Città del Vaticano , mercoledì, 14. gennaio, 2026 16:00 (ACI Stampa).
Quanto considerare ai “Delicta Graviora” spesso il pensiero va agli abusi sessuali . Ma non si tratta solo di questo. Si tratta di delitti contro il Sacramento dell'Eucaristia, contro il Sacramento della Riconciliazione e poi quelli commessi dai sacerdoti che acquisiscono e divulgano materiale pedo-pornografico, o chi violando la disciplina della Chiesa cattolica, tenta di conferire l'ordine sacro a una donna.
Ad occuparsene è il Dicastero per la Dottrina della Fede che ora propone un corso intensivo per capire ed affrontare le questioni che si pongono anche a livello pastorale.
Per comprendere di cosa si tratta con i “Delitti più gravi” (“Delicta Graviora”) , oltre la bene nota questione degli abusi sessuali commessi da un chierico con un minore al disotto dei 18 anni di età, ci sono quelli meno pubblicizzati dell' asportazione o la conservazione a scopo sacrilego o la profanazione delle ostie consacrate, la dimostrazione diretta del sigillo sacramentale nel sacramento della Confessione, o l'assoluzione concessa dal confessore al proprio complice nel peccato contro il sesto Comandamento del Decalogo.
Giovanni Paolo II nel 2001 con il “Sacramentorum sanctitatis tutela”, riserva alla Dottrina della Fede la competenza per trattare le questioni.
Il testo “Normae de gravioribus delictis”, è stato aggiornato nel 2010 da Papa Benedetto XVI, che aggiunse i delitti contro la fede: eresia, apostasia e scisma e il tentato conferimento dell'ordine sacro a una donna, come puro l'ascolto indiretto della confessione di un'altra persona o la sua registrazione o divulgazione. Le norme dei 2010 sui Delicta Graviora inserivano anche la detenzione e divulgazione da parti di sacerdoti e diaconi di materiale pedopornografico, e elevavano da 10 a 20 anni i termini per la prescrizione dei casi denunciati di abusi sessuali di chierici su minori, da calcolare dopo il 18° anno di età delle vittime.




