Cristiani e musulmani insieme, in preghiera contro la pandemia e per i luoghi di culto

Il messaggio del Pontificio Consiglio del Dialogo Interreligioso per il Ramadan è centrato sui luoghi di culto. Ma una nota aggiuntiva include la preghiera comune per la fine della pandemia

Una immagine di musulmani in preghiera
Foto: PD
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La protezione dei luoghi di culto è al centro del messaggio che, come ogni anno, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso diffonde all’inizio del Ramadan. A questo, però, il Cardinale Miguel Ayuso Guixot ha voluto aggiungere una nota aggiuntiva, dedicata alla pandemia, in cui ci si augura che “cristiani e musulmani, uniti in spirito di fraternità , dimostrino solidarietà con l'umanità così duramente colpita, e rivolgano le loro preghiere a Dio Onnipotente e Misericordioso, affinché estenda la Sua protezione su ogni essere umano, perché possano essere superati questi momenti tanto difficili”.

Una nota doverosa, considerando che il messaggio era stato preparato prima dello scoppio della pandemia. Nel messaggio, si nota come il Ramadan e ‘Id al Fitr sono “occasioni speciali per far crescere la fraternità tra cristiani e musulmani”.

Il tema è quello della protezione dei luoghi di culto, che hanno grande importanza nel cristianesimo e nell’Islam. I luoghi di culto, si legge nel messaggio, sono “casa di preghiera, ma anche “spazi di ospitalità spirituale, nei quali i seguaci di altre religioni si radunano anche per cerimonie speciali come nozze, funerali, feste della comunità”.

Partecipare a quegli eventi “in silenzio e col rispetto dovuto alle osservanze religiose dei seguaci di quella particolare religione, essi assaporano l'ospitalità loro riservata”.

Il documento richiama la dichiarazione di Abu Dhabi di Papa Francesco e il Grande Imam di Al Azhar “nel contesto dei recenti attacchi contro chiese, moschee e sinagoghe, perpetrati da persone malvage che sembrano percepire i luoghi di culto come bersaglio preferito della loro cieca e insensata violenza”.

La dichiarazione specificava che ”la protezione dei luoghi di culto - templi, chiese e moschee - è un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani, dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto o di minacciarli attraverso attentati o esplosioni o demolizioni è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione del diritto internazionale”.

Il Pontificio Consiglio apprezza gli sforzi della comunità internazionale perla protezione ai luoghi di culto, e auspica che “che la stima vicendevole, il rispetto reciproco e la cooperazione possano rafforzare i nostri legami di sincera amicizia, e consentire alle nostre comunità di salvaguardare i luoghi di culto per assicurare alle future generazioni la libertà fondamentale di professare le proprie credenze”.

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