Don Di Noto: la piaga degli abusi è mondiale, non è solo una questione della Chiesa

Don Di Noto nella giornata per i bambini vittime della violenza
Foto: WR
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Al termine della Celebrazione Eucaristica nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha rivolto il Suo discorso conclusivo ai Presidenti delle Conferenze Episcopali della Chiesa Cattolica, ai Capi delle Chiese Orientali Cattoliche, ai rappresentanti dell’Unione dei Superiori Generali e dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali, ai Membri della Curia Romana e del Consiglio di Cardinali che hanno partecipato all’Incontro su “La Protezione dei Minori nella Chiesa”, svoltosi in Vaticano dal 21 al 24 febbraio 2019.

Papa Francesco nel suo discorso ha sottolineato l’universalità e la grande scala degli abusi: “Il nostro lavoro ci ha portato a riconoscere, una volta in più, che la gravità della piaga degli abusi sessuali su minori è un fenomeno storicamente diffuso purtroppo in tutte le culture e le società. La prima verità che emerge dai dati disponibili è che chi commette gli abusi, ossia le violenze (fisiche, sessuali o emotive) sono soprattutto i genitori, i parenti, i mariti di spose bambine, gli allenatori e gli educatori.

Inoltre, secondo i dati Unicef del 2017 riguardanti 28 Paesi nel mondo, su 10 ragazze che hanno avuto rapporti sessuali forzati, 9 rivelano di essere state vittime di una persona conosciuta o vicina alla famiglia. Secondo i dati ufficiali del governo americano, negli Stati Uniti oltre 700.000 bambini ogni anno sono vittime di violenze e maltrattamenti, secondo l’International Center For Missing and Exploited Children (ICMEC), un bambino su 10 subisce abusi sessuali.

Ho incontrato don Fortunato di Noto, a capo dell’Associazione Meter che da 30 anni combatte gli abusi sessuali sui minori ed è iniziatore della Giornata in Memoria dei Bambini Vittime dello Sfruttamento, della Violenza e dell’Indifferenza, per commentare le parole del Papa alla chiusura dell’incontro.

- Don Fortunato, cosa dice dei dati citati da Francesco?

- I dati citati, anche se non sono completi, sono spaventosi. Ma Francesco dice la cosa che non tutti vogliono vedere cioè che il fenomeno degli abusi sui minori, compreso gli abusi sessuali, è un fenomeno globale e come tale riguarda anche, ma nella minima parte, anche la Chiesa a causa dei pochi sacerdoti che hanno tradito la loro missione.

- Lo scandalo degli abusi del clero è scoppiato negli USA. I grandi media e ovviamente gli avvocati hanno scatenato un attacco durissimo contro la Chiesa svuotando le casse di tante diocesi americane. E il Papa ricorda che in quel Paese ci sono centinaia di migliaia a bambini abusati sessualmente di cui nessuno parla…

- Chiariamo una cosa: i rapporti preparati nei vari Paesi (negli Stati Uniti, in Australia, in Irlanda, in Germania ecc.) sono i rapporti che riguardano i casi di 20, 30, 40 o addirittura 70 anni fa. Allora parliamo dei tempi quando nelle società non c’era tanta sensibilità all’infanzia, alla condizione dei minori, ai diritti dei bambini. Oggi il contesto sociale è molto diverso: siamo sensibili ai diritti dell’infanzia e abbiamo già le leggi, spesso molto severe, contro ogni forma di abuso e maltrattamento dei bambini. Un altro aspetto da sottolineare: la stragrande maggioranza dei casi segnalati nei vari rapporti riguarda abusi riguardanti sacerdoti e maschi minori, allora non sono i casi di vera e propria pedofila ma di omosessualità: sono i sacerdoti omosessuali che hanno i rapporti con i maschi sopra i 14 anni. Anche se ovviamente, non tutti gli omosessuali sono pedofili.

- Durante il periodo dell’incontro del Papa con i vescovi abbiamo visto intorno il Vaticano gruppi ben organizzati delle persone che si dichiaravano vittime degli abusi da parte del clero, circondati dagli accompagnatori e giornalisti. Ma in Europa, come ha sottolineato Francesco, 18 milioni di bambini sono vittime di abusi sessuali e, se prendiamo l'esempio dell'Italia, il rapporto di “Telefono Azzurro” del 2016 evidenzia che il 68,9% degli abusi avviene all'interno delle mura domestiche del minore”. Allora io mi chiedo, perché i giornalisti non cercano e non raccontano le storie drammatiche di questi milioni di bambini abusati da non-sacerdoti?

- Dai dati più aggiornati emerge la situazione ancora più drammatica: in Europa i bambini abusati sono circa 20 milioni! Se dietro ogni bambino c’è un abusatore allora in Europa abbiamo 20 milioni di persone che sono libere, che nessuno cerca, nessuno denuncia. Gli arrestati sono pochissimi perché non ci sono denunce.

- Invece ogni prete viene denunciato, messo alla gogna mediatica, spesso messo in prigione…

- E spesso vengono preparate pubblicamente le liste dei sacerdoti abusatori. Si è mai vista la lista dei pedofili non sacerdoti? No, allora c’è un trattamento persecutorio nei confronti del clero. Noi come Associazione Mete abbiamo lanciato l’idea di celebrare la Giornata in Memoria dei Bambini Vittime dello Sfruttamento, della Violenza e dell'Indifferenza, la prima domenica di maggio.

