Dalle diocesi, violenza nelle carceri e sulle donne, giovani immigrazione e vita

In carcere, la violenza un tema allo studio delle diocesi italiane
Foto: ACI Prensa
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zIn questi mesi anche le diocesi italiane si sono preparate dedicando momenti di dibattito e proposte sulle problematiche del lavoro. Ieri a Campobasso, un incontro pubblico per raccogliere le problematiche, le speranze e i sogni legati al mondo del lavoro dei giovani del Molise su iniziativa della diocesi di Campobasso Bojano, attraverso la Pastorale del Lavoro, la Scuola di Cultura e Formazione Socio-Politica e il Progetto Policoro. E’ stato anche illustrato il progetto “Un Paese per Giovani”. 

E per i giovani che intendono impegnarsi in politica sempre ieri, l’inizio a Milano di un corso di formazione politica promosso dalla Diocesi in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Istituto per gli studi di politica internazionale e la rivista dell’Unione giuristi cattolici italiani, Iustitia. La prima tappa iniziata – e che si  concluderà oggi – ha come tema “È possibile una società senza politica?”.

 Ieri anche la la proiezione di video interviste ai giovani mentre oggi sono previste relazioni di Antonio Villafranca (ricercatore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale) sulla situazione internazionale e di Piero Bassetti (imprenditore, già presidente della Regione Lombardia e deputato) e Roberto Mazzotta (banchiere e politico, già presidente di Cariplo e di Banca Popolare di Milano) su globalizzazione e rivoluzione tecnologica. Nel pomeriggio ragioneranno su economica e finanza Simona Beretta (economista dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) e Andrea Perrone (giurista). Altri momenti il 10 e l’11 novembre su “Perché è in crisi la politica tradizionale?”, il 19-20 gennaio “Che cosa è il bene comune?” e il 23 e 24 febbraio “Le istituzioni: perché?” all’Istituto Paolo VI a Brescia.

“Da un lato, troviamo sempre meno persone che si recano alle urne, dall’altro, sta uno stile improvvisato d’amministrazione: noi crediamo che non possa esistere un mondo senza politica e confidiamo di ritrovare il senso profondo che deve guidare ogni cristiano che decide d’impegnarsi in un ambito oggi poco di moda ma strategico per in bene del Paese”, spiega don Walter Magnoni, responsabile del Servizio diocesano per il Lavoro e Vita Sociale. “Nell’attuale complessa e fragile situazione politica italiana – aggiunge Benito Perrone, condirettore di Iustitia e vicepresidente centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani – è che c’è bisogno di politici che conoscano la politica e sappiano fare politica; di amministratori che sappiano amministrare e sappiano che cosa amministrano; di legislatori che sappiano scrivere le leggi; di cittadini che sappiano che cos’è la città, che cos’è la cittadinanza, che conoscano la Carta costituzionale che li governa”.

In questa settimana in Campania, ad Aversa, la diocesi, attraverso la Caritas diocesana e l’Ufficio per la Pastorale sociale hanno proposto un momento di riflessione su una questione di particolare rilevanza nel nostro territorio e nel nostro tempo. “Il reato e la pena carceraria: responsabilità personali e condizioni sociali” è stato il tema che ha voluto sollecitare un’attenzione non occasionale per una crescita della comunità territoriale, non solo etica e culturale, ma anche sociale ed economica.

Tema sociale anche nella diocesi di Bolzano-Bressanone con un incontro sul tema “Succede frequentemente e ovunque“ per una cultura attenta e responsabile della prevenzione alla violenza sessuale.

Ogni anno il gruppo di lavoro “Prevenzione di abusi sessuali e violenze” organizza un convegno con lo scopo di sensibilizzare e formare i collaboratori pastorali, le associazioni ecclesiastiche per “sfatare il tabù degli abusi sessuali e della violenza”, ha affermato il presidente del gruppo di lavoro don Gottfried Ugolini che ha ricordato come la Diocesi di Bolzano-Bressanone sia una delle poche diocesi italiane che affronta questo tema e propone dei passi concreti. “Tuttavia rimane ancora molto da fare e si necessita di una maggiore collaborazione interna e di una rete con tutte le istituzione della regione”, ha spiegato don Ugolini.

