Covid-19, il vescovo Napolioni torna a casa, ma altri sacerdoti sono morti in Italia

Da nord a sud i religiosi postivi e ricoverati

Il vescovo Napolioni
Foto: pd
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Era ricoverato fino a questa mattina presso il nosocomio di Cremona il vescovo Antonio Napolioni. ha lasciato il reparto di Pneumologia dove era ricoverato dallo scorso 6 marzo monsignor Napolioni sta bene e torna dunque a casa, nel Palazzo Vescovile, dove trascorrerà i prossimi giorni di convalescenza in quarantena, come da protocollo sanitario. La sua salute resterà monitorata e tra 14 giorni sarà sottoposto a nuovo test del tampone per verificare la negatività dal coronavirus.

Sei sacerdoti morti e 20 ricoverati e positivi al Coronavirs. E’ il bilancio, finora, che si registra, nel clero, solo nella diocesi di Bergamo, la provincia italiana con il maggior numeri di contagi da coronavirus. Solo ieri due sacerdoti: don Silvano Sirtoli, 59 anni, vicario interparrocchiale delle due parrocchie dalminesi di Sforzatica e già parroco di Orio al Serio, don Giancarlo Nava, sacerdote missionario in Paraguay, superiore locale della comunità “Redemptor hominis”, di 70 anni come informa oggi il quotidiano “Eco di Bergamo”.

“Siamo resistendo creando condivisione” nell’omelia domenica il vescovo bergamasco Francesco Beschi: “stiamo vivendo qualcosa che va ben oltre ai normali alti e bassi della vita. È un fatto eccezionale per potenza e diffusione e per le misure necessarie che sono state prese. Quanto sta accadendo provoca anche la nostra abitudine a voler avere tutto sempre sotto controllo”.

Parlando poi della solidarietà che i sta registrando in questi giorni nella diocesi di Bergamo sottolineando che nei primi giorni ognuno  “andava per la sua strada, poi in mille modi ha iniziato a manifestarsi la fantasia della solidarietà. Abbiamo sicuramente bisogno di uno spirito forte. È chiaro che l'esigenza fondamentale che avvertiamo sia quella di sopravvivere. Ma se sopravvivere è necessario, rinascere è il nostro desiderio”. Il presule, che domani sarà a Sotto il Monte, luogo natio di Papa Giovanni XXIII, per una supplica al “papa buono” ieri ha detto, in una intervista che sono tanti i sacerdoti che si sono esposti per stare vicino alla loro comunità.

Nella diocesi Brescia altri tre sacerdoti morti a causa di questo virus: si tratta di don Angelo Cretti, don Giovanni Girelli di 74 anni che ogni giorno passava anche all'Hospice per portare conforto ai malati terminali ed ai parenti e don Diego Gabusi.

Nella diocesi di Cremona sono ricoverati alcuni sacerdoti mentre  mons. Vincenzo Rini, per tanti anni direttore del settimanale diocesano “La Vita Cattolica” e già presidente dell’agenzia SIR  e della Federazione dei Settimanali cattolici italiani.

Un altro doloroso lutto ha colpito la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla: nella mattinata di sabato 14 marzo, all’Arcispedale Santa Maria Nuova, è spirato don Guido Mortari, storico parroco della comunità di Sant’Agostino, in centro a Reggio Emilia. L’ottantatreenne sacerdote, ricoverato da alcuni giorni, è deceduto in seguito all’aggravarsi di una polmonite; al momento, scrive la diocesi, non è noto l’esito del tampone che era stato precedentemente eseguito per conoscere l’eventuale affezione da Covid-19.

E un parroco è risultato positivo al virus dopo aver benedetto le case in vista della Pasqua . Si tratta di don Orlando Bartolucci, 76 anni della Parrocchia Santa Maria Assunta di Montecchio di Vallefoglia (Pesaro) come riporta il Corriere Adriatico.

Dal nord al sud: nella diocesi di Trani- Barletta- Bisceglie si registra il contagio di un altro sacerdote  positivo al Covid-19 e oggi è ricoverato in ospedale. Casi di Coronavirs si registrano anche altrove.

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