Dalle diocesi, l'impegno dei vescovi per una Settimana Santa in emergenza sanitaria

La liturgia on line, le donazioni per ospedali e carità, sacerdoti e religiosi e morti e malati

Non ci sarà la via crucis al Colosseo
Foto: pd
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Domani, Domenica delle Palme, inizia la Settimana di Passione, morte e Resurrezione di Gesù. Messe e funzioni religiose, compresa quella della domenica di Pasqua, saranno celebrate senza fedeli, che potranno seguirle solo in tv o sui social. 

La Conferenza Episcopale Italiana, attraverso l’ ufficio liturgico, ha anche preparato, per accompagnare la Settimana Santa e il Triduo Pasquale, un sussidio liturgico nel quale si invita a “non rinunciare a vivere la Pasqua, pregando e addirittura celebrando, non solo attraverso le diverse forme possibili di comunione spirituale alle celebrazioni che questo anno avverranno senza concorso di popolo”.

Oltre a diversi momenti di preghiera la Chiesa Italiana è anche molto presente sui territori maggiormente colpiti per essere vicini ai malati, agli operatori sanitari e alle istituzioni locali cin diverse donazioni.  10 milioni di euro provenienti da donazioni e dall’otto per mille oltre a mezzo milione di euro vanno alla Fondazione Banco Alimentare Onlus; 6 milioni di euro e ha aperto una raccolta fondi per sostenere le strutture sanitarie oltre alla disponibilità di diverse strutture messe a disposizione per la Protezione Civile, i medici e le persone in quarantena.

Diversi istituti religiosi, decine le diocesi che hanno dato la propria disponibilità per oltre 500 posti, dal Nord al Sud. A queste si aggiungono circa 20 diocesi che hanno impegnato più di 25 strutture per oltre 300 posti nell’accoglienza di persone in quarantena e/o dimesse dagli ospedali. E ancora una ventina di diocesi che hanno comunicato di aver messo a disposizione quasi 300 posti per l’accoglienza aggiuntiva di persone senza dimora, oltre all’ospitalità residenziale ordinaria che tiene conto delle misure di sicurezza indicate dai Decreti del Governo.

Una Pasqua che non dimenticheremo, dice il vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada, in un video messaggio alla diocesi sottolineando che stiamo assistendo a tanto dolore: “il dolore non ha l'ultima parola, come la morte non ha avuto l'ultima parola su Gesù”, dice.

Ieri sera da Premolo, in diocesi di Bergamo, il vescovo Francesco Beschi, durante la Via Crucis, ha detto che “la croce ha questa potenza incredibile di rappresentare tutte le forme di dolore. Su di essa è salito Gesù: segno del dolore del mondo ma anche dell’amore più grande, che fa sì che il dolore non ci consegni alla disperazione. Il dolore fisico, del corpo, della mente e dei sentimenti è capace di mangiarci l’anima. Quando una persona è provata nel dolore sembra che tutto si concentri su questo. E’ come una calamita da cui viene attratto tutto quanto”. Ma se anche il dolore “sembra morderci fino in fondo e portarci via l’anima”, ha sottolineato il vescovo “sappiamo che in questi momenti Gesù e il crocifisso, segno dell’amore, non ci abbandonerà. Custodiamo la nostra anima, difendiamola, consegnandola nelle mani di Dio”.

Il vescovo di Prato, Giovanni Nerbini, ha scritto un messaggio di saluto e vicinanza rivolto agli anziani e ai malati “in questo momento difficile nel quale, le pesanti limitazioni imposteci dalla pandemia provocata dal coronavirus, rendono ancora più gravosa la vostra condizione privandovi spesso dei già ridotti contatti umani necessari ed accrescendo non poco i disagi. Quello che spesso rappresentava in molti casi l’unico elemento di consolazione e di conforto, cioè la visita del parroco o del ministro straordinario della comunione con i sacramenti della Riconciliazione e della SS. Eucarestia, è venuto a mancare non per pigrizia e neanche per paura dei sacerdoti i quali avrebbero desiderato continuare il loro servizio abituale presso le vostre case (non pochi avevano deciso di continuare anche la benedizione delle famiglie), ma a causa del pressante appello prima, e del divieto assoluto da parte dell’autorità civile poi, a muoversi e frequentare le case delle persone più fragili o malate onde evitare contagi che potevano rivelarsi fatali”.