“Come Chiesa e come società siamo responsabili nell’assicurare una crescita armoniosa di bambini e giovani”, ha affermato durante il convegno il vescovo, mons. Ivo Muser sottolineando che “il silenzio si è spezzato – anche grazie ai media. È stato un percorso di sofferenza e anche vergognoso, ma alla fine è un bene che questa bomba sia esplosa”, ha commentato il presule che si è poi soffermato sul fatto che bisogna passare da una cultura della soppressione a una cultura dell’attenzione, della percezione sveglia e attenta. “No a una cultura in cui non si interviene e sì a una cultura di trasparenza, di apertura e di corresponsabilità”, ha concluso mons. Muser.

Al Convegno sono stati invitati due relatori: Heinrich Keupp che ha parlato del tema “Violenza sessuale nelle istituzioni religiose – risultati e contributi per il lavoro di prevenzione”. Keupp ha presentato due studi in merito alla rielaborazione di violenze e di abusi sessuali che sono stati effettuati presso i Conventi benedettina a Ettal (Baviera) e a Kremsmünster (Alta Austria). In tale contesto egli ha indicato che questa rielaborazione porta lo sguardo ad un passato che per molto tempo è stato represso e tale sguardo si riferisce sia ai turbamenti dei bambini e dei giovani, sia al contesto di violenza. In questo modo si può stabilire un percorso di prevenzione.

“La violenza sessuale: diffusione, vittime, fattori” questo era il titolo dell’intervento di Federica Santangelo, in cui la relatrice ha parlato di un’indagine condotta a livello europeo dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali sulla violenza sessuale nei confronti delle donne. L’indagine svolta ha indicato che in Europa una donna su tre è vittima di violenza. Il 33% di tutte le donne di età compresa tra i 15 e i 74 anni ha subito violenza (sono 62 milioni di donne interessate). “Non possiamo più ignorare le conseguenze gravose per le nostre famiglie, le nostre comunità, la società in generale”, ha concluso la relatrice Santangelo.

Alla vita è dedicato anche il convegno pastorale diocesano  della diocesi di Mazara del Vallo. “La Chiesa riceve la vita da Dio”, “La Chiesa custodisce la vita” e “La vita contro ogni cultura di morte” sono i temi sui quali si è discusso lungo il percorso tracciato dal Piano pastorale presentato dal Vescovo, mons.  alla comunità diocesana meno di un mese fa in Cattedrale. I lavori del Convegno proseguiranno anche oggi con il primo talk show sul tema “La Chiesa custodisce la vita”, con le testimonianze, tra le altre, di Giovanni Di Paola e Paola Geraci.

Nel pomeriggio, alle 15, talk show sul tema “La vita contro ogni cultura di morte” con Alessandra Camassa, Presidente Tribunale Marsala, Giuseppe Vitale, caposcorta giudice Antonino Caponnetto, Giuseppe Paliaga e Anna Rita Pinzino, amici del Beato Pino

Puglisi ed Enrico Colajanni, fondatore “Libero futuro”. Alle 18,30 interverrà il Vescovo e si concluderà con la preghiera conclusiva. Tra le testimonianze di questo convegno anche quella di Stephen Akhibi, il giovane nigeriano scampato alle persecuzioni e sbarcato in Sicilia qualche anno fa. Stephen dentro la comunità “L’approdo sicuro” ha conosciuto Melinda Barbera, 34 anni, già responsabile diocesana dell’Azione cattolica ragazzi. È con lei che ha iniziato un percorso cristiano: “Durante la prima messa nella parrocchia Cristo Re c’era un battesimo – ricorda Melinda a Condividere, il giornale diocesano – lui vide quella bambina e si commosse”. Melinda è stata la sua madrina quando, il 30 aprile dello scorso anno, ha ricevuto il battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. “Quando non conosci Gesù sei una persona vuota – dice Stephen a Condividere – lui è la vita. In lui ho trovato gioia e speranza”. “A volte faccio poco rispetto a quello che potrei – dice ancora Melinda – l’esperienza bella di Stephen la vivo come un dono, il suo sorriso e la sua fede testimoniano il Vangelo. Una bella ricchezza per la Chiesa, una risorsa per tutti”.

E rimanendo al Sud, nella diocesi di Nardò-Gallipoli,  è online e disponibile su tutte le più importanti piattaforme, l’app “Diocesi Nardò Gallipoli” con la quale la diocesi salentina punta ancora di più sulla nuova comunicazione, quella veloce, moderna ed accessibile a tutti, sfruttando i canali più avanzati. Una applicazione che vuole - spiega la diocesi  - “semplificare e rendere più vicine a tutte le persone le ricche proposte della vita diocesana”.

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