Dalle diocesi, la giornata dell'8 per mille per sostenere l'impegno nella pandemia

L'impegno dei vescovi in cifre

Ottoxmille
Foto: Ottoxmille
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Centri di accoglienza notturni per persone bisognose, per malati e le loro famiglie, orti solidali, mense, scuole primarie per bambini nei Paesi poveri, case di accoglienza per donne in difficoltà e per persone con fragilità, asili nido multietnici, accoglienza per persone senza fissa dimora. 

Sono alcune delle iniziative finanziate dalla Chiesa italiana attraverso i fondi dell’8 per mille. Una presenza costante, quella della Chiesa, anche nell’ultimo anno di pandemia. Un solo dato: fino ad oggi 237,9 milioni di euro provenienti dai fondi dell’8x1000 alla Chiesa cattolica italiana per far fronte all’emergenza Covid19. Sono stati attivati centinaia di progetti s supporto delle fasce più debli della popolazione del nostro Paese. 

“C’è un Paese che non ha mai smesso, nemmeno per un istante, di prendersi cura dei più deboli”, lo slogan. E domani, 2 maggio, si celebra la Giornata Nazionale dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Un’occasione per ricordare l’importanza di una scelta che può cambiare la vita di molti come è stato possibile toccare con mano in questo lungo periodo segnato da forti tribolazioni, dove la pandemia ha scavato in modo indelebile la vita di tutti, si legge sul sito: una “condizione particolarmente dura, in cui tante famiglie e persone sole non sono state sopraffatte dagli eventi grazie alla solidarietà di quei 13 milioni di italiani (dati 2019) che, con la loro firma, hanno contribuito a destinare alla Chiesa Cattolica l’8xmille del gettito IRPEF”.

E l’iniziativa durante la pandemia è di una portata senza precedenti che ha consentito alle Caritas diocesane di tutta Italia di aiutare migliaia di famiglie pressate per la prima volta dall’indigenza, prive di una qualsiasi fonte di reddito a causa della pandemia. Gli stanziamenti hanno permesso di “provvedere a generi alimentari, farmaci, prodotti per l’igiene; di pagare bollette, affitti, rate di mutui; di sostenere imprese famigliari e liberi professionisti piegati dalla crisi; di impedire che i debiti li spingessero nelle mani degli usurai e della malavita”. 

 

Un apporto rilevante a fianco di chi ha avuto più bisogno senza escludere i progetti già in corso come quelli che si possono vedere sul sito dell’8X1000 e come quelli caritativi a favore del Terzo Mondo. Nell’ultimo incontro sono stati approvati 87 progetti: 34 in Africa, 36 in America Latina, 15 in Asia e uno in Medio Oriente e uno per un progetto nell’Est-Europa. E ancora cura dei beni artistici e architettonici e tante iniziative pastorali e sociali in molte delle quasi 26.000 parrocchie italiane. 

È per questo che da domani è “importante che tutti, credenti e non credenti, ricordino che una firma per destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica rappresenta un gesto di comunione, di partecipazione e di solidarietà che va a beneficio di tutto il Paese”. 

 

E già da oggi sono impegnati i vescovi a sensibilizzare sul tema richiamando l’attenzione sulle migliaia di famiglie che sono state provate da sofferenze e lutti in questo tempo di pandemia. Tante comunità hanno perso i propri sacerdoti. La Chiesa ha potuto reggere l’urto della crisi e aiutare chi ne ha subito le conseguenze peggiori grazie ai cittadini che nella dichiarazione dei redditi hanno scelto di destinarle l’8 per mille dei propri contributi fiscali, evidenziano i vescovi della Lombardia: nel 2020 alle dieci diocesi della Lombardia sono arrivati, grazie all’8 per mille, 85 milioni di euro. Di tali risorse il 18,3% è stato utilizzato per opere di culto e pastorale, il 17,7% per la carità, il 54,3% per il sostentamento del clero, il 5,6% per l’edilizia di culto e il 4,1% per i beni culturali. Inoltre, sempre nel 2020, la Conferenza episcopale italiana ha destinato alla Lombardia ulteriori 16 milioni di euro, sempre tratti dai fondi dell’8 per mille, per la sola emergenza Coronavirus. Tali risorse sono state utilizzate – fanno sapere i presuli lombardi - per “aiutare le famiglie in difficoltà, rifornire di materiale sanitario ospedali e strutture sanitarie, aiutare comunità in cui erano presenti situazioni di forte fragilità”. 

Nella lettera, che i vescovi di Lombardia distribuiranno il 2 maggio, Giornata nazionale per l’8xmille, dal titolo “Gratitudine e impegno”, si evidenzia che a  fronte di questo impegno, tuttavia, “il numero di persone che nella dichiarazione Irpef esprime la propria preferenza per la Chiesa cattolica sta calando. A livello nazionale la quota di risorse raccolte con questa modalità e destinate alla Chiesa cattolica è del 77% (l’ultimo anno fiscale per cui è disponibile questo dato è il 2017) e rispetto agli anni precedenti il calo è di circa l’1% annuo. In Lombardia l’analoga percentuale si attesta sull’80%”. I vescovi “ringraziano coloro che – credenti e non – hanno permesso alla Chiesa cattolica di aiutare molte persone in situazioni di emergenza”. Proprio a motivo dei bisogni crescenti determinati dalla crisi che ancora continua ad aggredire i più deboli, i membri della Conferenza episcopale lombarda invitano i fedeli a contribuire al “flusso di bene” attivato dall’8 per mille alla Chiesa cattolica con sempre maggiore consapevolezza: “Insieme con il grazie, chiediamo un vostro aiuto e una maggiore assunzione di impegno” verso una scelta che non è solo “una questione economica, ma un evidente e incisivo atto di comunione ecclesiale”. 

 

Le Chiese di Lombardia “dimostrano, con questa lettera, di voler dare un messaggio di speranza, di unità e di solidarietà – commenta Attilio Marazzi, incaricato per la Lombardia del Servizio per il sostegno economico della Chiesa cattolica -. La Chiesa riceve e dona, a lei nulla rimane, tutto viene ridonato e condiviso con i più bisognosi. In questo senso la firma è un atto di comunione ecclesiale e di senso civico”.

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