Esercizi spirituali, P. Michelini: "Unire l'amore per Dio a quello per il prossimo"

Il Papa durante gli Esercizi spirituali
Foto: L'Osservatore Romano ACI Group
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"La confessione di Pietro e il cammino di Gesù verso Gerusalemme" nel Vangelo di Matteo. E' il tema su cui si concentra la prima meditazione offerta nella mattinata di ieri al Papa e alla Curia Romana da Padre Giulio Michelini, predicatore degli Esercizi spirituali ad Ariccia.

Guardando a Pietro - spiega il religioso francescano - ognuno può e deve porsi alcune domande. In primis chiedersi se "ho il coraggio di andare fino in fondo per seguire Gesù Cristo, mettendo in conto che questo comporta portare la croce, come Lui ha detto, annunciando la risurrezione, la gioia, ma anche la prova: se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua".

Nel corso degli Esercizi i momenti centrali sono scanditi dalla preghiera. E tutti - ricorda Padre Michelini - dobbiamo pregare poichè lo faceva Gesù per primo. Pregando abbiamo l'occasione di ascoltare - sottolinea il predicatore - la voce di Dio: "Sulla base di quale criterio faccio discernimento? Decido d’impulso, mi lascio prendere dall’abitudine, metto me stesso e il mio tornaconto personale davanti al Regno di Dio? Ascolto la voce di Dio, che parla in modo umile?".

“Le ultime parole di Gesù e l’inizio della Passione” nel Vangelo di Matteo è invece il tema della meditazione pomeridiana. Le ultime ore della vita terrena di Gesù - ricorda Padre Michelini - sono contrassegnate da momenti di silenzio. Di fronte a quel silenzio ecco l'occasione per chiedersi se "comunico la fede solo con parole o se la mia vita è evangelizzante. Mi chiedo poi di che tipo sono i miei silenzi, e in relazione all’ufficio ecclesiale che svolgo, se sono colpevole di silenzi che non ci sarebbero dovuti essere".

E commentando il Vangelo - che rammenta l'episodio della donna che unge i piedi di Gesù - Padre Micheli ricorda i poveri: "Molti - dice - sono quelli che non hanno il coraggio di bussare alle nostre porte, e verso i quali dovremmo andare noi. Se poi siamo sinceri e ci guardiamo dentro, non possiamo non mettere anche noi tra quei poveri: ognuno è, in fondo, un povero per l’altro. Le parole di Gesù dicono che la sua missione non termina con la sua esistenza storica, e infatti procede con l’impegno della comunità credente verso tutti i poveri, noi compresi". Quindi - conclude il religioso - siamo chiamati "a tenere insieme l’amore per Dio e quello per il prossimo".

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