Confessori, aumenta la voglia di celebrare bene il Sacramento

Il Papa al confessionale
Foto: Osservatore Romano
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Un corso che funziona. Quest’ anno al XXVII Corso sul Foro interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica sono più di 535 i partecipanti da ogni parte del mondo.

Molti sono gli studenti stranieri che stann completando i loro studi a Roma, molti però anche gli italiani e i sacerdoti con una certa esperienza.

“ E’ decisamente un iniziativa che funziona” conferma il Penitenziere Maggiore, il cardinale Piacenza. “ C’è molta complementarietà tra una relazione e l’altra ma ognuna è indipendente, così non si rischiano ripetizioni. Quest’anno i temi sono stati arricchiti da esperienze personali vissute. Tra i relatori l’ Abate di San Paolo e Padre Pedreo di Santa maria maggiore, con la dottrina solida del tomista e del benedettino, ma anche con tante ore di confessionale alle spalle. Un vera sinfonici  tra dottrina ed esperienza”.

Molti vengono da diverse parti del mondo.

“Si e vedo un grande interesse per il sacramento della confessione, nella pastorale ed è provvidenziale il fatto che il Papa ritorni sempre sul tema della confessione. Come un “santo bombardamento” su questo sacramento fondamentale per arrivare alla partecipazione vera all’ Eucaristia in maniera profonda e fruttuosa, e poi per tutto il resto della vita perchè una ripresa della confessione porta beneficio alla famiglia alla società, alla procchhia”.

Ma come sono i confessori oggi? Il Papa raccomanda di non essere mai “bastonatori”, ma mi sembra che chi partecipa a questo corso abbia un atteggiamento molto aperto e positivo.

“Per esperienza devo dire che non ci sono più. Dopo un periodo un po’ di eccessiva larghezza in sens panpsicologico ora stiamo recuperando l’equilibrio tra i due atteggiamenti. Direi che c’è una attenzione rinnovata per la parte celebrativa e liturgica del sacramento. Certo che non esclude la possibilità della confessione in tutte le situazioni. Ma aumenta il senso del sacro”.

Quindi il corso è utile?

“Si certo. E abbiamo anche iniziato a fare dei corsi di tre o quattro giorni di approfondimento, per sacerdoti  in alcuni paesi, per lavorare bene il terreno. E vedo che i vescovi sono molto contenti e invitano a partecipare a questi incontri”.

 

 

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