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Ecco come è andata la 154esima Assemblea solenne del Circolo S. Pietro

La 154esima Assemblea solenne del Circolo di S.Pietro. I numeri, le novità, le conferme

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"Ho potuto sperimentare personalmente in varie occasioni tutto il bene che fate in questa amata Città e Diocesi di Roma, che vi porta ad essere segno della carità e dell’amore del Papa per i più deboli, ma sono anche testimone di tutto l’apprezzamento che circonda il Circolo S. Pietro", così il Cardinale James Michael Harvey, Arciprete della Basilica Papale di S. Paolo fuori le Mura, ha salutato i soci del Sodalizio romano riuniti per la 154esima Assemblea Solenne nella Chiesa di S. Rocco all’Augusteo nel pomeriggio di ieri, 21 febbraio.

Da oltre 150 anni, il Circolo S. Pietro si prende cura dei bisognosi di Roma. Preghiera, Azione e ​Sacrificio: un motto che rappresenta la loro grande missione, un servizio che svolgono giorno dopo giorno con amore e passione a Roma attraverso numerosi servizi caritativi.

"Sono caratteristiche le vostre", ha continuato il Cardinale alla vigilia della Festa della Cattedra di S. Pietro, "che vi pongono, seppur in maniera assolutamente discreta e silenziosa, come è il vostro stile, quale sicuro punto di riferimento per alleviare le sofferenze, le tribolazioni, le angosce ed i dolori di tanti e tanti che, fiduciosi e confidenti, bussano alla porta delle vostre realtà caritative, ma soprattutto alla porta del vostro cuore!".

Infine, il Cardinale ha benedetto "con ampiezza di cuore e di sentimenti" l’Assemblea, rafforzando la sua partecipazione alle Opere del Sodalizio, di cui è socio d’onore dal 2001, con l’esortazione ai presenti a continuare in quello che ha definito uno "straordinario servizio".

Il Presidente del Circolo Niccolò Sacchetti, nella relazione morale, ha posto l’accento su quanto, in termini di impatto della povertà sulla società, il contesto in cui il Circolo è stato fondato assomigli a quello attuale dove "gli Enti come il nostro svolgono un ruolo di vera e propria tenuta sociale che ci carica di ulteriore responsabilità".

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La nota ufficiale del Circolo di San Pietro sottolinea che negli ultimi 5 anni i poveri in Italia hanno triplicato il proprio numero raggiungendo il picco storico del 10% della popolazione e le proiezioni dei dati 2022 non sono affatto positive, anche a causa del conflitto in Ucraina e dell’impennata dei prezzi". Se le trasformazioni non soltanto a livello economico, ma anche sociologico, hanno dato "assoluta priorità all’impegno pratico ed operativo per provare ad andare incontro alle tante emergenze del periodo", ha puntualizzato il Presidente, "è arrivato il momento di interrogarci su come è possibile adattarsi a questi cambiamenti e su come aiutare sempre di più nel rispetto della tradizione".

"Nell’ultimo anno non sono mancati gli assistiti in cerca di cibo (38.000 pasti offerti nelle Cucine) oppure di un letto in cui riposare (8000 presenze negli Asili) o del conforto di una doccia calda; le famiglie aiutate con i pacchi alimentari sono state circa 60 al mese e 3000 i bisognosi che affrontano il freddo grazie agli indumenti del Guardaroba", riporta il comunicato ufficiale.

Il Circolo S. Pietro si prende cura delle famiglie dei piccoli ricoverati al “Bambin Gesù”, nei reparti e al “negozietto” dell’Ospedale Pediatrico, nelle Case famiglia “S. Giovanni Paolo II” alla Lungaretta (oltre 9000 presenze) e “S. Paolo VI” in via di S. Giovanni in Laterano, in cui sono stati accolti circa 50 profughi ucraini.

Al Circolo S. Pietro, ha affermato il Presidente Sacchetti, "possiamo orgogliosamente dire che il 100% delle donazioni è destinato alle attività di sostegno per i nostri assistiti, a conferma che fare di più e meglio dipende da quanti siamo a lavorare per il prossimo e dalla qualità dei nostri volontari, che rappresentano la grande, straordinaria e insostituibile ricchezza di una associazione come la nostra".

Alla relazione morale del Presidente, hanno fatto seguito il giuramento dei Soci Effettivi e il conferimento dei distintivi dorati e della Medaglia dorata ai soci che hanno compiuto, rispettivamente, venticinque e cinquant’anni di appartenenza alla vita dell’associazione.

 

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