Esercizi spirituali: il deserto "figura della vita", la lotta, la preghiera

La sesta e la settimana meditazione di Padre Bovati per la Curia Romana e Papa Francesco, in Vaticano

Esercizi spirituali ad Ariccia, 2020
Foto: Vatican Media / ACI group
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Continuano gli esercizi spirituali per la Curia Romana presso la Casa Divin Maestro ad Ariccia. Papa Francesco segue le meditazioni da Casa Santa Marta, a causa del forte raffreddore che lo ha colpito. Il predicatore degli Esercizi spirituali, ha tenuto la sua sesta e la sua settima meditazione. Al centro della prima riflessione il cammino di Israele nel deserto, poi il concetto di lotta e preghiera.

Secondo quanto diffuso da Vatican News, Padre Pietro Bovati cita un passo biblico che se da un lato mostra il Signore "quale artefice della storia della salvezza", dall'altro "non sottolinea abbastanza un altro aspetto importante e cioè il libero esprimersi degli uomini, il loro assenso o la loro ribellione nei confronti di Dio. Ma senza la componente dell'attività umana - fa notare il teologo gesuita - la storia assume un’immagine deformata “nella quale Dio opera sì mirabilmente”, ma l’uomo rischia di essere ridotto “a puro oggetto passivo”.

Poi si passa alla figura del deserto: "I 40 anni trascorsi nel deserto stanno a significare l’intera esistenza, il deserto è rappresentazione della nostra terra, dove l’uomo soffre, ma dove Dio si rivela e lo fa nell’agire proprio dei suoi servi", dice Bovati. Il deserto, ribadisce il predicatore, "è figura della vita”. E’ un tempo che può diventare tentazione, “è il nostro tempo, il tempo dell’uomo”.

Questa mattina invece Padre Bovati  nella sua settima meditazione si è soffermato sul tema “Lotta e preghiera”. La Chiesa, per il gesuita, è sotto violento attacco, apertamente e subdolamente, ma la risposta sta appunto nel connubio tra testimonianza sul campo e preghiera autentica. Secondo quanto riportato dall'Osservatore Romano, il predicatore commenta: "La giornata di oggi è dedicata a meditare sull’impegno personale che il Signore richiede a ciascuno di noi, in funzione della vocazione ricevuta, del dono di grazia, con i doveri connessi a questa grazia. Oggi, in una società malata, ferita, abbandonata, di fronte a necessità urgenti e dolorose, il sacerdote è sollecitato a prestazioni molteplici. Tuttavia ciò non deve far perdere di vista l’essenziale”.

Padre Bovati ha delineato il profilo di Mosè in preghiera, con “lo sguardo verso Dio, non perché si disinteressi della battaglia, ma perché vuole indirizzarla alla più completa vittoria. Mosè sul monte rappresenta la forza segreta che conduce l’esercito al trionfo: l’immersione in Dio è la condizione indispensabile perché il combattimento sulla terra abbia successo”.

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