Dalle diocesi, da lunedì le messe saranno di nuovo pubbliche, ecco come

Le indicazioni delle diocesi, delle parrocchie, con punti comuni e differenze

Le indicazioni per le messe con i fedeli
Foto: CEI
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

In tante chiese, basiliche, parrocchie fervono i preparativi per “aprire” le liturgie con la presenza del popolo dopo alcuni mesi. La data è lunedì 18 maggio.

Non si rientra comunque nelle “consuete” celebrazioni ma con alcune limitazioni soprattutto per far rispettare il distanziamento sociale, l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti ed altre attenzioni da osservare. Nelle comunità ecclesiali si comincia a “respirare” gioia per questo momento che permetterà a tanti di poter ricevere alcuni sacramenti di cui si sono privati “forzatamente”.

Nella sua diocesi, quella di Perugia-Città della Pieve, sarà il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, a presiedere la liturgia che  coincide con il centenario della nascita di san Giovanni Paolo II (18 maggio 1920 - 18 maggio 2020). La celebrazione si terrà alle 18,00 nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia.

“E’ una grande gioia, per le nostre Chiese, poter tornare a vivere con il popolo le celebrazioni liturgiche, poter riprendere la condivisione, in forma comunitaria, della Mensa Eucaristica”, scrivono in una nota i vescovi della Toscana: “abbiamo accettato di buon grado, per senso di responsabilità e animati dalla carità verso tutti, le restrizioni dolorose di questi mesi e che ancora in parte viviamo. Ora siamo lieti che si possa aprire una nuova stagione piena di speranza”. I presuli invitano le comunità e “ciascuno ad agire con responsabilità, adottando tutti gli accorgimenti necessari per mettere in atto, nelle diverse situazioni concrete, le misure indicate nel Protocollo, vogliamo definire anche l’orizzonte pastorale entro cui si colloca questa nuova fase, che vede, nell’ottica di una prudente ripresa della vita sociale, anche la possibilità di una più ampia partecipazione dei fedeli alla vita sacramentale, sebbene a precise necessarie condizioni”. I vescovi evidenziano anche che per le liturgie domenicali, potrà essere valutata, “se necessario, la possibilità di utilizzare altri ambienti parrocchiali più vasti, oppure di individuare, in accordo con le autorità civili, spazi, anche all’aperto, in cui poter svolgere le celebrazioni in forma dignitosa”.

Anche i vescovi campani scrivono ai sacerdoti a pochi giorni dalla ripresa delle celebrazioni liturgiche. I presuli indicano alcune linee guida riguardanti “la graduale ripresa
delle celebrazioni liturgiche con il popolo”, raccomandandone l’osservanza
“in tutte le sue parti, soprattutto nel rispetto delle prescrizioni sanitarie, quali ad esempio evitare l’assembramento, rispettare la normativa sul distanziamento tra le persone e l’adozione dei dispositivi di sicurezza”. Tra le tante raccomandazioni l’uso “limitato” di trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per “non disperdere ulteriormente la partecipazione comunitaria: ci sta a cuore il senso della comunità, reale e non virtuale. In tali celebrazioni si rispettino lo spirito e le norme della liturgia”.

La Pazienza della ripresa” titola il suo messaggio l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che sottolinea che si inizia di lunedì, l’inizio dei giorni feriali della settimana. Forse – spiega - è “una categoria da considerare: questa ripresa della possibilità per i fedeli di assistere e partecipare all’Eucaristia comincia in un giorno feriale, come per dire che inizia in una specie di ripresa dell’ordinario”.

Riprendere con fiducia e prudenza” è l’invito del vescovo di Gorizia, Carlo Maria Redaelli, presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute della Cei. “Il primo atteggiamento  da avere – scrive - è quello del rendimento di grazie al Signore che ci offre questo grande dono, anche in mezzo alle difficoltà del momento. Non si tratta del ritorno alla normalità delle celebrazioni feriali e festive, con i ritmi usuali delle nostre parrocchie, ma di una ripresa parziale e molto condizionata da una serie di cautele che dovranno essere puntualmente assicurate”. Il presule chiede di “riscoprire il senso della celebrazione liturgica, in particolare di quella eucaristica.

“È una grazia quella di poter ritrovare l’Eucaristia comunitaria, dopo mesi di digiuno forzato, pur nelle limitazioni che ancora questo tempo richiede e nelle precauzioni da osservare con cura, circa le necessarie misure di sicurezza”, scrive l’arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa, Cesare Nosiglia.  Se nelle Messe feriali non si darà presumibilmente alcun problema di afflusso, si pone il problema di organizzare le Messe festive in modo che non vi sia assembramento in chiesa, soprattutto alle porte di ingresso e uscita e sul sagrato. Per questo motivo – spiega il presidente della Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta - è “bene che la distanza tra una celebrazione e l’altra sia di almeno un’ora e mezza, così da permettere l’igienizzazione dei banchi a celebrazione conclusa. La stessa precauzione si dovrà avere nel caso della celebrazione dell’Eucaristia all’aperto, che favorisce un migliore ricircolo dell’aria, e per questo motivo può

essere preferita, là dove si danno le condizioni perché questo avvenga (uno spazio sufficientemente grande e protetto dal sole e dal calore estivo, una buona amplificazione)”.

Messe festive su prenotazioni nella diocesi di Lucca attraverso un servizio informatico di prenotazione della propria presenza alla messa festiva su www.diocesilucca.it. Usarlo sarà semplicissimo, basterà scegliere la chiesa, inserire nome e cognome, una mail e la cosa è fatta, scrive il settimanale diocesano spiegando che “se qualcuno non ha dimestichezza con il computer sarà sempre possibile chiamare dei numeri di telefono e prenotare”. Il vescovo, Paolo Giulietti, ha inviato ai  parroci e collaboratori  le “dovute istruzioni”, compreso un vademecum di 10 pagine che   risponde ai vari interrogativi sulle celebrazioni.

A messa, finalmente!” scrive  Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino, nella sua settima lettera “dall’esilio” alla comunità, in vista della ripresa delle celebrazioni: si ritorna a messa con “una consapevolezza nuova maturata attraverso un salto di qualità della nostra relazione con Dio”.

Bologna non rinuncia alla settimana dedicata alla Madonna di S. Luca che inizia oggi quando l’effigie della Madonna scenderà dal Colle della Guardia, privatamente e senza processione dei fedeli, a bordo di un automezzo dei Vigili del Fuoco. Le campane della Cattedrale ne annunceranno l’arrivo. L’Immagine verrà introdotta e collocata nella Cattedrale di San Pietro, dopo essere stata accolta dall’arcivescovo, il card. Matteo Zuppi e dal Capitolo. Dalle ore 19.30 sarà possibile, con le debite precauzioni e senza creare assembramenti, accedere alla Cattedrale per una visita personale indossando la mascherina, rispettando le distanze di sicurezza e tutte le misure stabilite dalle autorità per contrastare la diffusione del covid-19. Domani l’arcivescovo celebrerà la
S. Messa nella Cattedrale di San Pietro, senza la presenza dei fedeli, che verrà trasmessa in diretta Tv.

Ti potrebbe interessare