Conferenza Episcopale USA, ok a un documento sull’Eucarestia

Si chiama “Dichiarazione formale sul significato dell’Eucarestia nella vita della Chiesa”, e sarà votato a novembre. Nella terza parte, una sezione dedicata ai politici. Ma non è il solo documento approvato

un momento di una passata assemblea dei vescovi USA. Quella di quest'anno si è tenuta virtualmente
Foto: Catholicnewsagency
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Alla fine, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha deciso che discuterà e approverà a novembre una “dichiarazione formale sul significato dell’Eucarestia nella vita della Chiesa, che include nella terza parte una sezione sulla “coerenza eucaristica” sui politici cattolici. Ed è questa la sezione più discussa, perché va a toccare un tema caldissimo: se dare pubblicamente la comunione a politici che si professano cattolici, ma che poi politicamente sostengono battaglie contrarie alla dottrina della fede, come una apertura alla libertà di scelta nel caso dell’aborto.

Non è il solo documento approvato dall’assemblea dei vescovi USA, che, sotto la guida dell’arcivescovo José Gomez di Los Angeles, hanno dato il via anche ad una serie di altre pubblicazioni che servono a riaffermare la dottrina della Chiesa. Così, i vescovi hanno anche votato per approvare la bozza delle linee guida pastorali su matrimonio, famiglia e vita, intitolato Chiamati alla Gioia dell’Amore. E poi si è approvata al proposta di fare una bozza per linee guida pastorali su gioventù e giovani adulti; e perfino una futura dichiarazione sulla visione globale per il ministero dei Nativi Americani e dei Nativi dell’Alaska.

Di tutti questi testi, il testo sull’Eucarestia è stato quello più dibattuto, con 168 voti a favore, 55 contro e 6 astenuti. Eppure si è visto anche un cambiamento di fronte interessante in quel voto. Erano in 66 che, prima di arrivare in assemblea, avevano chiesto di rinviare almeno il dibattito, considerando la lettera della Congregazione della Dottrina della Fede che richiamava alla decisione di creare unità, e non contrapposizione. Ma quel gruppo ha poi votato a favore del testo, segno che si tratta di un dibattito sentito, e che la proposta di rinviare il dibattito era strategica, più che formale.

Di certo, le discussioni non sono mancate. Tra i più attivi nel contrastare il documento sulla coerenza eucaristica, i Cardinali Blaise Cupich e Joseph Tobin, con il primo che ha anche lamentato l’assenza di ogni riferimento al Capitolo VIII di Amoris Laetitia nel documento sulla pastorale del matrimonio e della famiglia.

Più che una vera e propria spaccatura, ci si è trovati di fronte a un dibattito accesso, che non ha risparmiato nemmeno la discussione sull’ordine del giorno, in genere pro-forma e questa volta durata circa un’ora. Si arrivava all’Assemblea anche con il “giallo” della possibile presenza del presidente Joe Biden in Vaticano, un fuori programma che doveva portare ad una visita esclusivamente privata, senza il coinvolgimento della Segreteria di Stato, e che si è fermato solo quando si è proposta anche l’eventualità che il presidente partecipasse alla Messa a Santa Marta – una evenienza ad alto rischio di strumentalizzazione. Ci si era fermati ai colloqui preliminari, senza dare seguito a nulla, ma di certo anche questa iniziativa ha pesato.

Tanto che il documento sull’Eucarestia ha avuto circa il 75 per cento dei voti, maggioranza molto alta, dando così mandato al Comitato Episcopale sulla Dottrina (presidente il vescovo Kevin Rhoades di Fort Wayne-South Bend) di lavorare su un documento che dovrà essere approvato alla prossima assemblea generale dei vescovi USA a novembre. Sarà un documento inclusivo, perché il vescovo Rhoades ha già fatto sapere che tutti avranno possibilità di inviare un contributo, anche se non sono parte della commissione. E ha spiegato che il documento non menzionerà politici, darà piuttosto delle linee guida.

Nella crisi, comunque, gli Stati Uniti guardano all’Eucarestia, ritornano ai fondamentii. Il vescovo Andrew Cozzens, ausiliare di St. Paul e Minneapolis, ha parlato del progetto di Eucharistic Revival, rinascita eucaristica, perché – ha rivelato uno studio del Pew Research Center – numerosi cattolici non comprendono fino in fondo l’Eucarestia.

Insomma, tutti i passi sono fatti perché non sia un documento “contro” qualcuno, ma piuttosto un lavoro di rinascita pastorale. E, in effetti, sia l’arcivescovo Gomez che l’arcivescovo Christophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti, hanno sottolineato nei loro discorsi di apertura la necessità di trovare una unità tra i vescovi. Il nunzio, in particolare, ha ripetuto la parola “unità” una ventina di volte, ha chiesto di “Ricominciare da Gesù Cristo”, e ha notato che “quando il cristianesimo è ridotto a costume, a norme morali, a rituali sociali, allora perde la sua vitalità e il suo interesse esistenziale per gli uomini e le donne del nostro tempo”.

Come detto, tra i principali oppositori del documento c’erano i Cardinali Cupich e Tobin. Il primo ha sottolineato che l’idea del documento è quella di “rilasciare dichiarazioni per fare qualcosa contro i politici che ricoprono posizioni contrarie al nostro insegnamento”, mentre Tobin ha parlato di una scelta “dura e storica”, che porta a produrre “un documento, non l’unità”, mentre votare contro avrebbe consentito “di lavorare insieme nel dialogo per forgiare un ampio accordo sulla serie di questioni insite nella questione della dignità eucaristica”, mettendo in luce come il documento avrebbe potuto portare i vescovi USA “nel cuore della tossica lotta partigiana che ha distorto la nostra stessa lotta politica”.

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