettersi in sintonia con le giovani generazioni", ponendo così non pochi ostacoli che ne hanno favorito l’allontanamento, come per esempio lo scandalo degli abusi sessuali. Più volte sono stati menzionati i danni provocati sulla loro crescita dagli scandali nel campo della sessualità, della ricchezza ed anche dell’abuso dell’autorità. Per questo si sente l’urgenza per tutta la Chiesa di mettersi in atteggiamento di conversione per accompagnare i giovani nella loro crescita. Su tale tema è stato presentato “un modo specifico”.

Nell’Instrumentum laboris non è presentata in maniera adeguata la crisi della trasmissione della fede, ben presente in Occidente, ma che interessa la Chiesa intera. È urgente infatti “riscoprire la capacità generativa come dimensione centrale della comunità cristiana”.

I padri sinodali del Circolo Italico B hanno eletto Moderatore della discussione il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, e come Relatore Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti – Vasto.

Nella discussione del secondo circolo è stata sottolineata l’importanza dell’ascolto dei giovani da parte della Chiesa, un “ascolto nutrito di empatia e pronto al dialogo”.

Per il circolo B una giusta considerazione va data alle istituzioni scolastiche e universitarie cattoliche, che spesso sono il luogo dove può giungere ai giovani il messaggio della fede, collaborando a creare nella società un clima di convivenza interculturale e interreligiosa.

Per il terzo circolo, l’esame della prima parte dell’Instrumentum Laboris, con il coordinamento del Cardinale Ravasi - Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura- ha evidenziato le differenti conoscenze e valutazioni con cui i Vescovi sono approdati al Sinodo sui giovani. Vari interventi hanno riflettuto sulla proposta di un messaggio conclusivo, sotto forma di lettera o di Nuntius (come in altri Sinodi precedenti), rivolto ai giovani con un linguaggio “narrativo, parabolico, adatto a loro”.

Seguendo l’articolazione del testo sono stati affrontati molti temi: tra i quali la ricerca dell’equilibrio culturale e pastorale tra la dimensione materna e paterna della Chiesa, che amerebbe presentarsi anche alle nuove generazioni come Madre e Maestra; la necessità di insistere sulla ricerca e sulla cultura del senso come tema intrinsecamente religioso; la forza morale e spirituale dei giovani che hanno affrontato e affrontano il martirio anche nel nostro tempo.

 

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