Con il Papa in Svezia, una giornata ecumenica

Il Papa all'arrivo in Svezia
Foto: AA
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Malmoe è sotto la pioggia fitta e continua che diventa nebbia e solo alla Arena illuminata c’è gente che canta e ascolta. La presenza dal Papa in Svezia è poco più di una fatto curioso. Al centro di Lund, cittadina universitaria dalle abitudini goliardiche, si snoda un corteo di studenti vestiti da papa. Dicono che non sono stati invitati nella cattedrale e invece avrebbero dovuto essere al centro dell’evento.

Certo la sensazione è che alla gente importi pochissimo della presenza del Papa e ancora di meno dei due eventi ecumenici. Il Papa lo deve aver capito se stamattina in volo verso la Svezia ha ripetuto a noi giornalisti: è un evento ecclesiale dovete spiegarlo voi bene alla gente.

Qualche anziana signora in piazza a Lund a pochi passi da una cattedrale blindatissima, guarda con attenzione in maxi schermo. Cerca di seguire i sotto titoli perchè il Papa parla spagnolo.

La gente che non ha biglietto, che non è organizzata in pulmann e gruppi non può nemmeno intravedere il Papa. Nessun tratto in papamobile, nessun evento davvero pubblico.

L’accesso alla Arena si chiude improrogabilmente alle 16 e nessuno, nemmeno i diplomatici in ritardo, possono entrare. C’è molta tensione per la sicurezza. E del resto Malmoe è una città difficile, con una immigrazione fortissima, con i campi profughi più irrequieti. Per questo la sicurezza è altissima. 

Ma al centro dei pensieri del Papa non c’è la Svezia, ma lo storico momento ecumenico della preghiera comune. Non un vespro ecumenico, ma canto e letture, preghiere e discorsi. Un programma decisamente luterano.

Anche le testimonianza all’ Arena sono improntate ad uno stile tipico dei grandi eventi protestanti.

Ma Papa Francesco è contento, sa di aver sottolineato con la sua presenza un altro passo nel cammino ecumenico. La dichiarazione sull’impegno comune della carità è in pieno stile Bergolgio e sembra nata proprio dai testi dei suoi documenti.

Attenzione sociale, attenzione ambientale, giustizia, accoglienza, immigrazione sono parole che risuonano però solo dentro spazi ben definiti, protetti, organizzati, lontani dalla gente che intanto fa le sue spese, va al ristorante e prepara la festa di Halloween che oggi sembra molto più importante che la visita del Papa.

Ma forse la Svezia, i cattolici che domattina saranno a messa, ma anche i fedeli della Svenska Kyrkan, potrebbero organizzare una vera visita alla nazione in futuro che potrebbe avere lo stesso successo che ebbe quella di Giovanni Paolo II di cui ancora in Scandinavia si parla. Era il 1989.

Della giornata ecumenica di oggi resta alla gente un po’ di freddo e di curiosità, qualche gioco goliardico, e l’idea di essere tenuti fuori.

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