Dalle diocesi, i vescovi incoraggiano i giovani che affrontano gli esami di maturità

In alcune diocesi si sono celebrate veglie di preghiera con la recita del Santo Rosario

La messa per i maturandi
Foto: Diocesi di Grosseto
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Da mercoledì scorso i giovani delle ultime classi delle superiori sono alle prese con gli esami di maturità. Un momento bello ma anche di apprensione per studenti e famiglia. La prima prova, quella di italiano, ha dato la possibilità ai giovani di confrontarsi su una poesia delle Myricae di Giovanni Pascoli "La via ferrata" e per l'analisi di un testo argomentativo su "La sola colpa di essere nati" di Gherardo Colombo e Liliana Segre.

Ma anche una novella di Giovanni Verga "Nedda, Bozzetto siciliano". E ancora "Tienilo acceso: posta commenta condividi senza spegnere il cervello" sull'iperconnessione che richiede una riflessione a partire da un testo di Vera Cheno e Bruno Mastroianni. E altri testi. Prima di questi giorni intensi sono stati molti i vescovi italiani che hanno voluto essere vicini questi giovani speranzosi ma anche preoccupati.

“Dopo due anni indubbiamente difficili, credo che questi esami siano una prova che ci aiuta a misurare la nostra capacità di superare le difficoltà. Purtroppo, talvolta abbiamo vissuto una caricatura della vita per cui tutto debba andare sempre bene, ma poi ci siamo accorti che non è così. Avete dovuto affrontare tanto isolamento e tanta distanza. E gli esami ci aiutano ad affrontarle, le prove. A non evitarle, a non cercare la furbata, a prepararsi e soprattutto a guardare il futuro, nel quale crediamo tanto. Prepariamolo”, ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, in una intervista al sito fanpage.it, aggiungendo che “c'è in generale, o ci dovrebbe essere, un piano di ricostruzione, poi c'è quello personale di ognuno di noi:  scommetteteci, portatelo avanti e aiutate a rendere migliore questo mondo che, come si vede, di pandemie ce ne ha parecchie e ha tanto bisogno di persone che aiutano il bene di tutti con la propria competenza e con il proprio servizio”.

“Il mio auspicio è quello che, uscendo dalle scuole superiori, voi giovani possiate sforzarvi, in ogni ambito in cui deciderete di impegnarvi, a partecipare attivamente alla vita pubblica, a dare il vostro contributo per rendere la nostra società più bella e giusta, a portare novità e idee che profumino del vostro entusiasmo”, ha detto loro il vescovo di Ragusa, Giuseppe La Placa, in un messaggio di auguri. Nella diocesi siciliana due celebrazioni eucaristiche con i maturandi.  Gli ultimi anni – ha scritto il vescovo – sono stati anni “difficili: praticamente avete vissuto il triennio tra chiusure e dad a intermittenza, penalizzati gravemente nelle relazioni e nella didattica. Tuttavia in quest’ultimo anno si è riusciti a condurre l’attività scolastica nel migliore dei modi possibili, nonostante il permanere della pandemia e, sicuramente, i vostri insegnanti vi hanno preparato al meglio a questo importante appuntamento”.

“Un traguardo, quello che ora vi è posto innanzi– spiega il vescovo di Castellaneta, Sabino Iannuzi - che segnerà una svolta decisiva e vi spalancherà le porte al gusto bello e vero della vita: lasciando, così, maturare la possibilità che i sogni assumano sempre più le sembianze della concretezza, con lo sforzo di tradursi in nuovi, emozionanti e, vi auguro, gioiosi itinerari di vita. È l’avvio di un futuro posto nel vostro cuore, nella vostra intelligenza e nelle vostre mani: semplicemente nella vostra ‘maturità’”. L’arcivescovo di Lecce, Michele Seccia ha voluto celebrare una liturgia con i giovani  maturandi ai quali ha detto che l’esame di maturità “non è un semplice test, né occasione per saggiare semplicemente delle competenze, bensì momento che dona compimento ad un percorso di studi che saprà consegnarvi al mondo come la speranza del domani”.

Un momento di preghiera e di comunione anche a Lamezia Terme nella chiesa del Santissimo Rosario per una celebrazione voluta dall’Ufficio scuola diocesano e alla quale hanno partecipato, oltre agli studenti, anche genitori e docenti “Voi – ha detto loro il direttore dell’ufficio, don Giuseppe Gigliotti -siete chiamati a diventare grandi, adulti e la maturità non può essere solo relegata all’ambito della scuola: avere dei progetti, cercare di farsi un’idea di cosa si vuole diventare da grandi, ma anche essere maturi sotto ogni punto di vista”.

Celebrazione a che a Grosseto domenica scorsa nella chiesa di San Pietro su iniziativa della pastorale giovanile. I giovani hanno portato con loro la penna con la quale, poi, hanno scritto il tema di italiano della prima giornata di esami.

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