Dalle diocesi, la Pentecoste celebrata come Festa dei Popoli

La festa dei popoli a Roma
Foto: Romasette
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Tempo di Feste dei Popoli o delle Genti nelle varie diocesi italiane in occasione della Pentecoste che si celebra domani, domenica 9 giugno. Molte le iniziative promosse in questi giorni come momento di incontro fra culture e popoli diversi.

E proprio alla vigilia della festa i vescovi del Lazio rivolgono un appello affinché “nelle nostre comunità non abbia alcun diritto la cultura dello scarto e del rifiuto, ma si affermi una cultura ‘nuova’ fatta di incontro, di ricerca solidale del bene comune, di custodia dei beni della terra, di lotta condivisa alla povertà”. Nella lettera inviata in occasione della Pentecoste e che sarà letta domani durante le celebrazioni della domenica i presuli invitano “ad una rinnovata presa di coscienza: ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtù di un ‘prima’ o di un ‘dopo’ sulla base dell’appartenenza nazionale”.

La conferenza episcopale del Lazio – guidata dal cardinale Vicario per la diocesi di Roma, Angelo De Donatis – rileva che “purtroppo nei mesi trascorsi le tensioni sociali all’interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti. Desideriamo  - scrivono - essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi.  Sappiamo bene che in tutte queste dimensioni di sofferenza non c’è alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo. È proprio a costoro che va l’attenzione del cuore dei credenti e – vogliate crederlo – dell’opzione di fondo delle nostre preoccupazioni pastorali”. Da certe affermazioni che “appaiono” essere “di moda” potrebbero – si legge nel testo - nascere “germi di intolleranza e di razzismo che, in quanto discepoli del Risorto, dobbiamo poter respingere con forza. Chi è straniero è come noi, è un altro ‘noi’: l’altro è un dono. È questa la bellezza del Vangelo consegnatoci da Gesù: non permettiamo che nessuno possa scalfire questa granitica certezza”. Da qui l’invito  a proseguire “il nostro cammino di comunità credenti, sia con la preghiera che con atteggiamenti di servizio nella testimonianza di una virtù che ha sempre caratterizzato il nostro Paese: l’accoglienza verso l’altro, soprattutto quando si trovi nel bisogno. Proviamo a vivere così la sfida dell’integrazione che l’ineluttabile fenomeno migratorio pone dinanzi al nostro cuore: non lasciamo che ci sovrasti una ‘paura che fa impazzire’ come ha detto Papa Francesco, una paura che non coglie la realtà; riconosciamo che il male che attenta alla nostra sicurezza proviene di fatto da ogni parte e va combattuto attraverso la collaborazione di tutte le forze buone della società, sia italiane che straniere”. Il “desiderio” dei vescovi è quello che tutte “le nostre comunità – con spirito di discernimento – possano promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, respingendo accenti e toni che negano i diritti fondamentali dell’uomo, riconosciuti dagli accordi internazionali e – soprattutto – originati dalla Parola evangelica.  Non intendiamo certo nascondere la presenza di molte problematiche legate al tema dell’accoglienza dei migranti, così come sappiamo di alcune istituzioni che pensavamo si occupassero di accoglienza, e che invece non hanno dato la testimonianza che ci si poteva aspettare. Desideriamo, tuttavia, ricordare che quando le norme diventano più rigide e restrittive e il riconoscimento dei diritti della persona è reso più complesso, aumentano esponenzialmente le situazioni difficili, la presenza dei clandestini, le persone allo sbando e si configura il rischio dell’aumento di situazioni illegali e di insicurezza sociale”.

E proprio lo spirito dell’incontro è al centro delle feste dei Popoli che vedranno cittadini di diverse nazionalità “presenti”.

Concittadini dei santi e familiari di Dio” è il tema della Festa delle Genti, che si svolge nella diocesi di Milano domani. La parrocchia scelta è quella di Santa Maria Assunta a Gallarate. Il clou della giornata sarà la Messa presieduta dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini e concelebrata dai cappellani dei migranti seguita dal pranzo comunitario e dalla festa con le comunità migranti.L’incontro fra culture e popoli diversi, facendo festa, insieme!” è il tema della settima edizione della Festa delle Genti, promossa dalla diocesi di Forlì-Bertinoro che inizierà domani pomeriggio con una sfilata con costumi tradizionali. A Salerno le 13 comunità straniere presenti sul territorio, unitamente alla comunità locale, si sono dati appuntamento, sempre domani pomeriggio, in piazza della Concordia per l’XI edizione della Festa dei Popoli.

Prima volta nella diocesi di Anagni – Alatri su iniziativa dell’ Ufficio Migrantes con l’obiettivo di celebrare “la ricchezza di culture che abitano il nostro territorio, favorire la conoscenza reciproca e lo scambio di esperienze”. La manifestazione avrà inizio alle ore 16.00 con i saluti del vescovo Lorenzo Loppa e della responsabile dell’Ufficio Migrantes Sabrina Atturo, la quale presenterà brevemente l’Ufficio e le sue attività. A seguire, si alterneranno le testimonianza di coloro che vivono o hanno vissuto, in maniera diretta o indiretta, l’esperienza della migrazione, dell’incontro con l’altro e dell’interculturalità. Prima edizione anche nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi anticipata da un torneo di calcetto con giovani di diverse nazionalità che si è svolto domenica 26 maggio nei campetti della parrocchia Santa Famiglia. Domani sarà possibile visionare una mostra fotografica e partecipare ad attività di scambio linguistico (tandem) e a giochi da tavolo e di società. Saranno inoltre visitabili l’angolo del commercio equo e solidale e lo stand delle nazioni, con oggetti e abiti dai diversi continenti.  Le manifestazioni legate alla Festa dei Popoli si concluderanno sabato prossimo,  15 giugno con la Tavolata Senza Muri che si terrà dalle ore 12 alle ore 16 nella Villa Comunale di Molfetta (piazza Garibaldi).

Giubileo dei Popoli”, sempre domani, nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla al santuario della Madonna di Ghiara con celebrazione eucaristica di Pentecoste presieduta da don Daniele Simonazzi. “… Nella stessa barca” è il titolo della festa che si svolgerà a Palermo. La manifestazione prevede per oggi un giro in una barca di canottaggio nella piaggia di Mondello (zona Charleston) mentre la festa si svolgerà al Foro Italico di Palermo domani nella passeggiata a mare, sotto gli alberi e nei prati attorno.

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