Dalle diocesi, la quotidiana lotta della Chiesa in Italia per sconfiggere la pandemia

I vescovi guariti, le iniziative di sostegno ma anche i molti morti

Fedele con mascherina
Foto: Diocesi di Roma
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Questa settimana sono giunte notizie positive sul fronte covid per la Chiesa italiana anche se continuano ad essere tanti i sacerdoti che muoiano dopo essere stati colpiti dal virus. All’inizio della settimana è giunta la notizia della negatività al virus del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna che ha subito ripreso l’attività ordinaria in presenza.

 In un messaggio inviato ai preti per comunicare l’esito negativo del tampone, ha anche chiesto di pregare per i sacerdoti deceduti, per quelli che hanno sofferto o stanno soffrendo per il covid, e per le tante persone colpite dal virus.

Ieri l’arrivo della notizia della guarigione anche del vescovo di Cassano all’Jonio, Francesco Savino. “Come contagiato, pur essendo stato colto in molti momenti da incertezza e timore, non si è mai affievolita la fiducia in Dio che ho sperimentato come liberazione dal male e attesa della guarigione. Ho avvertito di essere abbracciato dalla Grazia di Cristo alla quale mi sono abbandonato, certo che tutto ciò che accade ad ogni persona concorre al bene. Le preghiere e i pensieri, costanti e cordiali di tanti, mi hanno raggiunto come carezze a rafforzare la consapevolezza che l’Amore di Dio vince tutto”, ha scritto il presule alla diocesi ringraziando “per le ondate di speranza ed affetto che mi avete donato, incoraggiandomi quando i sintomi acuivano la paura e la sfiducia prendeva il sopravvento. Non dobbiamo nasconderlo mai: la nostra umanità è fragile di fronte alla sofferenza!”. E poi il pensiero “ai tanti ammalati che non ce l’hanno fatta, a quanti stanno lottando per guarire, ai tanti operatori sanitari e socio-sanitari che mi hanno sostenuto e che ogni giorno sostengono il cammino terapeutico degli ammalati, ed in particolare degli ammalati di Covid”.

E poi la guarigione, anche, del vescovo di Adria-Rovigo, Pierantonio Pavanello. Il presule “avendo bisogno di osservare ancora alcuni giorni di riposo, prevede di riprendere le attività pubbliche alla fine della prossima settimana” e ringrazia i medici e gli altri operatori sanitari che lo hanno seguito durante la malattia. Mons. Pavanello “rinnova la sua riconoscenza alle molte persone che lo hanno accompagnato con la loro vicinanza e la loro preghiera. Un ringraziamento anche ai media locali per l’attenzione. Anche a partire dall’esperienza vissuta, assicura la sua preghiera e il suo ricordo a quanti sono provati dall’epidemia, in primo luogo gli ammalati e i loro familiari, le famiglie che hanno perso un loro caro e gli operatori sanitari, in prima linea nella lotta contro il virus”, spiega la diocesi.

E ieri l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, Lorenzo Ghizzoni, ha celebrato una Santa Messa per le vittime del virus affidandole alla misericordia di Dio e pregare per chi lotta contro la malattia. 

Purtroppo però i dati della pandemia nel nostro Paese non sono rassicuranti con migliaia di contagiati e centinaia di morti ogni giorno. Tra questi anche molti sacerdoti: oltre 200 (204) secondo il quotidiano della Cei “Avvenire” che ne conta 80 solo nella seconda ondata. Quattro i decessi nei primi giorni dell’anno: p. Giancarlo D’Andrea, 79 anni a Roma; don Francesco Toffoli, 80 anni della diocesi di Vittorio Veneto; mons. Giovanni Battista Tiacci, 84 anni della diocesi di Perugia-Città della Pieve e mons. Vittorio Santandrea, 78 anni, della diocesi di Faenza-Modigliani. E continua l’impegno della chiesa italiana a fianco dei più bisognosi in questo tempo di pandemia.

La diocesi di Sessa Aurunca ha affidato, questa settimana all’Asl di Caserta i locali situati nella struttura del Centro Pastorale diocesano ‘Ss. Casto e Secondino’, per le esigenze operative del Distretto Sanitario n.14, finalizzate alla prevenzione del contagio da COVID-19. Gli spazi, per i prossimi sei mesi, sarà in regime di comodato d’uso gratuito, a disposizione degli operatori sanitari. “Felici di essere disponibili nelle necessità del territorio per contribuire alla tutela di chi si impegna per la cura della salute pubblica”, ha detto il vescovo Orazio Francesco Piazza.

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