Dalle diocesi, vescovi e fedeli si preparano alla Settimana Santa

Ancora prudenza a causa della pandemia e preghiere per la guerra in Ucraina

Processione della domenica delle Palme
Foto: Diocesi di Cremona
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Da domani per la Chiesa Cattolica inizia una Settimana densa di appuntamenti. È la Settimana Santa durante la quale si ripercorrono la passione, morte e resurrezione di Gesù. Con il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza, viene offerta la possibilità di “una prudente ripresa”, come evidenzia la Cei che, precisa, invita a “senso di responsabilità e rispetto di attenzioni e comportamenti per limitare la diffusione del virus”.

Il Triduo pasquale “ci invita alla partecipazione del mistero d’amore di Gesù Cristo che si offre per ogni uomo nel sacrificio della Croce”, ricorda il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro, che, in un messaggio alla diocesi, il primo del suo ministero, evidenzia come sono “molti i motivi di apprensione e di difficoltà: nel mondo deflagrano scenari di guerra con il rischio di carestie e di povertà ulteriore. Sono molte le persone che si sentono disorientate, spaventate e deluse perché si sentono sole di fronte a una sfida che appare insormontabile. È per queste persone – scrive - che Gesù si è fatto prossimo: è per loro che Gesù ha voluto vivere la solitudine del Getsemani, del processo, della croce e del sepolcro. È venuto per coloro che si sentono soli nel momento opprimente e drammatico della sofferenza: Gesù è lì, accanto a loro, sulla Croce”. E poi l’invito a cercare “Gesù nei poveri, nei sofferenti, nei malati, nei carcerati, nelle persone che si sentono sole e lontane da Dio! Rendiamo perciò testimonianza di ciò che abbiamo udito e visto, parliamo loro della risurrezione vittoriosa di Gesù e potremo così testimoniarlo come prossimo di ciascuno, il Dio-Con-Noi, l’Emmanuele!”. 

Tante le iniziative in tutte le diocesi a partire domani con i vescovi che presiederanno le celebrazioni della domenica delle Palme. Ieri sera anche tanti momenti con la Via Crucis per le città.

A Pavia due i crocifissi simbolo. Ieri sera durante la Via Crucis cittadina la croce portata in processione è stata quella realizzata in legno alla Casa del Giovane su progetto dei detenuti del carcere di Torre del Gallo e su proposta del cappellano don Dario Crotti. In Cattedrale, invece, da martedì scorso è esposta alla devozione dei fedeli la Croce della Misericordia, opera dipinta a mano dalla volontaria Luigia Aragozzini e dai detenuti del carcere di massima sicurezza di Paliano (Frosinone), benedetta da Papa Francesco il 14 settembre 2019 e conosciuta per la sua capacità di “parlare” ad ogni detenuto attraverso le immagini dipinte che rappresentano la liberazione di S.Paolo e di S.Pietro dalla prigione, alcune donne carcerate, dei volontari che dedicano il loro tempo libero; ai piedi della croce il popolo orante, la Polizia penitenziaria e i detenuti condannati a morte.

Via Crucis cittadina - dalla basilica di S. Giorgio fuori le Mura alla chiesa del Crocifisso - a Ferrara venerdì prossimo, 15 aprile, presieduta dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego. “Per tutte le parrocchie della città è un momento di crescita nella comunione, un modo per esprimere una Chiesa in cammino, che incontra e annuncia la Croce di Cristo”, spiega la diocesi. Al tempo stesso, vuole essere “un percorso che interseca le gioie, le speranze, le tristezze, le angosce della nostra gente, soprattutto delle famiglie e delle persone che sono nella sofferenza, nel disagio, in questo tempo non facile. Il Crocifisso di S. Luca è un santuario straordinario di Ferrara, che indica una spiritualità originale della nostra Chiesa. Con la processione del Corpus Domini, la Via Crucis del Venerdì Santo lungo le strade, vuole essere la manifestazione pubblica della fede di un popolo. La pratica della Via Crucis insieme (sicuramente saranno maggiormente coinvolte le parrocchie del Vicariato urbano, ma sono invitate anche le altre cittadine) nulla toglie al Triduo Pasquale che si vive nella propria comunità parrocchiale – Messa in Coena Domini, la Liturgia della Croce, la Veglia pasquale - ma aggiunge un gesto comune di fede, un cammino tra le case per affermare il valore e la centralità della Croce, dell’umanità di Gesù. L'arcivescovo invita pertanto i presbiteri, unitamente ai diaconi, ai consacrati e a tutti i fedeli della città a preparare bene questa celebrazione, in collaborazione con il Vicario zonale e le parrocchie di S. Luca e S. Giorgio, e a favorire la più larga partecipazione”. 

A Bologna, oggi, in Piazza Maggiore l’arcivescovo, il card.  Matteo Zuppi benedirà i rami d’ulivo sul sagrato di San Petronio e poi presiederà la Veglia diocesana delle Palme in Basilica. Alle ore 21.45 assisterà al concerto intercarismatico “Musica e testimonianze” che concluderà la Missione cittadina “Ascolta la pace. Annuncio della Pasqua alla città” della Zona pastorale “San Pietro”. Nel pomeriggio alle ore 17.30 in Cattedrale (via Indipendenza, 7) il card. Zuppi celebrerà la Messa per la Missione cittadina. Domani la benedizione dei i rami d’ulivo e la Messa della Domenica delle Palme nella chiesa di San Giovanni in Monte. I fedeli – spiega la diocesi - secondo le indicazioni della Lettera della Presidenza Cei in merito alla fine dello stato di emergenza Covid-19, terranno nelle mani l’ulivo, evitando consegne o scambi di rami. Lunedì, sempre a Bologna, nella chiesa del Santissimo Salvatore la Veglia di preghiera in memoria dei martiri del nostro tempo proposta dalla Comunità di Sant’Egidio e presieduta dal porporato mentre martedì mattina il card. Zuppi consegnerà ai bambini profughi ucraini le “Scatole della pace” donate dalle scuole bolognesi grazie al progetto “Adotta un nonno – Ucraina”. 

A Savona, oltre alle celebrazioni per la Domenica delle Palme, domani apertura dell’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione e canonizzazione di Vera Grita, insegnante di scuola elementare, cooperatrice salesiana e promotrice dell’Opera dei Tabernacoli Viventi. Il 26 maggio la Congregazione delle Cause dei Santi ha comunicato infatti al vescovo Calogero Marino,  il nulla osta da parte della Santa Sede all’apertura della dell’inchiesta diocesana. La causa è stata avviata il 22 dicembre 2019, 50esimo anniversario della morte di Vera Grita, con la presentazione del supplice libello al vescovo da parte del postulatore don Pierluigi Cameroni.

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