Cresime, a Spoleto-Norcia sospeso per 3 anni il ruolo di padrino e madrina

Decreto dell'Arcivescovo Boccardo ad experimentum

Monsignor Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia
Foto: Arcidiocesi di Spoleto-Norcia
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L’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Monsignor Renato Boccardo, con apposito decreto ha stabilito che “sia sospeso ad experimentum per tre anni il ruolo di padrino/madrina per il sacramento della Cresima. I cresimandi saranno presentati al Vescovo dal parroco e da uno dei catechisti, espressione della comunità che accompagna le giovani generazioni ad approfondire e vivere la loro adesione a Cristo nella Chiesa”.

In una nota dell’Arcidiocesi si ricorda che “il Codice di Diritto Canonico non impone la figura del padrino/madrina, ma la prevede per quanto possibile e specifica che le persone scelte devono condurre «una vita conforme alla fede e all’incarico che si assume» ed essere esenti da impedimenti canonici stabiliti dal diritto. E la Nota pastorale CEI “L'iniziazione cristiana/3", dell’8 giugno 2003, chiede che la scelta del padrino e della madrina avvenga curando che sia persona matura nella fede, rappresentativa della comunità, approvata dal parroco, capace di accompagnare il candidato nel cammino verso i sacramenti e di seguirlo nel resto della vita con il sostegno e l’esempio”.

“Nell’attuale mutato contesto socio-ecclesiale - si legge ancora nel comunicato - la presenza dei padrini/madrine risulta spesso una sorta di adempimento formale o di consuetudine sociale, in cui rimane ben poco visibile la dimensione della fede. Scelti abitualmente con criteri e finalità diverse da quelle che intende la Chiesa, risulta che essi non hanno piena consapevolezza ed effettiva idoneità a svolgere un ruolo efficace e credibile nel trasmettere la fede con la testimonianza della vita. Inoltre, la situazione familiare complessa o irregolare di tante persone proposte per assolvere questo compito rende la questione ancora più delicata”.

Nel decreto Monsignor Boccardo  chiede “ai Parroci di illustrare opportunamente alle comunità parrocchiali - con onestà, fedeltà e chiarezza - le motivazioni che hanno ispirato questa decisione comune e di continuare ad individuare con particolare attenzione i catechisti a cui affidare i fanciulli che seguono il percorso dell’iniziazione cristiana”.

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