Dalle diocesi, inizia il Sinodo per la Chiesa universale e per l' Italia

Proseguono in Italia i sinodi diocesani

Assemblea diocesana
Foto: Lavoce.it
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Papa Francesco la prossima settimana aprirà ufficialmente il Sinodo sulla sinodalità in Vaticano. Un Sinodo che riguarderà tutte le diocesi del mondo e anche, quindi, le chiese diocesane in Italia, alcune delle quali hanno da poco chiuso il sinodo locale ed altre ancora lo stanno vivendo in queste settimane. 

Anche in Italia il cammino sinodale partirà nelle prossime settimane come nelle altre parte del mondo. 

Ma c’anche un altro cammino sinodale in Italia e ivescovi del Consiglio Permanente della Cei, riunitosi a Roma in questa settimana, ne hanno ampiamente discusso. Papa Francesco più volte, negli anni scorsi, è intervenuto in diverse occasioni sulla sinodalità in Italia. Ne ha parlato sei anni fa a Firenze concludendo il Convegno Ecclesiale Nazionale e anche recentemente incontrando la diocesi di Roma. E la Chiesa italiana si prepara adesso a questo evento che – dicono i vescovi – “rappresenta una grande opportunità” anche per le Chiese in Italia. Il Consiglio Episcopale Permanente ha confermato la scelta di assumere il primo anno del Sinodo universale, che partirà dalle singole diocesi, come primo anno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia ed ha tracciato un crono-programma che si distende per l’intero quinquennio 2021-2025.

E nei prossimi giorni sarà a disposizione un sito internet appositamente dedicato a questo evento. I vescovo italiani chiedono un coinvolgimento il più ampio possibile, cercando di interessare non solo i praticanti, ma anche coloro che si sentono ai margini o al di fuori dell’esperienza ecclesiale. “Non ci saranno porte chiuse per nessuno, ma gruppi aperti a tutti”, ha detto il vice presidente della Cei, l’arcivescovo di Modena-Nonantola e Carpi, Erio Castellucci, spiegando che per la Chiesa italiana è già cominciato con l’Assemblea generale della Cei del maggio scorso. Il presule ha auspicato che in tutti i gruppi “ci siano varie componenti, anche chi non si sente parte attiva della comunità o è fuori di essa”. Il Sinodo entra nel vivo quindi. 

La settimana scorsa si è aperta la prima sessione del sinodo diocesano di Cuneo e di Fossano, convocato lo scorso mese di maggio. Sono previste cinque sessioni dell’Assemblea, suddivise ciascuna in due momenti: il primo, on-line, per presentare il tema; il secondo, in presenza, per ascolto, confronto, votazione. In totale dieci appuntamenti, sempre al venerdì sera, da settembre 2021 a gennaio 2022. Con questo mese inizia anche la fase più intensa di preghiera per il Sinodo. Il vescovo, Piero Delbosco, invita ogni comunità e ogni fedele ad accompagnare questo tempo di discernimento con molta preghiera, partendo dall’ ascolto della Parola del Vangelo, “requisito fondamentale perché le voci dei sinodali non siano semplici opinioni soggettive, ma risposte alla Parola di Dio, un’eco della coscienza e dell’intelligenza personale”. 

Lo scorso 11 settembre, nella Basilica di Castelpetroso, l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, Giancarlo Bregantini, ha chiuso il sinodo diocesano dopo quattro anni , un cammino “lungo le nostre strade, accanto ai tratturi, dentro le nostre comunità”, ha detto il presule. “Ma ben poco servirebbe questo grande lavoro, di qualità, se non fosse accompagnato dalle virtù sinodali che con grazia e concretezza abbiamo sperimentato, lungo il cammino”, ha aggiunto il presule spiegando che adesso è il momento, anche con il sinodo della chiesa universale, di attuare “il Liber sinodalis”: “per questo, passerò come Vescovo con il Vicario foraneo, in tutte le parrocchie lungo quest’anno, quasi una piccola visita pastorale, di borgo in borgo, benedicendo per le esperienze sinodali già in atto e ravvivando quelle ancora da vivere, per una vera conversione sinodale. Soprattutto ravvivando le Unità pastorali, che fanno fatica. Siamo infatti chiamati ad ascoltare i lontani, i laici e le donne soprattutto, le consacrate, gli scartati, in dimensione ecumenica, per verificare la nostra preghiera e lo stile della nostra missione, con uno sguardo particolare alla nostra testimonianza di cristiani nell’impegno sociale, in armonia con le diocesi vicine, per giungere alla verifica del nostro stile comunicativo nelle relazioni fraterne. E’ quel percorso di virtù sinodali quotidiane, sopra già esaminato. 

Il cammino sinodale è stato al centro dell’incontro della Conferenza episcopale del Piemonte e della Valle d’Aosta mentre in questi giorni diventerà raggiungibile il sito dedicato al Sinodo diocesano della Chiesa di Padova con informazioni e materiali necessari per “stare al passo”.“Tecnicamente si tratta di un sotto-sito del sito istituzionale della Diocesi – spiega don Daniele Longato, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali – Una scelta compiuta insieme alla Segreteria per sottolineare anzitutto che il Sinodo non è un evento parallelo, staccato rispetto alla vita ordinaria della nostra Chiesa. Questo inoltre ci aiuterà a mantenere sempre a disposizione tutti i materiali prodotti, anche quando il cammino sinodale sarà compiuto”. 

E al sinodo dedica la lettera pastorale il vescovo di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca, evidenziando che “il camminare insieme è possibile solo se la sua forza è l’umiltà e il disinteresse e solo se, camminando insieme, ci si prende cura gli uni degli altri”. “Camminare insieme – scrive nella lettera dal titolo “con cuore di Padre - vuole dire uniformare il proprio passo a quello del fratello che forse è claudicante, più lento, più incerto; camminare insieme richiede un supplemento di sguardo e di attenzione verso gli altri che fanno con me la stessa strada”. “Si cammina insieme, spiega De Luca, solo se si abbandonano le proprie certezze, se si è capaci di condividere fatiche, obiettivi, se si spezza lo stesso pane (il viatico, il pane del cammino), solo se si vince l’arroganza, l’individualismo, la presunzione, l’abbandono del passo solitario e orgoglioso”. 

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