Perché la gente, i media e le organizzazioni che si occupano dei bambini abusati non partecipano a questa Giornata di sensibilizzazione contro questo fenomeno odioso nella sua totalità? Oggi, qualche giorno dopo la fine della riunione in Vaticano, noi abbiamo segnalato alla Polizia postale più di 8500 foto con bambine brutalmente stuprate, abbiamo dato questa notizia e nessuno, dico nessuno ha reagito. Allora io mi chiedo dove sono i giornalisti che stavano in Vaticano che sembravano così sensibili agli abusi dei bambini?   

- Il Papa ha segnalato anche un altro fenomeno: il turismo sessuale, dicendo che secondo i dati 2017 dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, ogni anno nel mondo tre milioni di persone si mettono in viaggio per avere rapporti sessuali con un minore. Tre milioni di predatori che girano impunemente in Asia, America Latina o in Africa per abusare di minori, vittime ignorate, che non interessano nessuno... 

- Mi chiedo come l’ONU ha stabilito questa cifra: contando uno ad uno negli aeroporti? Penso che siano di più. Ma il problema è diverso: quante azioni di polizia si sono fatte per stroncare il turismo sessuale? Pochissime.

- Ma, adesso grazie ad internet il pedofilo non deve viaggiare: a casa può avere a disposizione tutto il materiale pedopornografica che vuole. Francesco ha segnalato anche questa piaga: “Dagli studi effettuati, negli ultimi anni, sul fenomeno degli abusi sessuali su minori emerge altresì che lo sviluppo del web e dei mezzi di comunicazione ha contribuito a far crescere notevolmente i casi di abusi e violenze perpetrati on line. La diffusione della pornografia sta dilagando rapidamente nel mondo attraverso la Rete. La piaga della pornografia ha assunto dimensioni spaventose, con effetti deleteri sulla psiche e sulle relazioni tra uomo e donna, e tra loro e i bambini. È un fenomeno in continua crescita. Una parte molto considerevole della produzione pornografica ha, tristemente, per oggetto i minori, che così vengono gravemente feriti nella loro dignità. Gli studi in questo campo – è triste – documentano che ciò avviene in modi sempre più orribili e violenti; si arriva all’estremo degli atti di abuso sui minori commissionati e seguiti in diretta attraverso la Rete. Lei, che quotidianamente combatte questo terribile fenomeno, come può commentare queste parole del Papa?

- Bisogna chiarire una cosa: la pornografia è lecita in tutto il mondo. E’ un mercato gigantesco su scala mondiale, il secondo dopo il commercio di armi e prima della droga. Se per noi, cattolici, guardare il materiale pornografico è un peccato, è un'altra storia. Ovviamente la pornografia può recare i danni psicologici ai minori. La pornografia è un’industria così potente che è diventata lecita. Le società che la producono sono quotate in borsa. Vedendo il materiale pornografico non si commette un reato. Invece la pornografia minorile riguarda i minori dai 14 ai 18 anni, sotto questa soglia abbiamo a che fare con la pedopornografia che è un'altra storia.

In alcuni stati la pornografia minorile e la pedopornografia è un reato. Ancora oggi nel mondo ci sono 35 stati dove non c’è la legge contro la pedopornografia. I 78 stati non hanno ancora definiti l’età del consenso dei bambini. In questa situazione della mancanza dell’uniformità nel mondo non si può dichiarare la pedofilia e pedopornografia crimine contro l’umanità. Non tutti sono d’accordo.

- Dove ci sono tanti soldi ci sono sempre le organizzazioni criminali…

- E’ questo è verissimo nel caso dell’industria pedopornografica dietro la quale ci sono le organizzazioni criminali.    

- Certi ambienti che attaccano la Chiesa per gli abusi sui minori nello stesso tempo promuovono l’ideologia gender, l’educazione sessuale dei bambini che in pratica significa l’introduzione dell’attività sessuale nella tenera età. Come possono essere credibili gli accusatori del clero che promuovono il “lassismo” sessuale e l’abbattimento dei “tabù” nelle pratiche sessuali?

- Quando strumentalizziamo gli abusi sui minori la presunta lotta contro tali abusi diventa in pratica una lotta ideologica dove le vittime vengono strumentalizzate. È una situazione assurda quando qualcuno combatte contro gli abusi e nello stesso tempo tollera l’ideologia pedofila che giustifica i rapporti con i minori, promuove l’amore “libero”, l’amore “senz’età”. In questa situazione si attacca la Chiesa per confondere la gente. 

- In Polonia si sta preparando un film sulla pedofilia del clero polacco: un vero attacco ideologico contro la Chiesa, di cui parlava lei. Se qualcuno volesse fare un film per far vedere che cosa è la pedofilia cosa dovrebbe fare?

- Un regista dovrebbe venire dalla persona come me che da 30 anni denuncio e combatto la pedofilia e pedopornografia. Le racconto una storia: nel 2001 i giornalisti della rivista americana Newsweek mi hanno chiamato dicendo che stavo esagerando nella denuncia di questo fenomeno, che non è vero. Li ho invitati e sono venuti da me per 4 giorni. Ho fatto vedere loro praticamente cosa facciamo: le foto e i video terribili, le denunce, il dilagare dell’ideologia pedofila.

Dopo questa esperienza i giornalisti hanno capito che non stavo esagerando e hanno cambiato la percezione del fenomeno: in effetti hanno fatto un articolo di denuncia sulla copertina del Newsweek.

- Allora manderò da lei chi vuole capire che cosa vuol dire abusi sui minori nel mondo di oggi e li vede solo nella Chiesa.

 

L’intervista in polacco è stata pubblicata sul settimanale “Niedziela” (nr. 11/2019)

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