Coronavirus, il Cardinale Ranjith affiderà lo Sri Lanka alla Madonna

Il prossimo 3 aprile l’arcivescovo di Colombo farà un voto speciale alla patrona della nazione, cui sempre ci si è riferiti per salvarsi dalle calamità

La Basilica di Nostra Signora di Lanka, dove il Cardinale Ranjith farà uno speciale voto il prossimo 3 aprile per proteggere la nazione dal coronavirus
Foto: Wikimedia Commons
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Il prossimo 3 aprile, alle 11 del mattino, le campane di tutte le chiese dello Sri Lanka suoneranno a festa, mentre il Cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, salirà al santuario di Nostra Signora del Lanka a Tewatta, a nord della capitale, per fare uno speciale voto e cheidere alla nazione che sia risparmiata dalla pandemia del coronavirus.

Il Cardinale ha annunciato il voto speciale al termine di una Messa celebrata il 20 marzo, e trasmessa in televisione. “Farò – ha detto l’arcivescovo di Colombo – un voto speciale a nostra Signore del Lanka per proteggere la nostra nazione dal coronavirus alle 11 del 3 aprile. Quindi, quando la vostra chiesa suonerà le campane alle 11 del mattino, voi come famiglia andata nel luogo della vostra casa dove fate le vostre preghiere quotidiane e pregate silenziosamente per unirvi a me in questo momento”.

Già il 22 marzo, la Conferenza Episcopale dello Sri Lanka aveva chiesto ai fedeli di osservare un giorno di digiuno e preghiera per proteggere e guarire tutti i popoli in tutte le popolazione e liberare il mondo dal Covi-19.

Il Cardinale ha sottolineato che “pregheremo perché la Vergine Maria ci aiuti ad andare oltre questi problemi del coronavirus, non solo nella nostra nazione, ma anche in tutto il mondo”.

La preghiera del cardinale arriva in un momento in cui lo Sri Lanka si prepara ad affrontare l’emergenza. Le Forze Aree del Paese hanno costruito una struttura di 15 stanze dove confinare i pazienti di coronavirus sotto osservazione, e l’Esercito gestisce 45 centri di quarantena, dove sono state fino ad ora 3.500 persone, inclusi 31 stranieri. Nel frattempo, Caritas Sethsarasana (il braccio Caritas a Colombo) continua il suo lavoro in favore dei poveri.

Il 28 marzo, lo Sri Lanka ha contato il primo morto per Covid 19, mentre al 30 marzo i casi di coronavirus erano 17. Sei distretti sono stati identificati come aree ad alto rischio, e il coprifuoco continuerà fino a indicazione contraria. Dal 7 aprile, gli aeroporti della nazione sono chiusi agli arrivi. Dal 15 marzo, la chiesa in Sri Lanka ha cancellato le Messe pubbliche, e il Cardinale Ranjith ha già annunciato che le celebrazioni della Settimana Santa saranno chiuse al pubblico.

La decisione di andare a pronunciare i voti al santuario è particolarmente simbolica. Il santuario ha le sue origini già all’inizio del 1900. Nel 1911, padre Krieger, oblato di Maria Immacolata, e due laici eressero nell’area della parrocchia di Ragama una piccola cappella dedicata alla Madonna di Lourdes. Successivamente, a fianco alla grotta, padre Krieger costruì anche una chiesa, che divenne sempre più meta di pellegrinaggio.

Nel 1939, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, l’arcivescovo Jean Marie Masson, oblato di Maria e ultimo francese ad essere arcivescovo metropolita in Sri Lanka, fece il voto che avrebbe costruito una basilica nazionale in onore della Madonna a Tewatta se la nazione fosse stata risparmiata delle brutalità della guerra.

La nazione fu toccata solo marginalmente dal conflitto, e solo come base delle operazioni dei soldati britannici contro il Giappone.

Nel 1946, dunque, l’arcivescovo Masson chiese il permesso al Vaticano di costruire il santuario, e lo ottenne. Nel 1948, Pio XII proclamò la Beata Vergine Maria patrona dello Sri Lanka.

La prima pietra della basilica fu posta nel 1951, e l’anno seguente il Papa benedì la statua della Madonna, che fu poi trasportata nella nazione. Il santuario è stato consacrato nel 1974.

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