Dalle diocesi, le vocazioni in Italia una giornata di preghiera e riflessione

I giovani e la vocazione
Foto: Chiesa di Milano
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Domani, domenica, 56ª Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni sul tema “Il coraggio di rischiare per la promessa di Dio”.

Sul tema nei mesi scorsi papa Francesco ha scritto un messaggio mentre l’ Ufficio Cei per la pastorale delle vocazioni ha preparato alcuni Sussidi sul tema per accompagnare la celebrazione di questa Giornata che avranno momenti nazionali  in varie diocesi dell’ Emilia Romagna.

In questa regione le celebrazioni sono iniziate lo scorso 4 maggio con un pellegrinaggio alla B.V. di S. Luca a Bologna. Domenica scorsa una iniziativa lungo le strade della città  mentre per oggi, a Reggio Emilia, Festival della Vocazione e domani a Ravenna, nella Basilica di San Giovanni Evangelista, una celebrazione eucaristica trasmessa anche su Rai Uno, presieduta dal vescovo Lorenzo Ghizzoni.

Molti anche le iniziative diocesane e alcuni messaggi  dei come il presule di Chioggia, Adriano Tessarollo sul settimanale diocesano “Nuova Scintilla” mentre a Vicenza, oggi pomeriggio iniziativa nel seminario a Borgo Santa Lucia per un momento di incontro, formazione, condivisione, memoria e preghiera.

“Dopo il Sinodo voluto da papa Francesco sul tema Giovani, fede, discernimento vocazionale, desideriamo – si legge sul sito della diocesi -  che l’anniversario possa diventare una occasione significativa per tutta la nostra Diocesi, per le nostre parrocchie, associazioni e movimenti, perché come credenti, siamo tutti chiamati a riscoprire sempre, e in modo nuovo, il significato della Vocazione come invito di Dio a seguirlo dentro i bisogni di questo nostro mondo e questo nostro tempo”.

La giornata si concluderà con la veglia vocazionale in cattedrale presieduta dal vescovo, Beniamino Pizziol. Nella diocesi di Termoli-Larino il Centro Diocesano Vocazioni “LaSorgente”  invita i giovani e i meno giovani a partecipare ad un incontro di riflessione e preghiera nel quale “avremo il dono di ascoltare la testimonianza dei genitori e del fratello di Carlotta Nobile (Benevento 1988 – 2013; www.carlottanobile.it) scelta dal Sinodo dei Vescovi su “giovani, fede e vocazione”  come testimone, insieme a tanti altri beati”.
Carlotta è la santa “della porta accanto”. Una vita bella, appassionata, tesa alla ricerca del vero e del bello in tutte le sue forme: storica dell’arte, violinista di successo, direttrice artistica, blogger, scrittrice, educata ad una fede tradizionale, ma vissuta tra i giovani “lontani” dalla chiesa, non era parte di un gruppo ecclesiale, di un movimento o di un’associazione cattolica, eppure ha vissuto “come se vedesse l’invisibile” cercando sempre di andare “oltre”, fino a quando, durante la malattia scopre la fede, la serenità e la gioia di sentirsi figlia amata dal Padre!, si legge ancora nella nota.

Questa settimana anche la notizia riportata da “Il Foglio” che riprendeva un commento dell’ex direttore del Wall Street Journal, Gerard Baker sul silenzio delle gerarchie cattoliche sul tema dei vescovi “silenti sui cristiani perseguitati!. Una notizia che “sorprende”, evidenzia la diocesi di Perugia-Città della Pieve che  ricorda come l’arcivescovo, il cardinale  Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, è “tutt’altro che silenzioso sulle stragi di cristiani in diverse zone del mondo, in particolare nello Sri Lanka. I

l presidente della Cei è intervenuto su questo inquietante argomento nell’omelia di Pasqua, il 21 aprile, pronunciata in una gremita cattedrale di San Lorenzo di Perugia e due domeniche dopo, il 5 maggio, nella stessa cattedrale perugina, in occasione della solenne celebrazione eucaristica di accoglienza al suo nuovo vescovo ausiliare, mons. Marco Salvi, e di saluto al predecessore, mons. Paolo Giulietti, arcivescovo eletto di Lucca, davanti a una decina di vescovi, ottanta sacerdoti e diverse centinaia di fedeli umbri e toscani”.

In queste circostanze, ricorda la diocesi perugina nella nota ripresa dal Sir, “non solo il cardinale Bassetti ha denunciato come ‘il martirio e la persecuzione dei cristiani continuano, perché i cristiani appartengono a Cristo e perché con la loro vita sanno andare controcorrente’ ma anche annunciato che visiterà il prossimo agosto Colombo, nello Ski Lanka, dove si sono verificati degli attentanti nei confronti di chiese cattoliche con diversi morti’. Un viaggio per “portare la solidarietà della nostra Chiesa ed anche il conforto a tanti cristiani perseguitati per Cristo che aveva detto con tanta chiarezza: ‘Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi’. Essere perseguitati nel nome di Gesù è segno dell’Evangelo”.

In questa settimana ad Assisi il convegno dei direttori diocesani per le comunicazioni sociali, promosso dall’Ufficio nazionale Cei diretto da don Ivan Maffeis con la partecipazione di molti direttori provenienti da diverse parti d’Italia.

 

 

 

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