Diario del Sinodo, i circoli minori propongono i propri contributi

Sul tavolo la proposta di un rito amazzonico per la celebrazione della Messa

L'Assemblea sinodale al termine dei lavori
Foto: MM ACI Stampa
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Proseguono i lavori dell’Assemblea speciale dell’Amazzonia del Sinodo dei Vescovi. Presentate le relazioni dei circoli minori. “Non sono relazioni conclusive - ha precisato Padre Giacomo Costa, Segretario della Commissione per l’Informazione - ma testi per rendersi conto dei passi fatti. Si vede che il dibattito e la discussione sono aperti, si cerca di ascoltare le differenze perché ognuno ha qualcosa di importante da dire e il Sinodo deve cogliere il contributo di ciascuno. Non sono reazioni conclusive ma impressioni offerte dai partecipanti. Nessuno può ancora parlare nemmeno lontanamente a nome del Sinodo, la proposta finale verrà offerta al Santo Padre: il Sinodo non è un organismo deliberativo”.

“Portiamo la nostra esperienza della vita religiosa insieme ai popoli indigeni. Apriamo nuovi cammini per la Chiesa, sia un Sinodo che abbia ripercussioni universali per una ecologia integrale. Dobbiamo andare oltre i nostri timori, essendo mistici e profetici. E’ il momento di rispondere alle necessità di rinnovare la nostra presenza nel contesto amazzonico. Bisogna dare alla donna un ruolo sempre più consolidato”, ha auspicato Suor Daniela Adriana Cannavina, delle Suore Cappuccine di Madre Rubatto, Segretaria Generale della CLAR.

“E’ una esperienza unica quella del cammino sinodale, è il mio ottavo Sinodo  - ha spiegato l’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione - e si provoca sempre una emozione intellettuale sempre più profonda. In questo Sinodo siamo provocati a riflettere su come la Chiesa si ponga in un periodo e in un contesto come quello che stiamo vivendo. Facciamo esperienza di cosa significa l’universalità della Chiesa, ponendo il rispetto per popoli e culture diverse. La Chiesa è una ma è composta da popoli diversi e ciò implica il riconoscimento della complementarietà. Ogni popolo ha qualcosa da dire, perché il patrimonio comune possa essere compreso e interpretato. Ogni cultura ha elementi che ci fanno recepire la grandezza della realtà cristiana". Sul tavolo - ha aggiunto Monsignor Fisichella - la proposta di un rito amazzonico ad hoc per la celebrazione della Messa.

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