Dalle diocesi: inizia l'Avvento con lo sguardo ai poveri

L'immagine del sussidio pastorale per l'Avvento della CEI
Foto: CEI
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Le settimane del periodo di Avvento – che si apre domani – rappresentano una opportunità per “intraprendere un cammino di vita davvero orientato ai poveri, a tutti i poveri, a tutte le forme di povertà che ci circondano”.

E’ quanto auspica il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana alla vigilia di questo tempo di preparazione al natale. Il porporato ci invita a una vita orientata ai poveri e ad ogni forma di povertà partendo dalla domanda “Come guardiamo ai poveri? Li vediamo o distogliamo lo sguardo avvolti nel nostro bozzolo di certezze preconfezionate, di ‘non mi riguarda’?”. Da qui l’invito a seguire l’esempio del samaritano  nella parabola raccontata da Gesù: un esempio di persona che “vede e ha compassione.

Si lascia – scrive il card. Bassetti nella sua lettera di apertura del numero di dicembre di “Vita pastorale” - attraversare dal grido dell’umanità ferita. Il Vangelo racconta una sequenza di gesti molto concreti: si china su di lui e fascia le sue ferite versando olio e vino. Se ne fa carico, si prende  cura perché sa riconoscere la carne sofferente”. 

“Questo tempo di salvezza permea l’esistenza del singolo credente e della Chiesa tutta. Entrambi desiderano affrancarsi dalle pesantezze della vita quotidiana, entrambi anelano a recuperare una serenità di fondo che sembra dissolta dalla diffusa precarietà sociale”, afferma il neo segretario generale  della Cei, mons. Stefano Russo nella riflessione che introduce il Sussidio per l’Avvento e il Natale 2018 “Verrà il Signore in tutta la sua gloria: ogni uomo vedrà il Salvatore”, curato dall’ Ufficio Liturgico Nazionale della Chiesa italiana. Il sussidio “aiuta clero e fedeli a prendere coscienza dell’agire liturgico. Siamo chiamati a vivere, in ogni celebrazione, nella duplice dimensione storica e insieme escatologica. Vivere l’Avvento – conclude mons. Russo – è farne emergere la ricchezza nelle molteplici e differenti manifestazioni del quotidiano, tra il già e il non ancora, profondamente radicati nella concretezza del presente umano e totalmente aperti alla presenza di Dio. In quest’ultima esperienza troveremo il nostro futuro”.

In questo tempo saranno molti i vescovi italiani che scriveranno alle proprie comunità presentando propri messaggi, iniziative, sussidi, etc.

“Nel volto del bambino Gesù, nato a Maria di Nazareth nella precaria dimora di Betlemme, Dio si lascia vedere e ci ravvisa; si consegna a noi umani e si lascia incontrare, si lascia toccare, abbracciare. Chiede, con i suoi riflessi e i suoi gemiti, come ogni neonato, uno sguardo amorevole e premurosa attenzione”, scrive l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice: “lasciamoci incantare dagli occhi innamorati di Maria e di Giuseppe che contemplano Gesù e dalla grazia tenera e affascinante con cui egli li guarda e li cerca”.    Gesù – è la preghiera del presule – “rendici sentinelle e portavoce delle attese frustrate della nostra gente: delle famiglie ferite e disgregate negli affetti; di quelle segnate dal dolore dei lutti causati dagli ultimi terrificanti eventi atmosferici o dalla mancanza di lavoro, di casa e di pane; degli anziani afflitti dalla solitudine, impossibilitati così ad arricchire del loro affetto e della loro sapienza le giovani generazioni; dei giovani che, nelle loro notti e alienazioni, attendono la prossimità della nostra grammatica umana attinta a quella meravigliosa e coinvolgente di Gesù, o che, in esodo dalla nostra terra, chiedono la cura responsabile delle pubbliche amministrazioni.

Rendici avamposti delle attese di chi conosce ancora la prevaricazione dei poteri mafiosi e del malaffare; di chi percepisce la politica lontana e indaffarata in beghe e interessi personali o di parte; di quanti fuggono dalle guerre e dalle povertà verso un Occidente che impone e diffonde nel mondo un’economia del profitto disumana e disumanizzante. Rendici credibili dinnanzi alle attese di chi chiede il volto di una Chiesa somigliante a Gesù, coerente con il Vangelo che annuncia, accogliente, povera e santa”.

A Pinerolo il vescovo,  mons.  Derio Olivero propone alcune occasioni per riflettere e approfondire il significato religioso e antropologico di questo tempo. Domenica 2 dicembre,  in piazza San Donato, alle ore 17 presenta e commenta alcuni dipinti sul tema del viaggio (fuga in Egitto e i magi) che saranno video proiettati sulla facciata della cattedrale. Dal 4 dicembre riprendono gli incontri Fede con Arte nella sala del Seminario. Nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, alla presenza del vescovo mons. Mariano Crociata, sono stati presentati i sussidi pastorali per l’Avvento e il Natale.

“L’obiettivo di questo materiale è fare in modo che coloro che a qualunque titolo operano e vivono nelle nostre comunità parrocchiali si sentano parte di una sola e unica comunità diocesana, che vive nel caso specifico il cammino che con l’Avvento introduce al Natale, altro tempo lungo che riporta al mistero dell’Incarnazione”, ha spiegato don Enrico Scaccia, coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato il materiale. Si tratta di quattro i sussidi a disposizione dei fedeli e delle comunità parrocchiali.

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