Continua la costruzione della cattedrale Nostra Signora di Arabia in Bahrein

Dopo la morte del vescovo Ballin, continua la costruzione della cattedrale del Bahrein. Perché il suo sogno diventi realtà

Uno scorcio della cattedrale di Nostra Signora di Arabia in costruzione
Foto: bahraincathedral.org
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La cattedrale di Nostra Signora di Arabia era stata pensata e voluta dal vescovo Camillo Ballin, vicario apostolico dell’Arabia Settentrionale. Questi è morto lo scorso 12 aprile, senza vedere concluso il suo sogno. Ma i lavori stanno continuando, e anche per onorare la sua memoria.

Si legge nel sito della cattedrale: “Scioccati e rattristati dalla notizia, in fedele ricordo del nostro vescovo Camillo, continuiamo a lavorare e a pregare per il completamento della cattedrale di Nostra Signora di Arabia, un progetto immensamente vicino al suo cuore. Ricorderemo per sempre il nostro vescovo per il suo lavoro di amore”.

Gli ultimi lavori di cui il vescovo Ballin è stato a conoscenza prima della morte hanno riguardato l’inizio della costruzione degli esterni, della facciata e dell’ingresso principale della cattedrale, lo scorso marzo.

Durante questo mese, sono state portate avanti la costruzione del lato Est, del piano terra e del seminterrato. La cattedrale non nasce solo come chiesa, ma sarà comprensiva di un centro polivalente. Sarà, in qualche modo, il cuore pulsante dell’evangelizzazione in Bahrein.

La dedicazione a Nostra Signora di Arabia era stata fortemente voluta dal vescovo Ballin.

Il titolo di Nostra signora di Arabia è stato approvato nel 1948, con l’intenzione di esaudire la profezia del Magnificat “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”.

La devozione a Nostra Signora di Arabia nacque dunque l’8 dicembre 1948, il giorno in cui la piccola cappella di Ahmadi, in Kuwait, fu dedicata a questo titolo. Nella cappella, una statua che era stata benedetta in Vaticano da Pio XII in persona, che nel 1954 proclamò Maria “regina”.

Sempre nel 1949, la chiesa di Nostra Signora di Arabia ad Ahmadi fu aggregata alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel 1957, Pio XII, con un decreto, proclamò Nostra Signora di Arabia la principale patrona del territorio e del vicariato apostolico del Kuwait.

Fu nel 2007 che il vescovo Ballin chiese alla Santa Sede di avere un giorno festivo per la Vergine sotto il titolo di Nostra Signora di Arabia. Il 5 gennaio 2011, la Santa Sede proclamò ufficialmente Nostra Signora di Arabia patrona del vicariato del Kuwait e di quello di Arabia.

Il Cardinale Antonio Canizares Llovera, allora prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, andò personalmente in Kuwait per l’occasione, e la solennità in onore di Nostra Signora di Arabia è stata stabilita nel sabato che precede la seconda domenica del Tempo Ordinario, con il permesso di celebrarla anche di domenica.

Nel maggio 2011, la Santa Sede riorganizzò il Vicariato del Kuwait, dandogli il nuovo nome di “Vicariato Apostolico dell’Arabia del Nord” e includendovi i territori di Qatar, Bahrain e Arabia Saudita. La sede episcopale del vescovo Ballin passò, dunque, dal Kuwait al Bahrein, per ragioni logistiche ma anche pratiche, perché il Regno del Bahrein è una delle poche nazioni dell’area con una popolazione cristiana locale, che si è sviluppata dal 1930, nonostante la maggioranza dei cristiani sia fatta di migranti dall’Asia, e in particolare dalle Filippine.

La cattedrale di Nostra Signora di Arabia sorge in un terreno di 9 mila metri quadri ad Awali, terreno concesso dal re Hamad Bin Isa al Khalifa. La decisione di costruire la chiesa fu stabilita nel giorno della festa di Nostra Signora di Lourdes, l’11 febbraio del 2013.

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