Circoli minori: i francofoni puntano sul rischio di una eccessiva occidentalizzazione

Il Circolo Gallicus B, aula traduttori secondo piano Aula Sinodo
Foto: Osservatore Romano
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Due cose emergono chiaramente dalle relazioni dei tre circoli francofoni: lo strumento di lavoro ha un taglio troppo “europeo” e molte delle questioni che affliggono le comunità africane rimangono sullo sfondo, e la teoria del gender di grave carattere ideologico che è diffusa e a volte imposta da alcune organizzazioni internazionali.

I tre circoli di lingua francese riuniscono in tutto 54 padri sinodali, 6 esperti, 9 uditori e due delagti fraterni.

Anche un italiano è nei circoli francesi, come ad esempio il cardinale Scola di Milano che nell’ Gallicus B il cui moderatore è il cardinale Sarah prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti.

Nella sintesi del gruppo, come in quello di altri, uno spazio speciale è stato dato al metodo di lavoro e all’atmosfera. “ Abbiamo iniziato la riflessione da quello che ci unisce”, si legge nella relazione che è stata pubblicata dopo essere stata letta in Aula in Congregazione generale.

Il Gallicus B ha votato una ventina di modi, si potrebbero definire emendamenti, allo strumento di lavoro e in alcuni casi “abbiamo dovuto resistere alla tentazione di riscrivere certe parti del testo”.

Quello che ha animato i Padri all’inizio del Sinodo sono in particolare tre punti secondo il relatore gesuita Padre Dumortier rettore della università Gregoriana.

La presa di coscienza della diversità socio culturale, con una proposta, che le Conferenze episcopali abbiamo una certa autonomia per “permettere ai loro pastori di essere buoni samaritani nel loro servizio ecclesiale.”

Altro punto le diverse esperienze che devono portare il Sinodo ad essere indicazione per la famiglia della sua missione, e che le famiglie del mondo sostengano i cristiani in Medio Oriente, la famiglia deve essere scuola di umanità, e che le famiglie aiutino le famiglie.

Interessante la richiesta di un documento Magisteriale Pontificio  che dia “più coerenza ad un insieme di testi di ordine teologico e canonistico che sembra più giustapposti che articolati, e con questo semplificare le espressioni.”

I francofoni chiedono in pratica una esortazione post sinodale del Papa.

Per i membri del Gallicus B inoltre nella prima parte dello strumento di lavoro la famiglia è presentata soprattutto in modo negativo e troppo europeo.

Per questo le proposte nei modi chiedono che il testo finale inizi proprio ricordando che “la famiglia è il pilastro irrinunciabile e insostituibile della vita sociale”.

A proposito della dignità della donna i francofoni ricordano che va sottolineata anche la missione dell’ uomo nella famiglia come sposo e come padre.

Stile differente per il circolo Gallicus C che ha voluto definire il metodo “vedere-giudicare-agire” come un metodo classico.

“Siamo uomini di famiglia” scrive il relatore il vescovo canadese Durocher, e non bisogna parlare di “famiglia” in astratto ma “delle famiglie” e delle “nostre famiglie”.

La pastorale familiare non è solo un fatto dell “istituzione ecclesiale” ma anche “l’azione della Chiesa che si realizza nella famiglia e attraverso la famiglia.”

Il testo punta sul tema della esclusione e dalla umanità della famiglia in risposta alla cultura contemporanea segnata da egoismo, individualismo che porta alla solitudine.

Anche il Gallicus C  tratta il tema della “ideologia del genere”. “ Queste diverse teorie sono state sviluppate in sociologia e filosofia cercando di analizzare certi fenomeni sociali possono arricchire la nostra comprensione del mondo. Ma quando diventano assolute producono un sistema di pensiero unico che vuole spazzare via tutto. E cercando di imporre un punto di vista che nega la relazione tra identità sessuale e l’essere sessuato che è nel nostro corpo, dissolve la famiglia, la genitorialità, l’amore umano in quello che ha di più nobile ed umanizzante.”

Il gruppo chiede alla commissione che redige il testo finale una legame con la Evangelii gaudium ed esprime apprezzamento per il dibattito nei circoli minori.

Più generico il contenuto della sintesi del Gallicus con relatore il vecovo di Lille,  Ulrich.

Da notare l’idea che la definizione di famiglia dovrebbe essere allargata fuori dal concetto di matrimonio.

Anche in questo caso si parla di una eccessiva attenzione all’occidente.

I temi sono molti “ Sappiamo che la questione familiare non si risolve in una o due che agitano l’opinione pubblica” ma tutto deve esser esaminato.

“Occorre anche- scrivono i francofoni del Gallicus A- che il nostro testo adotti un tono aperto che favorisca il dialogo con i nostri contemporanei”. E aggiungono: “Sarà certamente fecondo riposizionare la vocazione e la missione della famiglia,  alla luce del vangelo, in quella di tutta l’umanità a diventare fraterna.”

Anche in questo gruppo c’è la consapevolezza che essere Chiesa significa vivere la diversità come arricchimento con una esperienza unica di cattolicità.

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