Dopo Papa Francesco in Marocco, “ha reso evidente il valore della convivenza”

Julien - Vincent Brunie, amabsciatore dell'Ordne di Malta presso il Marocco
Foto: ambgabon
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Durante il viaggio di Papa Francesco in Marocco, c’era anche una organizzazione che ha prestato, come sempre, la sua opera in silenzio. C’era ad organizzare il servizio d’ordine alla Messa finale. Ma c’era anche a fianco della Caritas, nel sostegno dei migranti del Mediterraneo. È il Sovrano Ordine di Malta, che è rappresentato in Marocco dall’ambasciatore Julien-Vincent Brunie.

Ambasciatore, quanto la visita di Papa Francesco ha avuto un impatto in Marocco?

In Marocco, il vivere insieme è cosa di tutti i giorni. Il viaggio del Santo Padre ha rappresentato, per questo, la materializzazione del vissuto quotidiano dei marocchini, che è quello di far coabitare in pace un messaggio di fratellanza e di amore per tutte le religioni. I marocchini sono credenti, e sono molto orgogliosi di aver ricevuto il capo della Chiesa Cattolica.

La Chiesa in Marocco si è distinta in maniera particolare per l’accoglienza dei migranti. Quale è stato l’impegno del Sovrano Militare Ordine di Malta sul tema?

Come ben sapete, il Sovrano Militare Ordine di Malta è molto impegnato nel Mediterraneo. Attraverso la Caritas, la Chiesa cattolica in Marocco prova ad aiutare i migranti, a far avere loro una vita degna e ad essere forniti di tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere. In più, si aiuta con l’integrazione e la regolarizzazione, e magari fornendo educazione là dove manca. L’Ordine di Malta lavora nello stesso campo, in forte cooperazione. Affrontando anche problemi nuovi, come quelli dei migranti giovani che hanno ancora più bisogno di essere sostenuti. Per noi è molto importante aiutare i migranti, che sono esseri umani che soffrono.

Si sono tenuti in Marocco, a Marrakech, anche i negoziati per l’Accordo Globale sulle Migrazioni. Anche l’Ordine di Malta ha partecipato. In che modo avete lavorato a fianco della Santa Sede?

Sia l’Ordine di Malta che la Santa Sede promuovevano un messaggio comune, abbiamo perseguito gli stessi obiettivi. Marrakech è stato un successo. Ma l’impegno con i migranti non finisce: sono stati nominati due “ambassador-at-large” sulle migrazioni, a mostrare che per noi coloro che soffrono sono in realtà i nostri padroni.

Quali sono le sfide del Marocco dopo la visita di Papa Francesco?

Si parla ancora, in Marocco, di questa visita storica, e persino la pioggia – che è cominciata con l’arrivo del Papa – è associata alla fortuna. Il viaggio è stato bellissimo, l’appello su Gerusalemme ha toccato il cuore di tutti i marocchini e di tutte le persone di buona volontà del Paese. L’accoglienza per il Papa è stata straordinaria: c’erano 120 mila persone a salutare l corteo del re e del Papa.

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