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Fede e Sacramenti, un rapporto che sembra sempre più difficile

Il documento della Commissione Teologica internazionale dedicato soprattutto a battesimo e matrimonio

Papa Francesco battezza un bimbo in Cappella Sistina |  | Vatican Media Papa Francesco battezza un bimbo in Cappella Sistina | | Vatican Media

Qual è il rapporto tra fede e Sacramenti? Un tema difficile e molto dibattuto da secoli di teologia cui la Commissione Teologica internazionale ha dato attenzione nel documento conclusivo dei lavori degli ultimo cinque anni.

Il testo Reciprocità tra fede e sacramenti nell'economia sacramentale è stato approvato da Papa Francesco a dicembre scorso e pubblicato recentemente.

Si parte dal principio che la fede scaturisce dall’ “incontro con un evento, una Persona, che dona alla vita un nuovo orizzonte e una decisiva direzione” come scriveva Benedetto XVI nella Deus Caritas est.

Ma la crisi del rapporto tra fede e sacramenti è presente a decenni. Nel 1977 la commissione affronta il tema nel sacramento del matrimonio. Addirittura dei non battezzati chiedevano di sposarsi in Chiesa. Oggi però il problema arriva fino al battesimo, ai sacramenti dell’ iniziazione cristiana.

Le cause di questo distacco tra Fede e Sacramenti sono sociali, culturali, ma anche filosofiche, e c’è poi il modello scientifico e tecnologico che sembra essere l’unico modello in tutti gli ambiti della conoscenza.

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La intelligenza cristiana deve preservare la originalità del Sacramento cristiano stando attenti a due pericoli: la riduzione del sacramento a simbolo e la riduzione del simbolo a sola estetica rituale.

Certo ateismo e secolarismo sempre più diffusi non aiutano, ma soprattuto nel periodo post-Vaticano II, ci sono stati anche alcuni atteggiamenti diffusi tra fedeli e pastori che hanno effettivamente indebolito la salutare reciprocità tra fede e sacramenti.

Il documento afferma anche che spesso i parroci ricevono richieste per amministrare i sacramenti “con grandi dubbi sull'intenzione di fede di coloro che li richiedono” altri invece pensano di “poter vivere pienamente la propria fede senza la pratica sacramentale, che considerano facoltativa e liberamente disponibile”.

Il pericolo è quello o di un ritualismo privo di fede per mancanza di interiorità solo per usanza e tradizione sociale. O anche c’è il rischio di  “una privatizzazione della fede, ridotta allo spazio interno della propria coscienza e dei propri sentimenti. In entrambi i casi viene danneggiata la reciprocità tra fede e sacramenti”.

Ecco allora l’intento del documento: “evidenziare la reciprocità essenziale tra fede e sacramenti, mostrando la reciproca implicazione tra fede e sacramenti nell'economia divina”. Un modo per “superare la frattura tra fede e sacramenti ovunque si verifichi, nel suo duplice aspetto: se si tratta di una fede che non è consapevole della sua sacramentalità essenziale; o se si tratta di una prassi sacramentale condotta senza fede o il cui vigore solleva seri interrogativi riguardo alla fede e all'intenzione secondo la fede che la pratica dei sacramenti richiede. In entrambi i casi, la pratica e la logica sacramentale, situate nel cuore della Chiesa, subiscono una ferita grave e preoccupante”.

Altrettanto grave è vedere che non poche volte si accede alla Eucaristia senza la consapevolezza della necessità della riconciliazione previa con Dio e la comunità ecclesiale  dalla quale ci siamo separati e che abbiamo danneggiato con il nostro peccato, nella sua realtà di corpo visibile di Cristo.

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Anche l’ Unzione degli Infermi viene troppo spesso vissuta quasi come un rituale “magico”.

Tanti temi quindi e per ora la Commissione sceglie di affrontare solo i Sacramenti dell’ iniziazione cristiana e il matrimonio dopo avere affrontato la questione in senso generale.

Il documento si svolge nei dettagli teologici, ma è utile arrivare alle parti conclusive

“La Chiesa, erede e continuatrice dell'opera di Cristo, significativamente questo segno visibile nella storia. Il suo significato non si riduce a procurarsi i mezzi di salvezza per i fedeli stessi. Rende visibile la grazia salvifica di Dio nel mondo”.

Da comprendere anche che l’accesso o meno ai Sacramenti è un segno esteriore che non riguarda la interezza della fede della persona quanto la sua comunione con la Chiesa.

Ancora il documento spiega che “la dinamica dell'economia sacramentale può essere letta come l'alleanza di Dio con il suo popolo”  una immagine sponsale. “I coniugi cristiani, sposandosi "nel Signore", diventano un segno che testimonia l'amore che presiede al rapporto di Cristo con la Chiesa” spiega il testo.

E la conclusione è semplice nella sua profondità: “con il dono della fede, il significato del corso degli eventi storici sta nel significato che Dio stesso dà loro: l'economia divina presiede e governa la storia, conducendola alla vita eterna. In una parola, poiché la divina economia trinitaria è di natura sacramentale, la fede cristiana è veramente sacramentale”.