Cristiani in India, dalle leggi anticonversione al fondamentalismo indù

Parla Michael Williams, decano delle scuole cristiane del Monte Carmelo. Che vede nel neo nazionalismo indù un tradimento dello spirito dell’India

Proteste in India contro le leggi anti-conversione
Foto: Vatican News
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Papa Francesco sta ricevendo, in questi giorni, i vescovi dell’India in visita ad limina. E sono molti i problemi che gli vengono messi sul tavolo. A partire dal nazionalismo indù, che ha portato alle cosiddette “leggi anticonversione”, leggi sempre in discussione che in pratica rendono molto difficile la vita a quanti si vogliono convertire dell’induismo, mettendo la religione indù al centro delle nazione. I cristiani sono discriminati, e sono spesso vittime di attacchi. Le scuole cristiane sono anche a rischio. Ne parla con ACI Stampa Michael Williams, decano delle scuole cristiane del Monte Carmelo, che in questi anni ha incessantemente denunciato il problema.

Come si inseriscono le scuole del Monte Carmelo nel panorama indiano?

Le scuole del Monte Carmelo sono scuole cristiane, fondate da mia madre nel 1972. In India, l’articolo 30 della Costituzione dà liberta a tutti di professare la loro fede e di stabilire la scuola secondo la laro fede. Abbiamo la libertà di condividere qualunque cosa vogliamo condividere.

L’India è quindi un Paese multireligioso. Ma perché allora questa rinascita nazionalista indiana?

Quando la gente guarda all’India, sa che vi è cresciuto Budda, ma c’è anche l’induismo, e il cristianesimo è presente dai tempi dei primi cristiani, portato da San Tommaso. L’India è sempre stata un melting pot di religioni che hanno sempre vissuto insieme. Improvvisamente, c’è stato un crescente clima di intolleranza che ha portato a pensare che l’India debba appartenere all’indù. Così, i musulmani sono stati “inviati” in Pakistan, i cristiani costretti ad emigrare. I poveri hanno preso potere perché appartengono alle religioni maggioritarie, e questo ha creato un certo bullismo nei confronti delle altre religiose che sembra possa colpire ovunque.

Da qui nascono le leggi anticonversione. Cosa sono e perché sono state proposte?

Ci sono molte ragioni per cui ci sono queste leggi. Nascono, in primis, dalla paura che le donne indù siano forzate a sposare musulmani come seconda, terza o quarta moglie. È un problema economico. Quando una persona lascia la religione maggioritaria per un’altra religione, infatti, perde anche la sua dote.

La Costituzione non protegge le minoranze?

Non puoi distruggere la Costituzione, ma la puoi rendere difficile. Due settimane fa, lo Stato Mahya Pradesh ha lanciato una nuova legge anticonversione, che è ironicamente chiamata “legge sulla libertà religione. E si sottolinea che l’India deve avere una politica anticonversione per tutta la nazione.

Questo vale anche per le scuole cristiane. Sono scuole aperte a tutti?

La maggioranza dei nostri studenti sono indù. I cristiani sono il 2,3 per cento nella società, e questo si rispecchia nelle scuole cristiane. Le nostre scuole si basano ancora sugli articoli 25, 30 e 91 dell Costituzione, che dicono che la nostra fede sarà protetta. Per ognuna delle scuole, ho una lista di 400 bambini che chiedono di essere iscritti. La gente non è contro le scuole entrare. Le persone non sono contro le scuole cristiane. Il governo, però, discrimina le scuole cristiane.

Considerando che la maggioranza delle persone non sono contro le religioni minoritarie, non c’ è una possibilità di un “rovesciamento democratico” dell’attuale governo?

Sarebbe possibile attraverso la democrazia, perché le persone non sono contente e possono votare. Ma sappiamo anche che le elezioni possono essere manipolate. Le persone in India non è detto che siano abbastanza intelligenti da comprendere i pericoli. Potrebbe funzionare in un ambiente democratico perfetto, ma quale ambiente è democraticamente perfetto?

C’è un supporto internazionale contro queste leggi anti-conversione?

Le Nazioni Unite e gli Stati Uniti stanno lavorando a nostro favore, e questo dovrebbe creare un certo allarme. Ma nella maggior parte del mondo non si ha idea di quello che succede in India.

 

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