Perché non vi stanchiate perdendovi d’animo”,  è il titolo della lettera del vescovo di Cassano allo Ionio, Francesco Savino, per la Settimana Santa nel quale sottolinea che oggi più che mai, “impediti a incontrarci da un’emergenza sanitaria che ci impegna a non uscire di casa, riconosciamo la fraternità che ci unisce a tutti coloro che sono al di là della nostra porta, oltre le mura che ci proteggono”. Lettera anche dal vescovo di Cerreto Sannita – Telese - Sant’Agata de’ Goti, Domenico Battaglia, nella quale sottolinea che il Covid19 “ha messo a nudo la fragilità di questo nostro mondo, l’inconsistenza di ciò in cui pensavamo di aver trovato la chiave risolutiva di tutti i nostri problemi, la gracilità di quell’economia, che sia a livello locale, sia a livello globale, è stata ritenuta l’unica meta ed è stata vista e osannata come l’unica via, che al di fuori di ogni regola, porta l’umanità verso la felicità sulla terra”.

Il vescovo di Crema, Daniele Gianotti, ha scritto ai sacerdoti evidenziando che “il mistero della croce del Signore è mistero di gloria, di speranza, di rinnovamento di ogni cosa. Le fatiche di questi giorni, vissute con fede e generosità grandi, ci apriranno la porta a una più vera e lieta partecipazione alla novità di Cristo, anche per la nostra vita di presbiteri”.  

Nella diocesi di Rossano-Cariati affidamento alla patrona, Maria Ss. Achiropita. La supplica, nella cattedrale di Corigliano-Rossano sarà guidata dall'arcivescovo, Giuseppe Satriano alla presenza del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, in rappresentanza di tutti i sindaci dei comuni del territorio. Nei primi giorni della Settimana Santa, a partire da lunedì 6 aprile - si legge in una nota - l'arcivescovo attraverserà i vari comuni portando con sé la croce di San Francesco di Paola, “segno a cui è legato con affetto il cuore di tutti”. La reliquia viene messa a disposizione dai Padri Minimi della comunità di S. Francesco di Paola, presente nell'area urbana di Corigliano, che "con gioia" hanno aderito al progetto della Chiesa locale.

La diocesi di Lodi ha ricevuto la visita dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Ad accoglierlo il vescovo Maurizio Malvestiti. Mons. Delpini è sceso nella cripta della cattedrale, e insieme a mons. Malvestiti ha recitato una preghiera ai piedi dell'urna di San Bassiano, che fu amico e maestro del primo vescovo milanese. Delpini ha anche scritto un “Messaggio di Speranza” alla diocesi ambrosiana in un contesto inedito come quello che stiamo vivendo a causa dell'emergenza coronavirus invitando i credenti a essere “sempre lieti nel Signore”​.

Il Virus non ha risparmiato  sacerdoti e religiose e religiose in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Campania, Liguria…In Piemonte nei giorni scorsi due decessi. Tra questi il segretario particolare di mons. Bettazzi, don Pierfranco Chiadò Cutin di 72 anni. Finora i preti diocesani morti sono 90. Altri sono ricoverati. Ricoverati anche il card. Angelo De Donatis, vicario del papa per la diocesi di Roma, il vescovo di Pinerolo, Erio Olivero. Di ieri è la notizia della positività al Covid 19 del vescovo di Caltagirone, Calogero Peri, ricoverato all’Ospedale “Gravina” di Caltagirone. “Facendo la volontà di Dio teniamoci uniti nella preghiera”, ha scritto nella chat dei sacerdoti.

 

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