Fabbrica di San Pietro, termina l'incarico del Commissario Straordinario

Entra ufficialmente in carica il Cardinale Mauro Gambetti

L'interno della Basilica Vaticana
Foto: Daniel Ibanez CNA
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La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto che "con la promulgazione dello Statuto della Reverenda Fabbrica di San Pietro, termina l’incarico di Commissario Straordinario della medesima, Monsignor Mario Giordana, Nunzio Apostolico, e della Commissione che lo ha assistito in questo compito".

Monsignor Giordana e la Commissione "si sono dedicati alla riorganizzazione degli uffici amministrativi e tecnici della Fabbrica".

Entra così ufficialmente in carica quale Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fabbrica il Cardinale Mauro Gambetti che subentra al Cardinale Angelo Comastri, che ha lasciato gli incarichi per raggiunti limiti di età.

Recentemente ha fatto discutere la direttiva emessa dalla Prima Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato che dal 22 marzo scorso che vieta la celebrazione di messe individuali, e consente solo quelle collettive, non più di quattro al giorno presso l'Altare della Cattedra e presso la Cappella del Coro.

La direttiva non era stata comunicata all'Arciprete della Basilica Vaticana poichè non ancora in carica ma inviata al Commissario Straordinario Giordana, al Capitolo dei Canonici e al Servizio Celebrazioni Liturgiche della Basilica.

Dopo la protesta del Cardinale Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, anche il Cardinale Robert Sarah - da poco Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti - come riporta il vaticanista Sandro Magister prende posizione affichè tale decisione possa essere rivista.

“Supplico umilmente il Santo Padre - scrive Sarah secondo quanto riporta Magister - di disporre il ritiro delle recenti norme emanate dalla segreteria di Stato, le quali mancano tanto di giustizia quanto di amore, non corrispondono alla verità né al diritto, non facilitano ma piuttosto mettono in pericolo il decoro della celebrazione, la partecipazione devota alla messa e la libertà dei figli di Dio”.

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