Dalle diocesi, dottrina sociale e bene comune come materia da insegnare

Dai festival alle summer school come cresce la consapevolezza sociale nei vescovi e nei fedeli

La summer school della Diocesi di Roma
Foto: Diocesi di Roma
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“Insieme di principi, teorie, insegnamenti e direttive emanate dalla Chiesa cattolica in relazione ai problemi di natura sociale ed economica del mondo contemporaneo”. Così la Treccani definisce la Dottrina Sociale della Chiesa.

E’ stato, nel 1941, papa Pio XII a coniare questo termine. Oggi sono diverse, in Italia, le scuole di Dottrina Sociale della Chiesa e scuole di formazione all’impegno sociale e politico: dal Nord al Sud Italia. Esse hanno l’obiettivo di formare i fedeli impegnati nel sociale o nella vita politica e che oggi sentono il bisogno di avere un quadro chiaro degli insegnamenti della Chiesa su questi temi. Nella Caritas in Veritate si trova la definizione a oggi più “lucida del principio del bene comune che, unitamente ai principi della centralità della persona umana, di solidarietà, di sussidiarietà, costituisce uno dei 4 pilastri della Dottrina Sociale della Chiesa”, spiega la Treccani.

Il bene comune è “il bene di tutti gli esseri umani e di tutta la persona umana, nelle sue  tre dimensioni fondamentali: materiale, socio-relazionale, spirituale. Tali dimensioni – sottolinea l’autore Stefano Zamagni - sono in relazione moltiplicativa, non additiva. Il che implica che non è lecito sacrificare la dimensione socio-relazionale oppure quella spirituale per favorire quella materiale. Il principio del bene comune statuisce che l’organizzazione del lavoro, il funzionamento dei mercati, le forme della politica devono essere tali da favorire l’armonioso sviluppo di tutte e tre le dimensioni: è questo il senso proprio della nozione di  sviluppo umano integrale”.

In queste settimane la riapertura di alcune di queste scuole come nella diocesi di Cesena-Sarsina dove sono iniziate le lezioni lo scorso 4 febbraio e si concluderanno il 3 marzo con un incontro pubblico che si terrà nella sala “Cacciaguerra” del Credito cooperativo romagnolo. La prima lezione è stata affidata al vescovo Douglas Regattieri che si è soffermato sul tema “Il disegno di Dio per l'umanità: evangelizzazione e Dottrina sociale della Chiesa”. Ogni martedì è previsto un incontro con la presenza del sociologo Ivo Colozzi sui principi di sussidiarietà e solidarietà; dell’economista Stefano Zamagni su “bene comune e destinazione universale dei beni” e del direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della  Cei, Vincenzo Corrado che interverrà su “La Dottrina sociale della Chiesa e la realtà contemporanea”.

Apertura degli incontri anche per la Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico nella diocesi di Brescia. L’introduzione spirituale è stata affidata a don Andrea Dotti che ha offerto ai corsisti un’introduzione sul concetto di “popolo” e di “intermediazione” nella cultura ebraica, richiamando alcuni passi della Bibbia. Sono seguiti gli interventi di Flavio Felice, professore ordinario di storia delle dottrine politiche dell’Università del Molise, che ha parlato ai corsisti del tema in programma “Democrazia diretta, rappresentativa, partecipativa – Il ruolo dei corpi intermedi”. E poi al Sud dove si è aperta la XIV edizione della Scuola-laboratorio di Dottrina sociale della Chiesa di Lamezia Terme con l’obiettivo di “cercare di mettere in atto quello che papa Francesco ci chiede: una Chiesa in uscita.

Testimoniare una fiducia che diventa fede in questi luoghi. Costruire un ospedale da campo come ci suggerisce il Santo Padre”, ha spiegato il vescovo Giuseppe Schillaci. All’apertura dei lavori, il direttore dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, don Fabio Stanizzo, ha evidenziato che “essere presenti come Chiesa nei luoghi significativi come l’ospedale, l’azienda e il tribunale, è l’obiettivo del nuovo percorso della scuola di dottrina sociale della Chiesa, secondo le provocazioni di papa Francesco nel messaggio al IX festival della dottrina sociale che ci hanno portato a scegliere, come tema di quest’anno per la scuola, ‘essere presenti nella comunità’, in quanto è bello pensare ad una presenza diffusa, che abita tutti i luoghi, porta tenerezza e opera come lievito”. A marzo il prossimo incontro che avrà come tema “Presenza e Lavoro”.

E la scorsa estate prima Summer School diocesana di formazione socio-politica a Villa Campitelli, a Frascati su iniziativa della diocesi di Roma. Tre giornate residenziali con incontri frontali, dibattiti, workshop, tavoli di approfondimento, ma anche aperitivi e momenti di preghiera. Tra gli interventi quello del cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin e del il vescovo Gianrico Ruzza. A Roma sono molte le iniziative di scuole di formazione sociale e politica. Tra queste quella  della parrocchia di San Tommaso Moro. Giovani – scriveva il card. Vicario Angelo De Donatis presentando l’iniziativa della Summer School – con “la freschezza della vostra età siate il cuore della Chiesa in uscita, soggetti di evangelizzazione e canali privilegiati di autentica testimonianza. Partecipare vuol dire prendere parte alla responsabilità. Nella società siamo tutti corresponsabili, e siamo chiamati a vivere con impegno la condivisione per sentirci comunità, creando accoglienza reciproca, riconoscimento, stima anche delle diversità. Il mio invito è a non tirarvi indietro, affidandovi al progetto che Dio ha per ciascuno di voi”.

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