Coronavirus, gli ‘Esercizi spirituali… #ACasa’ dell' Azione Cattolica di Macerata

Da lunedi 30 marzo inizia un vero corso di esercizi da seguire in tv e on line

La locandina della iniziativa
Foto: Azione Cattolica
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“In questo tempo favorevole, lasciamoci perciò condurre come Israele nel deserto, così da poter finalmente ascoltare la voce del nostro Sposo, lasciandola risuonare in noi con maggiore profondità e disponibilità. Quanto più ci lasceremo coinvolgere dalla sua Parola, tanto più riusciremo a sperimentare la sua misericordia gratuita per noi. Non lasciamo perciò passare invano questo tempo di grazia, nella presuntuosa illusione di essere noi i padroni dei tempi e dei modi della nostra conversione a Lui”.

Prendendo spunto dal messaggio di papa Francesco per la Quaresima l’Azione Cattolica della diocesi di Macerata, in questo tempo di coronavirus, offre a tutti fa la proposta di un modo diverso di preghiera: ‘Esercizi spirituali… #ACasa’, cioè esercizi spirituali casalinghi, che possono essere seguiti da lunedì 30 marzo su Emmetv (ore 8,10 sul canale 89 DTT Marche e www.emmetv.it), Radio Nuova Macerata (ore 22,10 www.radionuova.com , frequenze 90.000 – 96.900 Mhz), nel sito dell’associazione (www.azionecattolicamacerata.blogspot.com ) e sui social dell’Azione Cattolica Italiana diocesana (facebook, instagram, twitter).

Presentando questi esercizi spirituali la presidenza diocesana di Azione Cattolica ha sottolineato l’esigenza di offrire a tutti un modo per pregare: “E’ un modo già collaudato nel 2010 e permette a tutti di sperimentare la grazia di Dio, che chiede di vivere da ‘redenti’ nel seguire il tema annuale ‘Lo avete fatto a me’, riprendendo le sollecitazioni proposte in quel tempo. E’ un modo per stare nella realtà in questo tempo di coronavirus, che costringe tutti a cambiare prospettiva per riprogrammare una nuova strada ‘periferica’ percorribile e giungere a destinazione, seguendo le indicazioni di Papa Francesco in quell’ultima domenica di aprile 2017: ‘Rimanete aperti alla realtà che vi circonda’”.

Al presidente diocesano di Azione Cattolica, Francesco Garbuglia, abbiamo chiesto di spiegare in quale modo l’A.C si sente ‘Chiesa in uscita’, partendo dalla sollecitazione evangelica ‘Lo avete fatto a me’:

“Sono personalmente legato a questo versetto, mi ricorda un istituto delle suore di Madre Teresa di Calcutta in cui feci un esperienza missionaria e che fa del servizio agli ultimi la sua ragion d’essere. Essere Chiesa in uscita significa accompagnare le persone nel vedere Gesù presente nelle piccole cose e nella nostra personale fragilità, così come nelle persone più vicine che siamo chiamati a servire in questi giorni di isolamento”.

In quale modo l’Azione Cattolica diocesana raggiunge le periferie? 

“In questo periodo di stop alle iniziative essere Chiesa in uscita non significa quindi evadere dalla vita ordinaria ma entrare a pieno titolo nella vita di tutti, significa ridare sapore alle cose più intime e semplici, ci obbliga a depurarci dei fronzoli e delle riunioni a tutti i costi e ci mette davanti la vita vera.  A volte siamo portati a tenere fuori dal nostro impegno ecclesiale delle parti di vita, come la nostra famiglia o il nostro lavoro. Questo può essere invece un periodo fecondo affinché, pregando immersi nell’ordinario, facciamo memoria delle priorità. Chissà che guardando a un metro di distanza anche noi stessi non abbiamo modo di crescere in consapevolezza e fede”.

‘Lo avete fatto a me – la missione nella città’ è per l’Azione Cattolica la ‘messa in opera’ di quello che aveva suggerito decenni orsono fratel Carlo Carretto nel libro ‘Il deserto nella città’: “Sì, dobbiamo fare il deserto nel cuore dei luoghi abitati. E’ un modo concreto per aiutare l’uomo di oggi”.

Quindi questa proposta è occasione per assaporare il gusto della preghiera nella propria casa o dalla propria macchina, come ha scritto l’artista p. Marko Rupnik: “La vita spirituale consiste nel guardare con gli occhi interiori, cioè con gli occhi spirituali: come se la stessa realtà vista con gli occhi corporali venisse letta interiormente come una realtà spirituale e diventasse ciò che realmente è, cioè una realtà che dice qualcosa di Dio, che orienta a Lui. Progressivamente gusto esterno e gusto interno diventano un unico gusto”.

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