"Europa, la famiglia sia culla dei diritti"

Roma, Sala Stampa Vaticana, 26 Giugno 2014 - il Cardinal Petr Erdo, Arcivescovo di Esztergom - Budapest
Foto: Daniel Ibañez
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L’applauso scrosciante tributato dal Parlamento Europeo a Papa Francesco lo scorso 25 novembre nel momento in cui il suo discorso ha toccato i temi della famiglia può essere considerato “il segnale che c’è ancora speranza in Europa”. Lo spiega il Cardinal Petr Erdo, Arcivescovo di Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee. Ma soprattutto, relatore generale dei sinodi straordinario e ordinario sulla famiglia voluti da Papa Francesco.

“Nonostante il Papa non abbia mancato di menzionare una certa ‘stanchezza’ da parte della stessa Europa, l’applauso che gli è stato tributato quando il suo discorso ha toccato i temi della famiglia testimonia che c’è speranza in Europa,” dice il Cardinal Erdo. Che aggiunge: “Direi che ci sono molti posti dove possiamo trovare speranza in Europa… ci sono molti gruppi internazionali che difendono i valori... ma la prova definitiva viene dal fatto che le istituzioni europee abbiano ascoltato il Papa con così tanto interesse”.

Lo scorso 25 novembre, Papa Francesco ha tenuto un discorso al Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo e un discorso al Consiglio d’Europa. Povertà, famiglia, immigrazione, terrorismo internazionale, identità europea, diritti universali, libertà religiosa sono stati i temi principali dei discorsi del Papa.

In particolare, nel suo discorso di fronte al Parlamento europeo, Papa Francesco ha sottolineato che “la famiglia, unità, fruttuosa e indissolubile, possiede gli elementi fondamentali per generare speranza nel futuro”. E il Cardinal Erdo ha commentato che “il Santo Padre ancora ritiene che la famiglia sia un tema centrale. Non per caso ha convocato un sinodo ordinario, e uno straordinario, sulla famiglia. E l’applauso tributato dai legislatori europei dimostra che anche in Europa la pensano allo stesso modo.”

Tra l’altro, il CCEE presieduto dal Cardinal Erdo è stato direttamente chiamato in causa da Papa Francesco nel suo discorso al Parlamento europeo, quando ha sottolineato che la Chiesa cattolica può cooperare con il Consiglio d’Europa (tramite il CCEE) in un numero di questioni urgenti, in particolare “sull’area della riflessione etica sui diritti umani.”

La questione dei diritti umani è cruciale per il Cardinal Erdo, un esperto di diritto. Perché – ha spiegato il Cardinale – “quando i diritti umani sono stati redatti per la prima volta, e quando il Consiglio d’Europa fu fondato nel 1949, c’era la necessità di criteri internazionalmente riconosciuti che potessero difendere i valori umani, dato che molte nazioni avevano accettato cose disumane dato che i perpetratori di queste cose disumane avevano ottenuto la maggioranza dei voti.”

Il riferimento implicito è al nazismo, e a quello che è accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Cardinal Erdo ha spiegato quindi che “all’inizio, sembrava ci fosse un consenso generale sui diritti umani. Anche la bibliografia sui diritti umani era radicata nel Cristianesimo, nella legge naturale… ma nel corso dei decenni, è emerso un nuovo tipo di diritti, i cosiddetti diritti di terza e quarta generazione. La legittimazione di questi diritti non è molto chiara”.

I diritti di terza generazione sono quelli definiti diritto alla protezione ambientale e all’educazione e il diritto all’auto sviluppo, che sono stati recentemente descritti come la quarta generazione di diritti umani. In questi diritti, si inseriscono e innescano anche molte delle iniziative in favore del gender.

Ma è proprio su questi temi che “è necessario il contributo della Chiesa, per stimolare le coscienze e chiarificare quali sono davvero i diritti fondamentali,” afferma il Cardinal Erdo.

Il quale aggiunge che in Europa il lavoro della Chiesa è fondamentale. “In entrambi i suoi discorsi, il Papa ha parlato della stanchezza, la vecchiaia, l’individualismo dell’Europa. Naturalmente, possiamo andare oltre la nostra stanchezza solo se guardiamo indietro alle nostre radici”.

E il tema delle radici – conclude il Cardinal Erdo – “è stato una parte cruciale del discorso di Papa Francesco al Consiglio d’Europa. Con questa nuova famiglia di diritti, si pensa che si possono decidere dei temi senza alcun riferimento concreto alle radici storiche dell’essere umano.”

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