Coronavirus in Germania, i vescovi in Baviera protestano contro le restrizioni a Natale

Norme molto restrittive per evitare il contagio

Una cattedrale addobbata per Natale
Foto: Hendrik Steffens
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La Chiesa tedesca fa i conti con le nuove restrizioni per la prevenzione della diffusione del corona virus, varate domenica scorsa dal governo federale, di concerto con i Länder. Le nuove regolamentazioni – adottate a fronte di 1.357.261 casi di coronavirus e un totale di 22.634 decessi nella Repubblica federale tedesca - sono entrate in vigore il 16 dicembre e saranno valide fino al 10 gennaio.

Per le celebrazioni delle sante messe il nuovo lockdown, in versione “codice rosso”, non prevede grosse novità. Permane l´obbligo di indossare la mascherina protettiva di naso e bocca anche dal posto, per tutta la durata della Messa; divieto di canti comunitari e mantenimento della distanza di sicurezza di almeno un metro e mezzo. Se le comunità prevedono grossa affluenza, sono invitate ad organizzare dei sistemi di pre-registrazione.

Questo il quadro generale di regolamentazioni a livello federale. La cancelliera Angela Merkel ha promesso però di avviare un dialogo con le chiese locali e di parametrare i prossimi provvedimenti «alla luce dei prossimi sviluppi delle infezioni». Considerato l´altissimo numero di infezioni nel Bayern (erano 263.523 il 15 dicembre alle ore 8, con 5.018 morti) il presidente del Land, Markus Söder, ha annunciato che il divieto di uscire di casa, previsto dalle ore 21 alle 5, non ammetterà eccezioni: «C´è divieto di uscire a Natale e a Capodanno. E vale per tutti».Insomma i fedeli, che volessero partecipare alla Messa di Natale, dovranno essere a casa per le ore 21.

All´annuncio sono seguite le proteste dei sette vescovi (e arcivescovi) del Bayern, che hanno argomentato in un comunicato congiunto che la «Messa di Natale è originariamente una messa di mezzanotte ed è tra le celebrazioni più importanti dell´anno nel Bayern». I presuli del Land bavarese – il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga; l´arcivescovo di Bamberga, Ludwig Schick; il vescovo di Augusta, Bertram Meier; il vescovo di Eichstätt, Gregor Maria Hanke; il vescovo di Passau, Stefan Oster; il vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer e il vescovo di Würzburg, Franz Jung - si aspettavano, insomma, un´eccezione ai provvedimenti regionali, che invece non arriverà: «I vescovi – si legge ancora nella nota - sono d´accordo che nella Notte Santa si dovrebbero celebrare più messe possibili e hanno pregato che questa dolorosa decisione del divieto di uscire di casa possa conoscere almeno una eccezione nella Notte di Natale». I vescovi assicurano che «in considerazione degli sviluppi, i parroci di tutte le diocesi, in collaborazione con i volontari e gli incaricati responsabili nelle parrocchie, hanno sviluppato misure di sicurezza che consentono a molti fedeli, pur nella riduzione dell´offerta di posti, di partecipare alla liturgia natalizia nella Notte Santa».

Considerando però che le Messe di Natale iniziano tradizionalmente a partire dalle ore 22 o alle 22:30, il nuovo lockdown dalle ore 21 alle 5, renderebbe vani gli sforzi delle parrocchie. I vescovi bavaresi argomentano inoltre che “spalmando” le celebrazioni su una fascia oraria più lunga si eviterebbero assembramenti nelle Messe preserali, consentite dal provvedimento. Se Sparta piange, Atene non ride. Da giovedì 10 dicembre nei circondari di Görlitz e Bautzen, nella Sassonia, è vietata la distribuzione della Comunione durante la Messa.

«Siamo molto meravigliati. Questo è un chiaro attacco al diritto del libero esercizio della religione», ha comunicato il vescovo di Görlitz, Wolfgang Ipolt, alla agenzia di informazione cattolica KNA. «Credo tuttavia che non una cattiva volontà, ma ignoranza, abbia condotto a questo inasprimento», ha aggiunto lamentandosi del fatto che tale provvedimento sia stato preso senza preventivo dialogo con la Chiesa.

Più pacata la reazione del vescovo di Essen, Franz-Josef Overbeck: «Lo sapevamo che quest´anno Natale non si sarebbe potuto festeggiare come al solito. Crediamo fermamente che Dio è vicino all´uomo, soprattutto nei momenti difficili». Il presule ha inoltre rivolto a Chiesa e fedeli un appello alla responsabilità: «So molto bene che una larga parte dell´opinione pubblica guarda molto criticamente alla possibilità offerta alle comunità religiose di continuare a celebrare le Sante Messe a determinate condizioni. Dunque dovremmo fare uso di questa possibilità in modo attento e scrupoloso nei prossimi giorni di festa». Di qui il consiglio di ridurre le Messe infrasettimanali, di celebrare funerali nei cimiteri, all´aperto, e di rimandare i battesimi.

Anche gruppi e associazioni, dovrebbero, secondo monsignor Overbeck, rinunciare ai loro incontri. «Ora – ha concluso il vescovo di Essen – conta solo proteggere la vita e non sovraccaricare ulteriormente le nostre cliniche». Il 5 gennaio la cancelliera Angela Merkel e i presidenti dei Länder si siederanno di nuovo attorno ad un tavolo per decidere la prossima mossa nella battaglia contro il corona virus: iprovvedimenti in vigore a partire dall´11 gennaio.

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